C'è poco da fare: il costo fa selezione. Io ho iniziato a fare immersioni che ero già maturo, con una posizione lavorativa e un reddito certo, senza figli da sostenere e con una compagna economicamente autonoma. E fare subacquea costava comunque molto meno di quanto costa ora.
Se chiudo gli occhi e immagino le situazioni tipo dei 3/4 diving che frequento abitualmente, l'età media dei subacquei è nettamente sopra i 40/45, ma forse anche 50. Di ragazzi tra i 20 e i 30 anni che fanno subacquea, letteralmente non ne conosco. Ma non credo nemmeno di 35.
Vero, chi la pratica ha tanta passione, ma se non c'è ricambio tra poco non ci sarà nemmeno più utenza.
Ci sono poi fattori che hanno a che fare con le mode e l'appeal che un'attività ha e poi magari perde. Riporto un episodio della scorsa estate. Mi trovavo a Sharm, dove sono tornato dopo qualche anno di assenza. Pieno di barche Daily, ma tutte piene di gente che andava a fare il bagno alla c.d. "isola che non c'è", quel banco di sabbia che scompare e riappare con le maree. Il Rais della barca su cui ero, uno che conosco da anni e che da quanto so lavora nel settore da molto prima, mi raccontava pieno di delusione e di rassegnazione che se prima quel tipo di barche era per l'80% destinato ad attività sub - la classica giornata da tre tuffi - oggi sì e no sono il 20%, il resto è gente che va a fare il bagno e che al massimo si mette la muta e l'attrezzatura per fare il battesimo del mare come foto opportunity da condividere sui social e poi fine.
Se chiudo gli occhi e immagino le situazioni tipo dei 3/4 diving che frequento abitualmente, l'età media dei subacquei è nettamente sopra i 40/45, ma forse anche 50. Di ragazzi tra i 20 e i 30 anni che fanno subacquea, letteralmente non ne conosco. Ma non credo nemmeno di 35.
Vero, chi la pratica ha tanta passione, ma se non c'è ricambio tra poco non ci sarà nemmeno più utenza.
Ci sono poi fattori che hanno a che fare con le mode e l'appeal che un'attività ha e poi magari perde. Riporto un episodio della scorsa estate. Mi trovavo a Sharm, dove sono tornato dopo qualche anno di assenza. Pieno di barche Daily, ma tutte piene di gente che andava a fare il bagno alla c.d. "isola che non c'è", quel banco di sabbia che scompare e riappare con le maree. Il Rais della barca su cui ero, uno che conosco da anni e che da quanto so lavora nel settore da molto prima, mi raccontava pieno di delusione e di rassegnazione che se prima quel tipo di barche era per l'80% destinato ad attività sub - la classica giornata da tre tuffi - oggi sì e no sono il 20%, il resto è gente che va a fare il bagno e che al massimo si mette la muta e l'attrezzatura per fare il battesimo del mare come foto opportunity da condividere sui social e poi fine.



. E ricordo ancora le grosse classi, le grosse imbarcazioni piene,i viaggi con gruppi di 30 persone. Questi ultimi li ho visti anche negli ultimi anni, ma pochi erano italiani.



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