Perché fare l’istruttore subacqueo oggi è un pessimo business

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  • Perché fare l’istruttore subacqueo oggi è un pessimo business

    Se domani mattina decidessimo di chiudere tutte le didattiche subacquee per cinque anni, il mondo non avrebbe un solo subacqueo in meno.
    Se facessimo lo stesso con i maestri di sci, l’intero sistema delle scuole sci collasserebbe.

    Questo, da solo, dovrebbe farti riflettere.

    Il business dell’istruttore subacqueo è inflazionato. Non “difficile”. Non “stagionale”. Inflazionato.
    E non è un’opinione: è una conseguenza strutturale di come è stato costruito.
    Il problema non sono i subacquei. È chi li produce.


    Nel mondo dello sci esiste una regola non scritta ma chiarissima:
    non servono più maestri di quanti il sistema sia in grado di assorbire.

    Nel mondo della subacquea vale l’opposto:
    più istruttori ci sono, meglio è.
    Non per il mercato. Non per la qualità.
    Per chi vende corsi.

    Qui nasce la distorsione.

    Ogni istruttore subacqueo non è solo un professionista.
    È soprattutto:
    • un cliente ricorrente della didattica
    • un moltiplicatore di brevetti
    • un veicolo commerciale.

    Il risultato?
    Un flusso continuo di nuovi istruttori immessi sul mercato, indipendentemente dalla domanda reale.

    Maestro di sci: selezione, filtro, scarsità

    Istruttore subacqueo: accessibilità, volume, sovrapproduzione


    Diventare maestro di sci non è “più nobile”.
    È più difficile per progetto.

    Test di selezione, numero chiuso, corsi lunghi, esami regionali, albo.
    Non perché siano sadici.
    Perché la professione deve restare sostenibile.

    Diventare istruttore subacqueo, invece, è spesso un percorso:
    • rapido
    • standardizzato
    • replicabile ovunque
    • venduto come esperienza di vita più che come carriera.

    Non serve un albo per insegnare.
    Non esiste un vero numero chiuso.
    Non esiste una soglia di accesso basata sul mercato del lavoro.

    Chiunque paghi, entra.

    E quando l’accesso non è filtrato, l’unica variabile che può scendere è il valore.

    Il mito tossico del “vivere il sogno”


    “Non lo faccio per i soldi.”
    “L’importante è stare in acqua.”
    “È uno stile di vita.”

    Frasi romantiche.
    E micidiali.

    Perché ogni volta che un istruttore accetta:
    • paghe ridicole
    • lavoro stagionale senza tutele
    • compensi in immersioni, alloggio o visibilità

    abbassa l’asticella per tutti gli altri.

    Nel mondo dello sci, questo non succede quasi mai.
    Prova a dire a una scuola sci che lavorerai “per passione” e vedi cosa succede.

    Nel diving, invece, è la norma.
    Ed è il motivo per cui il business non sta in piedi per il singolo, anche se sta in piedi per il sistema.

    Un mercato pieno di brevetti, vuoto di clienti


    Altro dato scomodo:
    il numero di subacquei attivi è infinitamente più basso del numero di brevetti emessi.

    Il mondo subacqueo vive di:
    • corsi iniziali
    • esperienze occasionali
    • immersioni da vacanza.

    Il maestro di sci lavora con:
    • bambini che tornano ogni anno
    • corsi stagionali
    • scuole, club, gruppi
    • famiglie intere.

    Il sub medio fa poche immersioni l’anno.
    Il cliente sciistico torna ogni inverno.

    Più continuità.
    Più valore.
    Più lavoro vero.

    La verità che nessuno dice


    Il sistema non è rotto.
    Funziona perfettamente per chi l’ha progettato.
    • Le didattiche vendono corsi.
    • I diving hanno manodopera abbondante.
    • Il turnover impedisce richieste salariali alte.

    Quello che non funziona è l’illusione di carriera dell’istruttore medio.

    Perché quando tutti possono farlo,
    quando non c’è scarsità,
    quando l’accesso è solo economico,

    il mercato tratta quella professione come una commodity.

    E una commodity si paga poco.

    L’elefante nella stanza


    Il problema non è “fare l’istruttore subacqueo”.
    Il problema è pensare che fare solo l’istruttore sia un business.

