Brevetto da Sub

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  • #16
    Originariamente inviato da carlagilardi Visualizza il messaggio
    Visto "che la ragione sta nel mezzo" il meglio è dunque fare il corso con un istruttore professionista part time lun-merc che la domenica lo fa per passione. Ecco. Ora lo Googlo e lo trovo.
    La visione del bicchiere"mezzo vuoto" suggerisce di googlare un sedicente improvvisato professionista che lo fa controvoglia 3/4 giorni a settimana.


    Se avessi molto più tempo potrei fare molte più cose.
    L'ottimista pensa che viviamo nel migliore dei mondi possibili, il pessimista teme che sia vero.

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    • #17
      Uh giusto, e nel bicchiere mezzo vuoto ci sta anche che è mal pagato!
      Scherzi a parte il mio ultimo insegnante in vacanza è stato ECCEZIONALE. UN VERO PROFESSIONISTA. La differenza tra il corso qua o in luoghi esotici è nel non fare piscina, ma tutto in mare (o altro...), in acque calde ed in maniera intensa e continuativa. Sì, conta con chi. Se ti danno dei suggerimenti ascoltali. Certo, se ti affidi al primo diving a caso che ti dà open e advance in 5gg (e qualcuno si pubblicizza pure qua)... sai cosa aspettarti.
      Carla

      Turn it off! It's an old mormon trick...

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      • #18
        Originariamente inviato da reato Visualizza il messaggio
        Certo, molto meglio stare in acqua con uno che lo fa per passione per un giorno alla settimana piuttosto che con uno che lo fa per lavoro per 6 giorni alla settimana.
        Il discorso è diverso. Dovendo fare un corso open in Italia, prevedendo di immergersi in Italia ed avendo vicino un'associazione subacquea veramente senza fini di lucro (ci sono anche quelle false) potrebbe essere effettivamente preferibile questa soluzione per poi rimanere in ambito associativo.
        Altrimenti sarebbe da scegliere la soluzione più comoda logisticamente (a meno che l'istruttore non sia proprio un cane ed il corso tirato via). Se farlo in Italia o nel luogo di vacanza dipende solo da quanto tempo tempo si vuole sottrarre alle immersioni vere in vacanze. Anche la scelta di fare la vacanza solo per fare il corso sub (ma allora non andrei fino a Cuba ma sono punti di vista) è accettabile. Così come è accettabile la scelta, essendo già in vacanza, di fare il corso open dove si è perchè se ne ha voglia.
        www.liberisub.it

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        • #19
          E poi capita che tra un viaggio e l'altro si finisca in posti tipo Malpelo e si diventi fertilizzante per il mare, tanto per citare un post recente. Solo perchè il subacqueo turista non ha sviluppato completamente e correttamente la capacità di analisi del mondo marino, abituati come sono a farsi accompagnare da uno sconosciuto a vedere i pescetti. Caro Tasso, non prenderla troppo sotto gamba.
          cordialità
          Turbosub

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          • #20
            Questa è una di quelle attività in cui si impara qualcosa ogni volta che si entra in acqua, anche dopo centinaia di immersioni. I corsi sono una parte non dico marginale, ma certamente non preponderante dell'apprendimento. In una situazione come quella di un ipotetico incidente a Malpelo, non è certo la qualità di un corso di primo o secondo livello che fa la differenza.
            Tasso, fatevi il corso in vacanza e divertitevi. Se continuerete l'attività farete quasi certamente altri corsi con nuovi istruttori. Ogni corso e ogni immersione aggiungerà qualcosa al vostro bagaglio.
            The frogarthian way of diving

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            • #21
              Originariamente inviato da bradipo67 Visualizza il messaggio
              Questa è una di quelle attività in cui si impara qualcosa ogni volta che si entra in acqua, anche dopo centinaia di immersioni. I corsi sono una parte non dico marginale, ma certamente non preponderante dell'apprendimento
              Infatti. Poi la teoria è tutta disponibile, occorre andare in acqua facendo esperienza gradualmente.
              www.liberisub.it

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              • #22
                Per me ci sono pro e contro come tutte le cose.
                ​Per me è sbagliato demonizzare o esaltare.

