Originariamente inviato da blu dive
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Perché fare l’istruttore subacqueo oggi è un pessimo business
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e quindi diciamo la stessa cosaOriginariamente inviato da Livio Cortese Visualizza il messaggioblu dive semplice idea di scambio di esperienza fra generazioni diverse in modo sereno, tranquillo, senza machismo da ambo le parti. Dopotutto siamo a mare, sott'acqua: dovrebbe avvicinare molto.
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blu dive semplice idea di scambio di esperienza fra generazioni diverse in modo sereno, tranquillo, senza machismo da ambo le parti. Dopotutto siamo a mare, sott'acqua: dovrebbe avvicinare molto.
TheFlash i soldi sono in ogni caso un necessario problema :-D ma -occhio, questa é una banalità- poi quale Superman, siamo dinanzi e dentro ad un elemento naturale. Ospiti...questo dovrebbe ridimensionare un po' l'ego.
cesare del tutto d'accordo, solo un po' scettico sui "giovani" (detto da quasi giovane) . Questione molto oltre quella subacquea...
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Mi pare che nei diving di superman se ne incontrino parecchi. Qualcuno magari lo è davvero, ma questo non basta per far star bene un cliente. Ognuno ha il proprio modo di vedere le cose, atteggiarsi ad esseri superiori certamente non è un bene.Originariamente inviato da Livio Cortese Visualizza il messaggioE se invece di giocare ai decenni di esperienza a 25 anni d'et�, o di sentirsi Superman a 60, ci si incontrasse sul piano della passione comune per scambiare esperienza? � qualcosa di reciproco, direi: non tanto per le cose fatte, ma perch� siamo tutti diversi!!
Ahi, poi la storia di barracuda & cernie...
Poi abbiamo il problema dei costi, le immersioni costano troppo e il diving guadagna troppo poco, in pratica nessuno ha soldi.
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livio credo blue dive sia persona appassionata, per come qui interviene, oltre a essere professionista del settore.
dopodeche ti do mille ragioni. i giovani, mia impressione, sono oggi valore aggiunto, almeno rispetto ai giovani, me compreso, dei miei tempi.
qui sul forum gli interventi più assennati, equilibrati, sono in gran parte di giovani.
io, istruttore per diletto, ormai i miei pochi brevetti rilasciati sono tutti a giovani perchè ho l'avidità di trasmettere passione.
la passione è interesse, curiosità, condivisione. mai sarà passione la certezza, l'individualismo.
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non ho capitoOriginariamente inviato da Livio Cortese Visualizza il messaggioE se invece di giocare ai decenni di esperienza a 25 anni d'età, o di sentirsi Superman a 60, ci si incontrasse sul piano della passione comune per scambiare esperienza? É qualcosa di reciproco, direi: non tanto per le cose fatte, ma perché siamo tutti diversi!!
Ahi, poi la storia di barracuda & cernie...
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E se invece di giocare ai decenni di esperienza a 25 anni d'età, o di sentirsi Superman a 60, ci si incontrasse sul piano della passione comune per scambiare esperienza? É qualcosa di reciproco, direi: non tanto per le cose fatte, ma perché siamo tutti diversi!!
Ahi, poi la storia di barracuda & cernie...
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Devono essere presuntuosi, devono credere di essere bravi, alla fine lo diventano anche.Originariamente inviato da Livio Cortese Visualizza il messaggioMercurio90 si,tante volte lo staff "giovane" del diving é un concentrato di presunzione. Poi alzano i toni ed equivale ad essere esperienti. Io quando ci lavoro amo imparare da personaggi come la vecchia guida che hai descritto, augurandomi che magari fra un ventennio...
I vecchietti devono anche avere l'umiltà di capire che, se i giovani non diventano più bravi di te, hai sbagliato parecchio nella vita.
La cosa più difficile, spaventosa e anche rischiosa, per il gestore di un centro sub, è delegare.
Mercurio90 ha toccato un tasto corretto, è anche vero che guide (che fanno le guide e gli istruttori di professione) che hanno vissuto la subacquea degli anni 80 e 90 in Mediterraneo, non ce n'è quasi più.
Purtroppo, o per fortuna, l'attuale e futura generazione è quella dei banchi di barracuda e delle grosse cernie, senza le quali "oggi non c'era nulla".
Quanti 40enni hanno mai visto una spigola sott'acqua, soprattutto, quanti si emozionerebbero al passaggio di una spigola?
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Mercurio90 si,tante volte lo staff "giovane" del diving é un concentrato di presunzione. Poi alzano i toni ed equivale ad essere esperienti. Io quando ci lavoro amo imparare da personaggi come la vecchia guida che hai descritto, augurandomi che magari fra un ventennio...
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blu dive 28gg, 28 tuffi. Si forse impari il giro standard, tipo pista, a quella roccia a destra, a quella gorgonia a sinistra, dopo quel tunnel si torna indietro.... Forse e dico forse non ti perdi e ritorni alla barca.... Però secondo me la guida deve fare altro, deve capire le condizioni del mare, deve scovare il pesce, deve plasmare il tuffo alla situazione, e questo senza esperienza in acqua e sul tuffo non è possibile fare. A me personalmente cambiava molto l'esperienza e la voglia di spendere qualche cosa in più.