    Chi oggi vive bene di subacquea:
    • non vende immersioni
    • non vive di open water
    • non compete sul prezzo
    • non gioca la partita degli altri.

    Ha una nicchia.
    Ha autorità.
    Ha prodotti scalabili.
    Ha formazione avanzata, consulenza, brand personale.

    Tutto il resto è occupazione stagionale mascherata da professione.
    Conclusione scomoda


    Il maestro di sci non è “più bravo” dell’istruttore subacqueo.
    È inserito in un sistema che protegge il valore della professione.

    La subacquea, invece, ha scelto volume al posto di valore.
    Accessibilità al posto di selezione.
    Marketing al posto di sostenibilità.

    Finché questo non verrà detto chiaramente,
    ci saranno sempre nuovi istruttori convinti di iniziare una carriera
    e veterani stanchi che si chiedono dove hanno sbagliato.

    Non hanno sbagliato loro.
    Hanno creduto al sistema sbagliato.

  • #2
    Ogni tanto scrivi qualcosa di giusto. Per la "professione" da istruttore nei diving trovi quasi sempre ragazzi molto giovani che hanno poca esperienza come istruttore o che vivono a due passi dal diving. Per quanto ne so io, la paga media di un istruttore con un minimo di esperienza che si fa la stagione estiva in un diving è di 1.200 al mese, in Italia ovviamente. Non lavorerei mai come istruttore a quel prezzo (non pretendo nemmeno 2 mila), a meno che il diving si trovi non lontano da dove vivo allora si.

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    • #3
      Originariamente inviato da anfibio Visualizza il messaggio
      Ogni tanto scrivi qualcosa di giusto. Per la "professione" da istruttore nei diving trovi quasi sempre ragazzi molto giovani che hanno poca esperienza come istruttore o che vivono a due passi dal diving. Per quanto ne so io, la paga media di un istruttore con un minimo di esperienza che si fa la stagione estiva in un diving è di 1.200 al mese, in Italia ovviamente. Non lavorerei mai come istruttore a quel prezzo (non pretendo nemmeno 2 mila), a meno che il diving si trovi non lontano da dove vivo allora si.
      Ok, per quanto lavoreresti?
      www.bludivecenter.com

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      • #4
        Originariamente inviato da dsat Visualizza il messaggio
        Se domani mattina decidessimo di chiudere tutte le didattiche subacquee per cinque anni, il mondo non avrebbe un solo subacqueo in meno.
        Se facessimo lo stesso con i maestri di sci, l’intero sistema delle scuole sci collasserebbe.

        Questo, da solo, dovrebbe farti riflettere.

        Il business dell’istruttore subacqueo è inflazionato. Non “difficile”. Non “stagionale”. Inflazionato.
        E non è un’opinione: è una conseguenza strutturale di come è stato costruito.
        Il problema non sono i subacquei. È chi li produce.


        Nel mondo dello sci esiste una regola non scritta ma chiarissima:
        non servono più maestri di quanti il sistema sia in grado di assorbire.

        Nel mondo della subacquea vale l’opposto:
        più istruttori ci sono, meglio è.
        Non per il mercato. Non per la qualità.
        Per chi vende corsi.

        Qui nasce la distorsione.

        Ogni istruttore subacqueo non è solo un professionista.
        È soprattutto:
        • un cliente ricorrente della didattica
        • un moltiplicatore di brevetti
        • un veicolo commerciale.

        Il risultato?
        Un flusso continuo di nuovi istruttori immessi sul mercato, indipendentemente dalla domanda reale.

        Maestro di sci: selezione, filtro, scarsità

        Istruttore subacqueo: accessibilità, volume, sovrapproduzione


        Diventare maestro di sci non è “più nobile”.
        È più difficile per progetto.

        Test di selezione, numero chiuso, corsi lunghi, esami regionali, albo.
        Non perché siano sadici.
        Perché la professione deve restare sostenibile.

        Diventare istruttore subacqueo, invece, è spesso un percorso:
        • rapido
        • standardizzato
        • replicabile ovunque
        • venduto come esperienza di vita più che come carriera.

        Non serve un albo per insegnare.
        Non esiste un vero numero chiuso.
        Non esiste una soglia di accesso basata sul mercato del lavoro.