                Le riflessioni di Reato sono correttissime, è indubbio che un istruttore che lo fa per lavoro che s'immerge enne volte di continuo, che fa corsi via uno sotto l'altro, in ambienti molto belli e dalle caratteristiche (visibilità, temperatura dell'acqua, bellezza dei fondali) eccellenti è ragionevole ritenere che sia bravo (poi le eccezioni ci sono come ci sono ovunque).

                Tenere un corso Open per me non è facile, non è facile mettere a fuoco le nozioni che effettivamente sono necessarie a un Open scartando quelle che non sono utili per il corso stesso.

                Faccio un esempio all'eccesso per capirci: è inutile parlare dell'equazione dei gas perfetti in un corso base (open) mentre in un corso nitrox ha un senso.

                C'è in genere la diffusa convinzione che il corso ti debba preparare ad affrontare ogni situazione e in questa espressione spesso si perde la misura di ciò che è corretto.

                Cosi si pensa che il corso debba essere omnicomprensivo, spiegare tutto e se si può di più ma questo ideale è utopia spesso appaga solo l'ego dell'istruttore ma non è positivo per l'allievo che approccia per la prima volta alla subacquea.
                Gli istruttori in Italia, quelli che lo fanno per passione, che operano in strutture come circoli ecc, ecc, secondo me peccano un pochino in questo.
                Tendono a voler dare tutto quasi a fare una sorta di "gara" ma cosi facendo spesso il risultato è discutibile, chi inizia ha bisogno di tempo e di immersioni in poche parole deve maturare.

                Gli istruttori professionisti che hanno una consolidata esperienza in corsi tenuti nei centri subacquei tendono ad essere molto pratici e soprattutto hanno ben centrato il focus di ciò che conta veramente per un open.

                Quindi è molto difficile se non impossibile andare a dire quale di queste due realtà è migliore senza contare, per giunta, anche l'indole degli allievi che non sono tutti uguali (ci sarà chi si troverà più affine a un ambiente e chi in un altro).

                ​Condivido anche un'altra considerazione di Reato, con il tempo si dimenticano le nozioni, ci sta che un allievo arriva in un circolo dopo magari un anno che non ha fatto più nulla dal corso in Mar Rosso e non sa nulla.
                Non è colpa del corso penso (sono convinto) che la stessa cosa avviene invertendo i due corsi.
                Succede anche ai subacquei pseudo "esperti" che non curano più la parte teorica perché sanno o sono convinti di questo, con il passare del tempo cresce l'abilità la tecnica subacquea ma si dimentica la teoria e spesso questo oltre a generale paradossi (subacquei che con 1000 immersioni si considerano "guru" della subacquea ma non sanno neanche cos'è un normal litro) crea anche potenziali situazioni pericolose.

                Quindi giudicare non è facile se non si vuole ridurre tutto a i soliti stereotipi che non dicono nulla.

                Fare un corso all'estero, almeno per me, comporta anche prendere in considerazione la lingua parlata, per me che non mastico l'inglese sarebbe un limite non da poco.
                Mi è capitato di stringere amicizia con una coppia in Mar Rosso che faceva il corso e che aveva difficoltà nel capire l'italiano incerto e mezzo in inglese dell'istruttore - alla sera parlavamo e mi chiedevano.
                Anche questo è un aspetto da valutare.

