Hai fatto un'immersione "sicura". Sei rimasto nei limiti NDL.

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  • Hai fatto un'immersione "sicura". Sei rimasto nei limiti NDL.



    Il computer non ha protestato. Eppure, adesso, hai bolle nel tuo sangue come una bottiglia di prosecco appena stappata.

    Benvenuto nella decompressione ricreativa.

    Dove "nessun obbligo di decompressione" non significa "nessuna bolla" — significa semplicemente che il tuo computer ha deciso di non fartelo notare.

    Il problema che nessuno ti ha mai spiegato correttamente

    C'è uno studio appena pubblicato su Sports Medicine Open che ha fatto una cosa semplice ma scomoda: ha monitorato 59 subacquei per 359 immersioni ricreative in aria, tutte entro i limiti NDL, tutte "sicure" secondo i computer. Poi li hanno messi davanti a un ecocardiografo.

    Risultato? Quasi un'immersione su tre — il 29,8% — ha prodotto bolle rilevabili nel circolo venoso.

    Ripeto: immersioni ricreative. In aria. Senza decompressione obbligatoria. Nei limiti.

    Un'immersione su tre. Bolle.

    Il tuo computer subacqueo ti vuole bene, ma non ti conosce

    Il problema è strutturale. I moderni dive computer sono progettati su algoritmi "taglia unica" — o come direbbero gli autori dello studio, one-size-fits-all che non tengono conto di chi sei tu dentro quella muta.

    Non sanno quanti anni hai. Non sanno quanto consumi di aria.

    Non sanno se hai un forame ovale pervio, se sei disidratato, se ieri sera hai esagerato con il Morellino di Scansano.

    Calcolano il tuo azoto assorbito come se fossi un essere umano medio di 35 anni con i polmoni di un atleta olimpico.

    E tu, nel frattempo, risali.

    La formula che potrebbe salvarti (o almeno farti pensare)

    Gli autori dello studio non si sono limitati a spaventarti.

    Hanno validato una formula predittiva già esistente e l'hanno testata su dati indipendenti, cosa rara e preziosa nella ricerca sul diving.

    La formula considera:
    Profondità massima (più scendi, più assorbi)
    Intervallo di superficie (quanto hai aspettato dall'ultima immersione)

    Età (perché sì, invecchiare conta anche sott'acqua)

    Consumo di gas (alto consumo = alta perfusione tissutale = più azoto assorbito)

    Non è perfetta, ma è abbastanza precisa da identificare correttamente i casi più a rischio quelli con carichi di bolle elevati, proprio quelli che contano.

    Quando ci hanno aggiunto il machine learning sfruttando il profilo completo del computer, la previsione è migliorata ulteriormente al punto da anticipare con discreta affidabilità chi avrebbe fatto più bolle e chi meno, prima ancora che i sintomi si manifestassero.

    La cosa che funziona davvero: fermati in basso

    In mezzo a tutti questi modelli, c'è una trovata che sembra ovvia ma che la maggior parte dei subacquei ignora sistematicamente: trascorrere del tempo in acque basse alla fine dell'immersione non solo la sosta di sicurezza classica riduce in modo misurabile la formazione di bolle.

    Non tre minuti a 5 metri per guardare le tue bolle salire. Un'inversione di rotta reale verso il basso. Una fase di offgassing attiva, non simbolica.

    Il tuo computer potrebbe non premiartelo con un beep di approvazione. Fallo lo stesso.

    Cosa cambia, praticamente

    Lo studio conclude con una proposta concreta: integrare questi modelli predittivi direttamente nei dive computer, per offrire una guida in tempo reale e individualizzata non per tutti i subacquei medi, ma per te, con la tua età, il tuo consumo, il tuo profilo.

    È la direzione giusta. Perché il problema non è che il diving sia pericoloso. Il problema è che lo trattiamo come se fosse standardizzabile, mentre i corpi anche i corpi allenati, anche i corpi esperti si comportano come preferiscono.

    La prossima volta che risali da un'immersione NDL perfetta e ti senti bene, ricorda: "sentirsi bene" e "non avere bolle" non sono la stessa cosa.

    Le bolle nel tuo sangue non aspettano il tuo permesso. E il tuo computer subacqueo, per quanto sofisticato, sta ancora usando una media statistica per rappresentare qualcosa di profondamente individuale: il tuo corpo, sotto pressione.

    Forse è ora di smettere di delegare tutto al display e iniziare a capire davvero cosa succede quando risaliamo.

    Le bolle non mentono. Noi sì soprattutto a noi stessi.