        Chiunque paghi, entra.

        E quando l’accesso non è filtrato, l’unica variabile che può scendere è il valore.

        Il mito tossico del “vivere il sogno”


        “Non lo faccio per i soldi.”
        “L’importante è stare in acqua.”
        “È uno stile di vita.”

        Frasi romantiche.
        E micidiali.

        Perché ogni volta che un istruttore accetta:
        • paghe ridicole
        • lavoro stagionale senza tutele
        • compensi in immersioni, alloggio o visibilità

        abbassa l’asticella per tutti gli altri.

        Nel mondo dello sci, questo non succede quasi mai.
        Prova a dire a una scuola sci che lavorerai “per passione” e vedi cosa succede.

        Nel diving, invece, è la norma.
        Ed è il motivo per cui il business non sta in piedi per il singolo, anche se sta in piedi per il sistema.

        Un mercato pieno di brevetti, vuoto di clienti


        Altro dato scomodo:
        il numero di subacquei attivi è infinitamente più basso del numero di brevetti emessi.

        Il mondo subacqueo vive di:
        • corsi iniziali
        • esperienze occasionali
        • immersioni da vacanza.

        Il maestro di sci lavora con:
        • bambini che tornano ogni anno
        • corsi stagionali
        • scuole, club, gruppi
        • famiglie intere.

        Il sub medio fa poche immersioni l’anno.
        Il cliente sciistico torna ogni inverno.

        Più continuità.
        Più valore.
        Più lavoro vero.

        La verità che nessuno dice


        Il sistema non è rotto.
        Funziona perfettamente per chi l’ha progettato.
        • Le didattiche vendono corsi.
        • I diving hanno manodopera abbondante.
        • Il turnover impedisce richieste salariali alte.

        Quello che non funziona è l’illusione di carriera dell’istruttore medio.

        Perché quando tutti possono farlo,
        quando non c’è scarsità,
        quando l’accesso è solo economico,

        il mercato tratta quella professione come una commodity.

        E una commodity si paga poco.

        L’elefante nella stanza


        Il problema non è “fare l’istruttore subacqueo”.
        Il problema è pensare che fare solo l’istruttore sia un business.

        Chi oggi vive bene di subacquea:
        • non vende immersioni
        • non vive di open water
        • non compete sul prezzo
        • non gioca la partita degli altri.

        Ha una nicchia.
        Ha autorità.
        Ha prodotti scalabili.
        Ha formazione avanzata, consulenza, brand personale.

        Tutto il resto è occupazione stagionale mascherata da professione.
        Conclusione scomoda


        Il maestro di sci non è “più bravo” dell’istruttore subacqueo.
        È inserito in un sistema che protegge il valore della professione.

        La subacquea, invece, ha scelto volume al posto di valore.
        Accessibilità al posto di selezione.
        Marketing al posto di sostenibilità.

        Finché questo non verrà detto chiaramente,
        ci saranno sempre nuovi istruttori convinti di iniziare una carriera
        e veterani stanchi che si chiedono dove hanno sbagliato.

        Non hanno sbagliato loro.
        Hanno creduto al sistema sbagliato.
        Bene, tutte cose che ci diciamo da anni, però in soldoni, un istruttore al momento non vive né di sostenibilità né di valori non meglio identificati.
        Quindi, tu hai un centro sub:
        Quanto paghi un istruttore e cosa comprende?
        Come avviene l'istruzione delle nuove leve come le guide: chi paga per la formazione tu o loro?

        Da qui si parte per parlare di ciò che vuoi, o ti negherai anche questa volta?

        Sono sicuro che sarai d'accordo che, oltre alle belle parole, dovremmo trovare il modo di pagare questi ragazzi, perché se il sogno non diventa lavoro, dura poco.
        www.bludivecenter.com

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        • #5
          Vero in parte. E poi c'è il problema delle guide che spesso hanno una esperienza inferiore a molti sub assidui che ne possono fare a meno e non garantiscono un servizio sufficiente per i neofiti che si affidano a loro. Tra l'altro le responsabilità di una guida e le attitudini che dovrebbe avere sono maggiori rispetto a quelle di un istruttore, nel senso che l'istruttore controlla gli allievi ed il campo di azione mentre la guida non conosce chi sta guidando. Comunque alla fine mi sembra che in Italia il parco subacquei assidui sia sempre lo stesso, con pochi ingressi e sempre più stagionato. E non paga il sistema di proporre novità, come è avvenuto con la "tecnica" (rectius ricreativa avanzata) sperando di pescare nei sub già esistenti.
          www.liberisub.it

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          • #6
            Chi oggi vive bene di subacquea:
            • non vende immersioni
            • non vive di open water
            • non compete sul prezzo
            • non gioca la partita degli altri.

