Le cozze: buone, utili e sostenibili.

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  • erino2707
    ha risposto
    Originariamente inviato da Pablito. Visualizza il messaggio

    Adesso capisco come anch'io sono stato ingannato

    Qualche tempo fa il supermercato dove mi servo ha messo in vendita "cozze Sardegna". Le ho acquistate, scoprendo in piccolo sull'etichetta "origine Spagna".

    Questo a riprova che buona parte dei prodotti agro-alimentari (e non solo quelli) venduti in Italia provengono in realtà da altri paesi e che i nostri "produttori" non sono altro che "rivenditori" il cui unico valore aggiunto è la percentuale di rivendita.

    Ho scoperto ieri sera sul TG che non riusciamo a difendere il nostro Prosecco dalle imitazioni, mentre siamo stati costretti a cambiare nome al Tocai friulano (prodotto da secoli in Italia) in quanto il nome originale è ungherese.

    Sono sempre stato un sostenitore del libero mercato ma lo spacciare il "parmesan" prodotto in Cina come italiano non è concorrenza ma TRUFFA

    Ormai in questo mondo tutto e una TRUFFA
    Ci stiamo ammazzando con le nostre mani
    Tutto e contraffatto
    Per risolvere questo problema tutti si mangiano quello che producono nei loro paesi se importi ci dovrebbero essere controlli maggiori senza che nessuno si prende la sua bella bustina di soldi

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  • Pablito.
    ha risposto
    Originariamente inviato da nello Visualizza il messaggio

    .....
    Tra l'altro la scritta , immagino che sia scritta in piccolo sul retro della confezione .

    Non sarà una truffa , ma inganna il consumatore .
    Di casi simili ne è pieno il nostro Bel Paese .
    Adesso capisco come anch'io sono stato ingannato

    Qualche tempo fa il supermercato dove mi servo ha messo in vendita "cozze Sardegna". Le ho acquistate, scoprendo in piccolo sull'etichetta "origine Spagna".

    Questo a riprova che buona parte dei prodotti agro-alimentari (e non solo quelli) venduti in Italia provengono in realtà da altri paesi e che i nostri "produttori" non sono altro che "rivenditori" il cui unico valore aggiunto è la percentuale di rivendita.

    Ho scoperto ieri sera sul TG che non riusciamo a difendere il nostro Prosecco dalle imitazioni, mentre siamo stati costretti a cambiare nome al Tocai friulano (prodotto da secoli in Italia) in quanto il nome originale è ungherese.

    Sono sempre stato un sostenitore del libero mercato ma lo spacciare il "parmesan" prodotto in Cina come italiano non è concorrenza ma TRUFFA


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  • Tonnetto
    ha risposto
    Originariamente inviato da nello Visualizza il messaggio

    Non sarà una truffa , ma inganna il consumatore .
    Io solo precisato che non è vero che sia vietato, come invece era riportato, riguardo invece i casi di bresaola da te citati ne son ben poco di prodotti lavorati.

    Sulle cozze però la questione sembra più semplice, essendo i mitili animali con un ciclo di vita breve e semplice, ed essendo dei veri e propri filtri, gli studi pare affermino che siano sufficienti 28gg per potersi definire ripulirti di ciò che hanno filtrato in precedenza.
    Per questo pare che la CE consenta questa pratica.

    Teniamo inoltre a mente che parliamo di proporti sempre e cmq prodotti all'interno della CE.

    Tonnetto

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  • nello
    ha risposto
    Originariamente inviato da Tonnetto Visualizza il messaggio




    Ergo, dopo 28giorni le cozze possono tranquillamente essere re-etichettate e messe in vendita.

    Altro non sò...

    Fonte: https://www.nieddittas.it/2017/08/il...el-mare-sardo/
    Bha le certificazioni a mio parere non sono tanto affidabili , visto che le pagano chi deve essere certificato .
    Tra l'altro la scritta , immagino che sia scritta in piccolo sul retro della confezione .

    Non sarà una truffa , ma inganna il consumatore .
    Di casi simili ne è pieno il nostri Bel Paese .
    Vedi la Bresaola Brasiliana .
    https://www.ilsole24ore.com/art/il-c...saola-AELnvfhB

    https://www.scattidigusto.it/2021/02/09/bresaola-igp-presa-diretta-ci-ha-ricordato-che-si-fa-con-la-carne-brasiliana/

    https://ciboserio.it/bresaola-della-...a-dal-brasile/







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  • Tonnetto
    ha risposto
    Originariamente inviato da nello Visualizza il messaggio
    La pratica della re-immersione dei molluschi importati è assolutamente vietata dall’Unione Europea che prevede che essi siano avviati direttamente alla vendita.
    Questo passaggio non è corretto, in quanto la riemersione del novellame, all'interno dei confini europei è consentita, purché duri almeno 28giorni, in quanto tale è il tempo necessario per fare acquistare alle stesse le caratteristiche organolettiche del posto di reimmersione.


    Ergo, dopo 28giorni le cozze possono tranquillamente essere re-etichettate e messe in vendita.

    Altro non sò...

    Fonte: https://www.nieddittas.it/2017/08/il...el-mare-sardo/
    Ultima modifica di Tonnetto; 14-09-2021, 16:37.