    Fonte: Fichtner et al., "Predicting Post-Dive Inert Gas Bubble Grades in Non-Decompression Scuba Diving with Air: Simplified Model for Enhanced Diver Safety", Sports Medicine - Open, 2025

    Inviato dal mio 2407FPN8EG utilizzando Tapatalk


  • #2
    Uff, la decompressione non è un vero problema nelle immersioni ricreative avanzate anche ripetitive che si possono normalmente fare con una bombola da 15 litri. Bastano "due" nozioni in croce. E stare attenti all'idratazione, mentre gli shunt sono una spada di damocle.
    Questo ed altri studi sono inoltre viziati da una inesistente correlazione reale e puntuale tra bolle rilevate nel circolo venoso (e meno male, così vengono filtrate, tranne shunt) e bolle che possono provocare una mdd che non sono (tranne shunt) quelle presenti nel circolo venoso.
    Quanto ai computer i modelli attuali bastano ed avanzano mentre i computer troppo "conservativi" (cioè che alzano troppo ed arbitrariamente i valori m specie nelle ripetitive) sono da buttare
    www.liberisub.it

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    • #3
      Originariamente inviato da M. Visualizza il messaggio
      Uff, la decompressione non � un vero problema nelle immersioni ricreative avanzate anche ripetitive che si possono normalmente fare con una bombola da 15 litri. Bastano "due" nozioni in croce. E stare attenti all'idratazione, mentre gli shunt sono una spada di damocle.
      Questo ed altri studi sono inoltre viziati da una inesistente correlazione reale e puntuale tra bolle rilevate nel circolo venoso (e meno male, cos� vengono filtrate, tranne shunt) e bolle che possono provocare una mdd che non sono (tranne shunt) quelle presenti nel circolo venoso.
      Quanto ai computer i modelli attuali bastano ed avanzano mentre i computer troppo "conservativi" (cio� che alzano troppo ed arbitrariamente i valori m specie nelle ripetitive) sono da buttare
      Ok hai evidenza o è una tua opinione?

      Inviato dal mio 2407FPN8EG utilizzando Tapatalk

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      • #4
        Io provengo dalla terra del prosecco e quindi il mio computer non protesta a prescindere.
        Dal basso della mia ignoranza immagino che dichiarare "finire l'immersione con zero bolle" si intenda non nel sangue, come scritto sotto, ma nel flusso arterioso.
        Quindi per fare le pulci al mio computer biricchino, e probabilmente sotto l'effetto del Cartizze, bisogna monitorarsi con un ecocardiodoppler mentre ci si toglie la stagna?

        Computer si basano su calcoli statistici, penso pure le "soluzioni" si basino su concetti analoghi ma, CREDO, su platee più ristrette (il maiuscolo è solo per sottolineare il mio personale dubbio).
        Se non si vogliono bolle in senso assoluto, basta starsene sul divano.

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        • #5
          Originariamente inviato da diegoevo Visualizza il messaggio
          Se non si vogliono bolle in senso assoluto, basta starsene sul divano.
          alle volte neppure questo è sufficente

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          • #6
            Adesso sappiamo qualcosa di più sui computer, appena fanno uno studio dello stesso livello e pubblicazione per la decomnemonica, faccelo sapere.
            Fino ad allora rimane quella con meno informazioni sul tema in oggetto.

            Il resto sono opinioni e valgono quel che valgono.
            www.bludivecenter.com

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            • #7
              Originariamente inviato da diegoevo Visualizza il messaggio
              Dal basso della mia ignoranza immagino che dichiarare "finire l'immersione con zero bolle" si intenda non nel sangue, come scritto sotto, ma nel flusso arterioso.
              No, venoso. Bolle nel flusso arterioso ti farebbero fare una brutta fine ... E' la vecchia storia che non potendo normalmente vedere in vivo le bolle che provocano mdd che sono piccole, non visibili strumentalmente ed intratessutali, hanno escogitato questa cosa del doppler sul flusso venoso ipotizzando una correlazione con il rischio di mdd che non è mai stata dimostrata (ci sono individui più "bollosi" ed altri meno). Tieni presente che si tratta di bolle che vengono normalmente eliminate dal filtro polmonare senza che ci sia mdd. Per capire se la tua deco è stata fatta bene è sufficiente eliminare quella che è chiamata sindrome subclinica da decompressione che provoca dopo l'immersione stanchezza, pesantezza di testa ed altri sintomi minori ma non mdd. Poi quello studio riguarda immersioni "piscinare" dove la deco è l'ultimo dei problemi.
              www.liberisub.it

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