            Ha una nicchia.
            Ha autorità.
            Ha prodotti scalabili.
            Ha formazione avanzata, consulenza, brand personale.

            Tu per curiosità conosci le realtà di cui sopra , e "le loro dichiarazioni dei redditi " ?
            detto alla contadina (poichè quello sono) facendo il conto della serva , sei in grado di dirmi anche a spanne quanto gli resta in tasca , pagato tutto ? Vorrei capire se hanno un businness oppure se un dipendente della fiat , guadagna piu o meno quanto loro o quanto di meno grazie .

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            • #7
              Originariamente inviato da blu dive Visualizza il messaggio

              Ok, per quanto lavoreresti?
              Se devo viaggiare, quindi lontano da casa, 1.600 più vitto e alloggio, un giorno di risposo a settimana. I biglietti per il viaggio ovviamente a carico del datore di lavoro.
              Dato che tu e "l'istruttore professionista" dsat avete un diving, quanto pagate gli istruttori con un minimo di esperienza? L'ultima volta che ho lavorato in un diving è stato circa 5 anni fa, in un diving non molto lontano da dove vivo io e ho lavorato con poco meno della cifra che ho scritto perchè ogni tanto avevo il tempo di poter tornare a casa mia.
              Ultima modifica di anfibio; 10-12-2025, 20:47.

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              • #8
                Originariamente inviato da M. Visualizza il messaggio
                Vero in parte. E poi c'è il problema delle guide che spesso hanno una esperienza inferiore a molti sub assidui che ne possono fare a meno e non garantiscono un servizio sufficiente per i neofiti che si affidano a loro. Tra l'altro le responsabilità di una guida e le attitudini che dovrebbe avere sono maggiori rispetto a quelle di un istruttore, nel senso che l'istruttore controlla gli allievi ed il campo di azione mentre la guida non conosce chi sta guidando. Comunque alla fine mi sembra che in Italia il parco subacquei assidui sia sempre lo stesso, con pochi ingressi e sempre più stagionato. E non paga il sistema di proporre novità, come è avvenuto con la "tecnica" (rectius ricreativa avanzata) sperando di pescare nei sub già esistenti.
                Gli istruttori sono anche guide, se si trattasse di fare solo corsi, il giochetto si sarebbe già rotto da tempo.

                Altro problema è l'esperienza delle guide, tutti iniziano dall'inizio.
                Non c'è modo di avere guide esperte da subito.
                Come un diving gestisce questa cosa è un altro discorso.

                Se sono dell'idea che i corsi open vadano fatti in club, sono anche dell'idea che bisognerebbe togliergli la formazione delle guide.


                Il tuo discorso sulla tecnica non fa una piega, esisteva già, ha solo cambiato forma.
                Da metà degli anni 90 al 2005 circa, si intortavano i sub instradandoli sulla strada dell'insegnamento.
                La frase più comune era: "fallo per soddisfazione personale" , poi cambiata in "doing it right".
                Adesso si prova col "decomprimiti bene".

                Il concetto, e il fine, è sempre lo stesso.

                La cosa disonesta (intelletualmente) è dire che se si facesse come con gli istruttori di sci, avremmo guide e istruttori sub più bravi.
                La verità è che, prima di rivoluzionare il percorso, serve domandarsi:
                Siamo disposti a pagare un istr. Sub come un istr. di sci?


                www.bludivecenter.com

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                • #9
                  Originariamente inviato da blu dive Visualizza il messaggio

                  Gli istruttori sono anche guide, se si trattasse di fare solo corsi, il giochetto si sarebbe già rotto da tempo.

                  Altro problema è l'esperienza delle guide, tutti iniziano dall'inizio.
                  Non c'è modo di avere guide esperte da subito.
                  Come un diving gestisce questa cosa è un altro discorso.

