Pinne in carbonio.

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  • Tonnetto
    ha risposto
    Originariamente inviato da blu dive Visualizza il messaggio

    PS aggiungerei che, i migliori risultati con pinne da apnea in ara, li ho sempre ottenuti tagliandone un pezzo, sia polimero che composito.
    Se ne tagli un pezzo, diventano delle Cressi ARA ebs... che secondo sono delle pinne top, per potenza e versatilità, anche a fronte di forte corrente!

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  • blu dive
    ha risposto
    Originariamente inviato da blu dive Visualizza il messaggio

    Ho avuto e usato le DS/C4 in carbonio, non ci ho trovato niente di eccezionale, ma sicuramente pinnano.
    Ho avuto le C4 con una scarpetta proprietaria che, sul tomaio, si chiudeva con una sorta di lacci.
    Con attrezzature ara erano troppo morbide (le mie, ne esistono diverse durezze).
    In ultimo ho avuto, ed ho, delle pinne in resina (est europa), che, in apnea, considero le migliori per la mia gamba e pinneggiata.
    Provate con ara, danno l'impressione che si debbano rompere da un momento all'altro ,anche se non è così

    Furono messe on commercio (Dapiran) delle pinne in carbonio asimmetriche, più corte e larghe delle normali pinne da apnea.
    Purtroppo non ho mai avuto occasione di provarle.

    Quanto alla fragilità del carbonio dipende, da spessori, flessibilità ecc ecc
    PS aggiungerei che, i migliori risultati con pinne da apnea in ara, li ho sempre ottenuti tagliandone un pezzo, sia polimero che composito.

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  • blu dive
    ha risposto
    Originariamente inviato da Tonnetto Visualizza il messaggio

    Per quanto mi riguarda, non ho obbiezioni alle pinne lunghe, anzi... detto ciò, quello che mi mette dubbi è il carbonio!
    ...
    Ho avuto e usato le DS/C4 in carbonio, non ci ho trovato niente di eccezionale, ma sicuramente pinnano.
    Ho avuto le C4 con una scarpetta proprietaria che, sul tomaio, si chiudeva con una sorta di lacci.
    Con attrezzature ara erano troppo morbide (le mie, ne esistono diverse durezze).
    In ultimo ho avuto, ed ho, delle pinne in resina (est europa), che, in apnea, considero le migliori per la mia gamba e pinneggiata.
    Provate con ara, danno l'impressione che si debbano rompere da un momento all'altro ,anche se non è così

    Furono messe on commercio (Dapiran) delle pinne in carbonio asimmetriche, più corte e larghe delle normali pinne da apnea.
    Purtroppo non ho mai avuto occasione di provarle.

    Quanto alla fragilità del carbonio dipende, da spessori, flessibilità ecc ecc

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  • Tonnetto
    ha risposto
    Originariamente inviato da blu dive Visualizza il messaggio

    Quando facevo il video operatore in Egitto la pinna lunga mi sembrava una cosa insostituibile.
    Quando sono finito ad infilarmi nei relitti per 5 o 6 ore al giorno tutti i giorni, le avanti mares. con un bungie da 9mm al posto del cinghiolo, sono diventate le mie migliori amiche.

    Ergo, mai fossilizzarsi sulle proprie convinzioni.
    Per quanto mi riguarda, non ho obbiezioni alle pinne lunghe, anzi... detto ciò, quello che mi mette dubbi è il carbonio!

    Ho molti amici che usano pinne lunghe, io stesso ogni tanto le uso, ma mi limito al tecnopolimero..

    Hai esperienze/conoscenti che usano il carbonio?

    Io solo uno, e ricordo che lui le indossa solo d'estate, in mono, ed ha sempre un occhio di riguardo sia come vengono trattate in gommone, le ripone sempre da una parte, idem, per l'entrata in acqua ...

    Aggiungo però che lui di base è decisamente più apneista, che bombolaro...