Andavo in un diving, un sacco di ragazzi giovani e bravi, con voglia di fare. Andavi a fare il giro, sembrava sempre la stessa cosa, andavano in acqua tipo con il navigatore automatico.... Quando però ero fortunato mi capitava la vecchia guida, quello che aveva fatto anni di pesca sub e non per hobby ma per pagare le bollette, entrava in acqua, capiva subito la corrente, l'altezza del termoclino, la visibilità, la frenesia della mangianza, l'altro gruppo aveva visto 2 cernie, tu uscivi dall'acqua con l'atlante DeAgostini con gli autografi dei protagonisti. Quello si può valere 1600/1800/2000, lui sentiva il suono del compressore dal bar e capiva se stava sfiatando uno stadio del compressore, gli altri ci mettevano 20 minuti a capire qual era la bombola chiusa male, però i secondi pensano di valere come i primi. Anzi sono giovani quindi anche di più.
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Secondo me un punto importante da dire è anche l'offerta che c'è nella subacquea e nella neve. In Italia quanti impianti sciistici ci sono e quanti praticanti? E di contro quanti centri d'immersione e quanti praticanti? In più nella subacquea ogni persona può prendersi la roba e andare in riva al mare o un lago e fare immersione, senza guida senza Sky pass senza seggiovia, 7 euro di ricarica aria e il gioco è fatto. I paragoni non reggono, sono solo due sport, per il resto ci azzeccano poco. Direi più subacquea e atletica, così si paragonano meglio due sport praticabili ovunque e dove gli allenatori sono spesso dopolavoristi.
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Dipende, didattiche, diciamo interessante relativamente ai numeri e più interessate alla politica, da sempre spingono per regolamentazioni di questo tipo, in Francia ci sono riusciti, in Italia meno.Originariamente inviato da CGL Visualizza il messaggioComunque mi sfugge qualcosa,
quale vantaggio avrebbero le didattiche ad aumentare le regolamentazioni?
sicuramente ci sarebbe un aumento dei costi che andrebbe anche a ricadere sui sub amatoriali o aspiranti sub,
quindi un probabile calo di persone che si immergono e ci sarà anche una diminuzione delle persone che vogliono prendere il brevetto.
non capisco!?
Quello che è difficile spiegare, è che il problema non è regolamentare , ma il non avere coscienza dell'impossibilità dell'applicazione.
Oppure se ne ha coscienza e lo si fa solo per dare un contentino o un po' di potere in più a questo o quello.
Ne sono un esempio l'obbligo dell'ossigeno o quello del certificato medico.
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Comunque mi sfugge qualcosa,
quale vantaggio avrebbero le didattiche ad aumentare le regolamentazioni?
sicuramente ci sarebbe un aumento dei costi che andrebbe anche a ricadere sui sub amatoriali o aspiranti sub,
quindi un probabile calo di persone che si immergono e ci sarà anche una diminuzione delle persone che vogliono prendere il brevetto.
non capisco!?
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È chiaro che i i grandi marchi , le corporation , didattiche etc etc vogliono accentrare e fare businness , con regole ad hoc , ma il grande problema , non sono la subacquea , lo sci e via dicendo , il vero problema siamo noi Italiani , siamo furbi , con i cuggini che sanno fare tutto , e poi chi fa le cose in regola con partita iva , rispettando tutto e tutti, clienti e dipendenti......lascia allo stato il 70% dei suoi sacrifici e dei rischi di impresa che si è assunto. Inutile fare le pulci a quella cosa piuttosto che a quell'altra , quando tutto il sistema gira così . Poi per carità posso anche sbagliarmi , ma le nostre aziende partono svantaggiatissime rispetto ai competitor stranieri , dove ci sono regole e le fanno rispettare , i servizi e le procedure sono snelle ed efficaci (no burocrati a scaldare la sedia e navigare su internet) .....quindi .....fate voi
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Secondo me sono mercati diversi,
io quando mi riferisco a guide nello sci, NON mi riferisco a sport di massa es. slalom o sci di fondo, per le persone che vanno a sciare a Natale o in qualche ponte (esempio classico Cortina), quelle persone cercano l'istruttore per imparare a sciare,
quel tipo di persone le paragono a quelle che vanno es. a Sharm el Sheikh per fare immersioni sportive, e quelle si che cercano sia l'istruttore per prendere un brevetto in 1 settimana ma soprattutto la guida che li porti nei fondali a vedere cose nuove(premetto io vado a Sharm el Sheikh e sono capace di sciare).
Guide alpine certo che ci sono (sono anche brave), ma il volume di persone che vanno a fare tracking o addirittura scalate penso che sia notevolmente inferiore rispetto gli sciatori di slalom o fondo, piste battute , sempre innevate ci si muove con seggiovie ecc.. sono numeri diversi,
Quindi è ovvio che i costi e la gestione di certi numeri sia completamente diversaUltima modifica di CGL; 12-12-2025, 20:47.
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