                  Se sono dell'idea che i corsi open vadano fatti in club, sono anche dell'idea che bisognerebbe togliergli la formazione delle guide.


                  Il tuo discorso sulla tecnica non fa una piega, esisteva già, ha solo cambiato forma.
                  Da metà degli anni 90 al 2005 circa, si intortavano i sub instradandoli sulla strada dell'insegnamento.
                  La frase più comune era: "fallo per soddisfazione personale" , poi cambiata in "doing it right".
                  Adesso si prova col "decomprimiti bene".

                  Il concetto, e il fine, è sempre lo stesso.

                  La cosa disonesta (intelletualmente) è dire che se si facesse come con gli istruttori di sci, avremmo guide e istruttori sub più bravi.
                  La verità è che, prima di rivoluzionare il percorso, serve domandarsi:
                  Siamo disposti a pagare un istr. Sub come un istr. di sci?

                  quanto viene pagato un istruttore di sci? Come già detto per me non vale la pena lavorare come istruttore in un diving per 1.200 euro, hai comunque delle responsabilità importanti.

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                  • #10
                    Originariamente inviato da anfibio Visualizza il messaggio

                    1.600 più vitto e alloggio, un giorno di risposo a settimana. I biglietti per il viaggio ovviamente a carico del datore di lavoro.
                    Dato che tu e "l'istruttore professionista" dsat avete un diving, quanto pagate gli istruttori con un minimo di esperienza? L'ultima volta che ho lavorato in un diving è stato circa 5 anni fa, in un diving non molto lontano da dove vivo io e ho lavorato con poco meno della cifra che ho scritto perchè ogni tanto avevo il tempo di poter tornare a casa mia.
                    Ti rispondo anche su quanto pago io, alla fine.

                    Allora 1600€ più vitto e alloggio sono, nella migliore delle ipotesi, 3000€ di spesa mensile.
                    Per un lavoro stagionale e discontinuo, cioè, se tu stai male io ti pago (e ci mancherebbe), ma se c'è maestrale e il diving è fermo... Pure!
                    Quanto sei bravo nel tuo lavoro?
                    Abbastanza?
                    Ok, ti propongo 2000€ al mese, ti occupi solo delle attività del diving (tinteggiare il diving non è tra quelle, come non lo è fare volantinaggio), però ti apri la.partita IVA.
                    Proprio come gli istruttori di sci
                    Ci stai?

                    Quanto paghiamo un istruttore.
                    Qui prende 1200€ (contratto), vitto, alloggio (massimo 2 persone per stanza, niente ammucchiate stile Woodstock ), 10€ per ogni corso, circa 100/150€ di mance al mese (quindi, la prossima volta che andate in un diving, non fate gli italiani, datela questa mancia, che non si offende nessuno).
                    Salvo necessità improrogabili alle 18.00/30 a casa, 1,5/2 ore di pausa pranzo. Se c'è da caricare bombole resto io.
                    Giorno libero (cascasse il mondo), se il diving è fermo per maltempo, siamo fermi tutti, niente pennelli (quasi mai) e volantini, niente scambio di giorno libero con quello di maestrale.
                    Niente notturne, perché, o lavorano gratis, o non ne vale la candela. (La prossima volta in un diving, fatevela anche questa domanda).
                    Nitrox se lo ritengono.
                    Nessuno mette in dubbio le decisioni della guida o istruttore su divers o corsi.
                    E una serie di altre cosine, tipo: hanno chiaro come e quando si cambia il filtro del compressore.

                    Non è il paradiso, si lavora e si lavora sodo.
                    A qualcuno insegno qualcosa da altri imparo.
                    Con squadre di istruttori capaci non metto bocca neanche nell'organizzazione, immersioni, gestione corsi.

                    Ti posso garantire che nessuno (capace) ha mai preso il compenso stabilito.