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  • blu dive
    ha risposto
    Originariamente inviato da cesare Visualizza il messaggio
    son perfettamente d'accordo che chi si trova bene con le pinne da apnea le possa usare senza controindicazioni.
    Quando facevo il video operatore in Egitto la pinna lunga mi sembrava una cosa insostituibile.
    Quando sono finito ad infilarmi nei relitti per 5 o 6 ore al giorno tutti i giorni, le avanti mares. con un bungie da 9mm al posto del cinghiolo, sono diventate le mie migliori amiche.

    Ergo, mai fossilizzarsi sulle proprie convinzioni.

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  • cesare
    ha risposto
    non ne ho la più pallida idea nemmeno io di chi siano gli esploratori pinneggiatori.
    gli esploratori difficilmente, molto difficilmente percorrono lunghi tratti a pinne, eccezion fatta per quelli che si infilano nei buchi e non hanno scooter.
    son perfettamente d'accordo che chi si trova bene con le pinne da apnea le possa usare senza controindicazioni.
    altro discorso sostenere che sono più performanti, cosa assolutamente non vera, non potendo sfruttare la dinamica del movimento che una pinna da apnea richiede.

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  • paolo55
    ha risposto
    Non so con esattezza cosa si possa intendere con esploratore pinneggiatore ma per come e' f fatto il Giglio che ha una batimetrica a 30 ed una batimetrica a 50 si puo' decidere di nuotare a mezz'acqua per cercare punti di interesse.
    Se non si dispone di uno scooter si va a pinne ed in questi casi apprezzo molto le mie da apnea.
    Questo tipo di attivita' presuppone acqua limpida ed in anni eccezionali, quando si vedeva la barca da 50 metri, ha fornito ottimi risultati
    E' cosi' che nascono le immersioni in cui capita di tagliare un sabbione verso il blu ed in cui io trovo sintonia con la mia configurazione leggera.
    Paolo

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  • cesare
    ha risposto
    affermando che gli esploratori hanno dinamiche completamente diverse hai probabilmente convinzioni non reali

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  • Livio Cortese
    ha risposto
    Originariamente inviato da cesare Visualizza il messaggio
    livio non c'è nessuno abisso tra esplorazione e quel che facciamo sott'acqua. la vera differenza sta tra chi va in buchi lunghi lunghi e chi no. esploratori pinneggiatori non ne conosco pur conoscendoli quasi tutti. probabilmente hai idee confuse
    Ci sono cose che non so,ma si chiacchiera quassù anche per imparare. Perché ti sembro confuso?
    Ultima modifica di Livio Cortese; 02-10-2024, 07:59.

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  • TheFlash
    ha risposto
    [QUOTE=iw5dsz;n1446191]
    Originariamente inviato da Livio Cortese Visualizza il messaggio

    C'� un abisso (letteralmente) tra esplorazione e quel che facciamo abitualmente sott'acqua. Forse alcuni accorgimenti di quel mondo filtrano anche nel mondo "sportivo", ma l'unico elemento comune � l'acqua stessa. E se poi questi esploratori raccomandano il "loro" metodo o standard come unico perfetto inimitabile, allora qualcosa non quadra. Finisce l'esplorazione, inizia la vendita...[/QUOTE

    il mio messaggio era che quello che cera da sperimentare ad oggi � gia stato sperimentato( parlo di configurazioni e attrezzature) se a oggi ci sono degli standard gia consolidati per me � superfluo andare a cercare gli abbriccichi. parlo da uno che viene dalla vecchia scuola, dopo il sacchetto di plastica ma a cavallo della fine degli anni 90. poi abbracciata la subacquea tecnica con configurazione hogartiana e fundamental come modo di andare in acqua. ti posso dire che prima le ho pravate tutte gav a ferro di cavallo,pinne da apnea, mono con slitta e bombole deco in acciaio , molto fai da te. poi un giorno la luce e ho capito che fino a quel giorno andavo in acqua da cane. questa � la mia esperienza
    Nei primi anni 90 il gav non sapevo neanche cosa fosse, conoscevo giusto il Fenzy visto su un manuale "Il libro del sub" del 1977. Il primo jacket l'ho visto, è usato, nel 2008 . Mi sono trovato subito bene e mi sono anche divertito molto a giocarci ma dopo 5/6 immersioni l'ho abbandonato. Sono un subacqueo... naif