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  • nello
    ha risposto
    "28 Agosto 2021
    Maxi sequestro di cozze pericolose da parte di Guardia Costiera e Asl. La continua presenza sul territorio e la costante attività di vigilanza, hanno portato, nel corso di due distinte operazioni, solo nell’ultima settimana, all’accertamento di violazioni della normativa che disciplina la pesca marittima e la tracciabilità della filiera del prodotto che, quotidianamente, finisce sulla tavola dei consumatori. Durante i controlli è stata posta particolare attenzione alla provenienza del prodotto e alla verifica del rispetto dell’ordinanza regionale che vieta la commercializzazione dei mitili adulti, provenienti dal primo seno del Mar Piccolo di Taranto, a causa della elevata presenza di diossina e Pcb, sostanze cancerogene."
    https://www.tarantobuonasera.it/news...-pericolose-3/

    Continua, senza sosta, l’attività della Guardia costiera di Taranto nel contrasto degli illeciti nell’ambito della filiera ittica, con particolare attenzione al settore della mitilicoltura: il tradizionale fiore all’occhiello del comparto ittico ionico, che tuttavia è spesso interessato da fenomeni di abusivismo e di mancato rispetto delle norme sanitarie, che rischiano di provocare seri danni alla salute dei cittadini.
    https://www.lojonio.it/cozze-nere-al...cummarpiccolo/


    Ad aggravare la situazione già drammatica, c’è la concorrenza sleale. I mitili importati, in questo caso dalla Grecia, vengono immersi nei nostri mari e venduti come “mitili di Taranto”. La pratica della re-immersione dei molluschi importati è assolutamente vietata dall’Unione Europea che prevede che essi siano avviati direttamente alla vendita.
    Non più tardi di due settimane fa, a Taranto, la Guardia Costiera e la Polizia di Stato hanno sequestrato due tonnellate di cozze per frode in commercio, poiché avevano etichette contraffatte che riportavano la dicitura «allevato in Italia» mentre provenivano dalla Grecia
    https://www.tarantobuonasera.it/news...nostra-tavola/

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  • Steinoff
    ha risposto
    Originariamente inviato da cidiemme Visualizza il messaggio


    La Exxon Mobil ha speso decine di milioni di dollari (37 secondo alcune fonti e 70 secondo altre) per produrre studi che neghino l'interferenza umana sul cambiamento climatico.
    Ma è l'unica che è stata beccata.

    L'influenza delle petrolifere sull'editoria è impossibile da misurare, visto che queste corporation sono enormi e ramificate: hanno assorbito o partecipato di tutto, editori compresi.
    A piu' di un anno di distanza, aggiungo un tassello a quel che ha scritto Cidiemme, un pezzetto che ho scoperto solo oggi e che e' ancor piu' infido del negazionismo puro: le tattiche di ritardo. Si mira a cio' che in inglese viene chiamato Wokewashing. Esattamente l'opposto della macchina del fango, punta pero' allo stesso risultato: gettare discredito su cio' che e' tristemente vero, parlando stavolta bene di cio' che (si suppone nella tesi) fanno di buono le fonti fossili di energia. Farci sentire con la coscienza pulita mentre, in realta', nulla e' cambiato circa l'inquinamento da combustibili fossili.
    Riporto l'articolo de La Repubblica che ne parla:
    https://www.repubblica.it/green-and-...82744-P3-S6-T1

    Personalmente preferirei anche un solo piatto di cozze alla Cidiemme piuttosto che mille barili di benzina...

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  • Antonella Rossi
    ha risposto
    Ti ringrazio per le informazioni

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  • Squiddy
    ha risposto
    Sempre detto.
    Finché c'è cozza c'è speranza.

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  • Luchino
    ha risposto
    Originariamente inviato da cidiemme Visualizza il messaggio


    La Exxon Mobil ha speso decine di milioni di dollari (37 secondo alcune fonti e 70 secondo altre) per produrre studi che neghino l'interferenza umana sul cambiamento climatico.
    Ma è l'unica che è stata beccata.

    L'influenza delle petrolifere sull'editoria è impossibile da misurare, visto che queste corporation sono enormi e ramificate: hanno assorbito o partecipato di tutto, editori compresi.
    Non sapevo della Exxon, approfondirò di sicuro

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  • cidiemme
    ha risposto
    Originariamente inviato da Luchino Visualizza il messaggio

    E c'è anche chi sostiene che questo problema non esista...

    La Exxon Mobil ha speso decine di milioni di dollari (37 secondo alcune fonti e 70 secondo altre) per produrre studi che neghino l'interferenza umana sul cambiamento climatico.
    Ma è l'unica che è stata beccata.

    L'influenza delle petrolifere sull'editoria è impossibile da misurare, visto che queste corporation sono enormi e ramificate: hanno assorbito o partecipato di tutto, editori compresi.

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  • Luchino
    ha risposto
    Originariamente inviato da cidiemme Visualizza il messaggio

    Quel caldo lì ha un nome: emergenza climatica
    E c'è anche chi sostiene che questo problema non esista...

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  • cidiemme
    ha risposto
    Originariamente inviato da Luchino Visualizza il messaggio


    Avevo letto anch'io questo articolo... è assurdo cosa stia facendo il caldo
    Quel caldo lì ha un nome: emergenza climatica

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  • Luchino
    ha risposto

    Avevo letto anch'io questo articolo... è assurdo cosa stia facendo il caldo

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  • Mercurio90
    ha risposto
    L'anno scorso a Olbia abbiamo avuto il 100% di cozze morte per via di una ondata di caldo il 14 agosto. Acqua 29° in porto.

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