                Un ultima considerazione, per me molto importante.
                I brevetti dello stesso grado anche se rilasciati dalla medesima didattica non sono tutti uguali.
                Molti di voli leggeranno queste mie parole come eresia ma è cosi ne sono convinto, questo indipendentemente dalla didattica.
                Perfino le norme che certificano i brevetti e che consentono anche di stabilire le conversioni tra didattica e didattica considerano questo aspetto tanto che un articolo recita:
                "il brevetto è valido all'interno della tipologia immersioni (tipologia per visibilità, temperatura, ecc, ecc) che si sono fatte per conseguirlo"
                Se io conseguo il brevetto open (base, una stella chiamatelo come volete) in Mar Rosso questo sarà valido all'interno delle immersioni che si possono parificare per tipologia vicino alle condizioni delle immersioni svolte in mar Rosso.
                Questo brevetto trova il tempo che trova se io vado a fare immersioni (adesso esagero) nel lago d'Iseo.

                E' importante quindi sapere cosa si vuole.
                Se io voglio un brevetto per praticare la subacquea nel nostro mare (il mediterraneo) un mare che ha delle caratteristiche sue, vuoi per profondità, conformazione, temperatura, fondali ecc, ecc, forse è meglio che faccio un corso in Italia - non perché il corso in da noi è meglio qualitativamente ma perché la formazione avviene nel mare dove intendiamo immergerci.

                Nulla in contrario ai corsi fatti durante un viaggio di vacanza, ovviamente se fatto bene, l'importante che ci sia la consapevolezza che se si cambia contesto ci sta che quel brevetto non abbia lo stesso riscontro e per tanto si debba cambiare anche il tipo di formazione.
                Non è una critica verso chi lo ha fatto e rilasciato è la consapevolezza che ambienti differenti richiedono approcci differenti anche solo magari nell'ambientarsi.

                Il corso, come dice anche Bradipo (a lui correggermi), è un pacchetto iniziale d'informazioni e di abilità che ci consentono d'iniziare a raccogliere esperienza subacquea e non un punto di arrivo nel percorso dell'esperienza.
                Per cui non ha poi tanta importanza la scelta del primo corso (ovviamente se svolto nel rispetto di standard e procedure) è la porta d'ingresso a un mondo vasto, il primo passo, da li ce ne saranno tanti altri a seconda di dove la passione ci porta ......

                Per cui anche per me, ben venga la tua scelta, goditi il corso, la vacanza ecc, ecc, avrai modo di appassionarti o di valutare se ti piace, farai un iniziale esperienza, inizierai come tutti noi a muovere i primi colpi di pinna ...

                Cordialmente
                Rana




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                • #23
                  Originariamente inviato da turbosub Visualizza il messaggio
                  E poi capita che tra un viaggio e l'altro si finisca in posti tipo Malpelo e si diventi fertilizzante per il mare, tanto per citare un post recente. Solo perchè il subacqueo turista non ha sviluppato completamente e correttamente la capacità di analisi del mondo marino, abituati come sono a farsi accompagnare da uno sconosciuto a vedere i pescetti. Caro Tasso, non prenderla troppo sotto gamba.

                  Purtroppo credo che nell'incidente di Malpelo i brevetti non abbiano nessuna importanza. Fondamentale è scegliere sempre con attenzione con chi si va in mare e con chi si va sott'acqua. Le immersioni in zone tropicali molte volte vengono prese sotto gamba, ma possono essere impegnative, molto più impegnative di quelle in Mediterraneo.
                  Fabrizio