    Inviato dal mio SM-G970F utilizzando Tapatalk

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  • cesare
    ha risposto
    livio non c'è nessuno abisso tra esplorazione e quel che facciamo sott'acqua. la vera differenza sta tra chi va in buchi lunghi lunghi e chi no. esploratori pinneggiatori non ne conosco pur conoscendoli quasi tutti. probabilmente hai idee confuse

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  • blu dive
    ha risposto
    [QUOTE=iw5dsz;n1446191]
    Originariamente inviato da Livio Cortese Visualizza il messaggio
    poi un giorno la luce e ho capito che fino a quel giorno andavo in acqua da cane. questa è la mia esperienza
    Chi può dirlo, magari un giorno riproverai la stessa esperienza.
    Tutto si evolve, speriamo...

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  • blu dive
    ha risposto
    Originariamente inviato da TheFlash Visualizza il messaggio
    Hai scritto che la pinna da apnea è pensata per un utilizzo in superficie, è un refuso oppure non ho capito io. Solitamente la performance è ricercata in immersione per poter scendere di più nel caso delle competizione o nella pesca. In superficie non si sfrutta neanche l'elasticità della pala.

    Inviato dal mio SM-G970F utilizzando Tapatalk
    Esattamente ciò che ho scritto:
    "le pinne da apnea, nella loro totalit�, sono pensate per uso intenso e breve (nda discesa e risalita e, al limite, un breve spostamento sul fondo) o prolungato ma in superficie"

    L'unico errore potrebbe essere quel "nella loro totalità", perché potrebbero essere stati fatti studi e prodotte pinne che io non conosco.

    Al momento ciò che ho scritto corrisponde al vero, non vedo ambiguità.

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  • iw5dsz
    ha risposto
    [QUOTE=Livio Cortese;n1446176]

    C'è un abisso (letteralmente) tra esplorazione e quel che facciamo abitualmente sott'acqua. Forse alcuni accorgimenti di quel mondo filtrano anche nel mondo "sportivo", ma l'unico elemento comune é l'acqua stessa. E se poi questi esploratori raccomandano il "loro" metodo o standard come unico perfetto inimitabile, allora qualcosa non quadra. Finisce l'esplorazione, inizia la vendita...[/QUOTE

    il mio messaggio era che quello che cera da sperimentare ad oggi è gia stato sperimentato( parlo di configurazioni e attrezzature) se a oggi ci sono degli standard gia consolidati per me è superfluo andare a cercare gli abbriccichi. parlo da uno che viene dalla vecchia scuola, dopo il sacchetto di plastica ma a cavallo della fine degli anni 90. poi abbracciata la subacquea tecnica con configurazione hogartiana e fundamental come modo di andare in acqua. ti posso dire che prima le ho pravate tutte gav a ferro di cavallo,pinne da apnea, mono con slitta e bombole deco in acciaio , molto fai da te. poi un giorno la luce e ho capito che fino a quel giorno andavo in acqua da cane. questa è la mia esperienza

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  • TheFlash
    ha risposto
    Originariamente inviato da blu dive Visualizza il messaggio
    Giusto per spunto riflessivo:

    le pinne da apnea, nella loro totalit�, sono pensate per uso intenso e breve o prolungato ma in superficie, nessuna, che io sappia, per uso prolungato in immersione.

    La spinta della pinna � dovuta alla quantit� di acqua che sposta, sia essa lunga e stretta o corta e larga (non a caso, quella ritenuta in assoluto pi� performante, � molto larga).

    La sua efficienza da molti altri fattori, alcuni strutturali (per esempio il ritorno elastico o il tipo di tomaio), altri ambientali (la massa che devono spostare, o la distanza dalla superficie), ma, soprattutto, il nesso tra le due cose.
    Hai scritto che la pinna da apnea è pensata per un utilizzo in superficie, è un refuso oppure non ho capito io. Solitamente la performance è ricercata in immersione per poter scendere di più nel caso delle competizione o nella pesca. In superficie non si sfrutta neanche l'elasticità della pala.

    Inviato dal mio SM-G970F utilizzando Tapatalk

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