                    Vedi, come l'hai messa tu e pure conveniente:
                    Una camera in 5 o 6, una ciotola di riso e via (se pensi che stia esagerando non conosci l'ambiente).
                    Orari: sempre e di più, una canna e una birra la sera e tutti felici.
                    Se non ti va bene vai pure, tanto c'è ammio cuggino.
                    Ma per esperienza posso dirti che, più tratti male lo staff, meno se ne vanno.

                    www.bludivecenter.com

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                    • #11
                      Originariamente inviato da anfibio Visualizza il messaggio

                      Se devo viaggiare, quindi lontano da casa, 1.600 pi� vitto e alloggio, un giorno di risposo a settimana. I biglietti per il viaggio ovviamente a carico del datore di lavoro.
                      Dato che tu e "l'istruttore professionista" dsat avete un diving, quanto pagate gli istruttori con un minimo di esperienza? L'ultima volta che ho lavorato in un diving � stato circa 5 anni fa, in un diving non molto lontano da dove vivo io e ho lavorato con poco meno della cifra che ho scritto perch� ogni tanto avevo il tempo di poter tornare a casa mia.
                      Noi paghiamo 800 euro Senza vitto né alloggio. Te lo paghi. Ma i subacquei che vogliono imparare veramente da uno bravo ce ne sono e fanno la fila per venire da noi.

                      Una stagione da noi vale più di 1500 euro vitto e alloggio

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                      • #12
                        blu dive Ovviamente fare regolarmente il contratto, come è giusto che sia, è normale che hai spese in più, vuoi avere il diving? Sono cose che devi accettare. Partita Iva? Per lavorare come istruttore nella stagione estiva? Anche no, sai bene il perché e ovviamente non pretendo 2 mila. Per meno di 1500 al mese non accetto nemmeno se devo stare solo sul gommone a fare assistenza (sempre se devo lavorare lontano da casa ovviamente). Do per scontato che l'alloggio sia decente e non in stile cabina su piattaforma offshore. Per il cibo mi dai un tot al mese e mi faccio la spesa cercando di risparmiare. Il pranzo ovviamente solitamente si fa insieme.

                        Che si lavora sodo lo so benissimo, ho già lavorato nei diving. Se ci sono più di due giorni di seguito di maestrale sono io stesso che ti chiedo di fare qualcosa nel diving.
                        Ultima modifica di anfibio; 10-12-2025, 21:54.

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                        • #13
                          Originariamente inviato da dsat Visualizza il messaggio
                          Noi paghiamo 800 euro Senza vitto né alloggio. Te lo paghi. Ma i subacquei che vogliono imparare veramente da uno bravo ce ne sono e fanno la fila per venire da noi.

                          Una stagione da noi vale più di 1500 euro vitto e alloggio

                          Inviato dal mio 2407FPN8EG utilizzando Tapatalk
                          Speriamo sia una battuta.
                          www.bludivecenter.com

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                          • #14
                            Originariamente inviato da anfibio Visualizza il messaggio
                            blu dive Ovviamente fare regolarmente il contratto, come è giusto che sia, è normale che hai spese in più, vuoi avere il diving? Sono cose che devi accettare. Partita Iva? Per lavorare come istruttore nella stagione estiva? Anche no, sai bene il perché e ovviamente non pretendo 2 mila. Per meno di 1500 al mese non accetto nemmeno se devo stare solo sul gommone a fare assistenza (sempre se devo lavorare lontano da casa ovviamente). Do per scontato che l'alloggio sia decente e non in stile cabina su piattaforma offshore. Per il cibo mi dai un tot al mese e mi faccio la spesa cercando di risparmiare. Il pranzo ovviamente solitamente si fa insieme.

                            Che si lavora sodo lo so benissimo, ho già lavorato nei diving. Se ci sono più di due giorni di seguito di maestrale sono io stesso che ti chiedo di fare qualcosa nel diving.
                            Dai per scontate un po' di cose.
                            Rimane il fatto che, gli istruttori di sci, lavorano con partita iva.

                            Direi che 2 domande sia giusto farsele.
                            www.bludivecenter.com

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                            • #15
                              Originariamente inviato da blu dive Visualizza il messaggio

                              Dai per scontate un po' di cose.
                              Rimane il fatto che, gli istruttori di sci, lavorano con partita iva.

                              Direi che 2 domande sia giusto farsele.
                              Fare il paragone con l'istruttore di sci ci sta fino ad un certo punto. In ogni caso mi sembra che l'istruttore subacqueo corra qualche rischio in più. Per lavoro parto spesso e per l'alloggio ovviamente chiedo sempre già dal primo contatto, se devo condividere la stanza con altre due persone o più non vengo proprio.

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