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                  • #24
                    Ciao a tutti. Torno sul sito dopo anni di assenza, ma visto che dal prossimo anno faremo qualche crociera a Malpelo, vorrei spiegare un po' meglio cio' che e' successo due anni orsono, quando si sono persi dei subacquei. Non ero presente come guida pero' conosco bene cio' che e' successo.
                    La barca era il Maria Patricia del mio amico Harold, ma avrebbe potuto essere qualsiasi altra barca. Era il terzo ed ultimo giorno di immersioni. La maggior parte di subacquei a bordo, dopo le due immersioni mattiniere, non aveva più voglia di effettuare la terza. Solamente un gruppetto di 4 sub ha sollecitato l'ultima immersione verso le 15, giusto in tempo, mentre la barca faceva i preparativi per salpare in direzione Buenaventura. Una guida, che si era limitata nei giorni precedenti, a fare il lavoro sulla barca e non era mai scesa in acqua, molto volentieri li ha accompagnati, ma, errore col senno di poi madornale, ha pensato bene di NON portarsi ne GPS ne radio stagna. Fanno l'immersione a La Catedral (faraglioni alla punta nord, ben fuori dell'isola principale). E' un sito in cui, quando era permesso, facevamo anche le notturne, quindi niente di pericoloso. Il problema e' sempre lo stesso: gente con poca esperienza. Non e' che bisogna essere superman per fare immersioni a Malpelo ma bisogna avere un minimo di esperienza ed andare in acqua sempre con prevenzione. Il gruppo era composto da 3 colombiani (tra cui una donna) ed un istruttore americano + la guida. Fanno l'immersione normalmente, escono con un po' di corrente a un 150 mt dal gommone. Mentre sono in attesa del gommone vedono sotto di loro un bel banco di squali e 2 ridiscendono. Intanto la corrente li discosta sempre piu' dai faraglioni, dove il gommone si aspettava di vederli. Durante i 10 minuti successivi, mentre i 2 erano sotto (tra cui l'americano) i 3 sopra non hanno pensato di mettere fuori i cazzilli per farsi vedere dal gommone. Quando si riuniscono nuovamente in superficie sono gia' abbastanza fuori e a quel punto gonfiano i cazzilli, Troppo tardi, il gommone non li vede piu. A questo punto l'americano ed uno dei ragazzi colombiani decidono di tornare a nuoto e gli altri 3 si sono rifiutati (la guida dicendo di aspettare che li sarebbero venuti a cercare, ma molto probabilmente sicuro che ne la ragazza e nemmeno l'altro ragazzo ce l'avrebbero fatta a tornare a nuoto - cosa che lui si, avrebbe potuto tranquillamente fare ma non li ha lasciati soli). La barca naturalmente ha mollato subito gli ormeggi e con 3 gommoni in acqua ha iniziato le ricerche nella corrente. L'americano e' arrivato alla roccia ma solo verso le 3 del mattino e' riuscito a risalire, tutto rovinato dalle escoriazioni. Il ragazzo che era con lui, dopo un centinaio di metri ha preferito mollare e tornare con gli altri 3 compagni, ma ha trovato solo l'altro ragazzo colombiano, con cui si e' legato. La ragazza e la guida si erano gia' distaccati. Alla fine l'americano l'ha trovato il mattino dopo la barca Yemaya che per combinazione arrivava a Malpelo per dei giorni di subacquea, i 2 ragazzi colombiani li ha avvistati uno degli aerei di ricerca dopo 2 giorni e 2 notti in mare. La ragazza l'hanno trovata morta dopo una settimana circa e della guida non si e' piu' saputo nulla.
                    Un concatenarsi di diversi errori umani e la poca esperienza di alcuni ha fatto il resto.
                    Purtroppo sono cose quasi incredibili ma possono succedere.
                    Vista la tecnologia di oggi pero' sono cose evitabili. Io a Malpelo ho fatto la guida per anni con solo cazzillo, fischietto e torcia, pero' se oggi ci sono gps e radio, PERCHE' NON PORTARTELE DIETRO ANCHE SE E' L'ULTIMA IMMERSIONE?
                    Purtroppo 2 persone sono morte, delle quali una manco e' stato ritrovato il corpo, due sono rinati praticamente dopo 48 ore ed una la piu' fortunata ha solo riportato escoriazioni notevoli.
                    Io ho sempre avuto l'idea che nelle immersioni nei mari tropicali (ci ho lavorato quasi 20 anni) la cosa che deve preoccuparti di piu' e' il recupero in superficie. Se hai un buon barcaiolo hai risolto il 99% dei problemi della subacquea. In Mediterraneo per perderti in superficie devi giocare a nascondino.

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