Come va la subacquea tecnica oc?

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  • RANA
    ha risposto
    Ciao Paolinus.

    Originariamente inviato da paolinus Visualizza il messaggio
    Rana scusa un attimo vorrei dissentire su un paio di cose.
    Permettimi ci conosciamo da anni sul forum apprezzo spesso questo che scrivi ma ho impressione che non utlizzando reb e non praticando immersioni tmx ipossiche in CA si parli estremizzando i concetti e si parla più per sentito dire.....
    Ci mancherebbe, non farti problemi quando critichi non ti trovi d'accordo con quanto scrivo, il confronto è il vero momento di crescita.
    Tante volte ho sbagliato e le critiche mi hanno permesso di capire aspetti che non consideravo.
    Per cui sono io che ti ringrazio

    Originariamente inviato da paolinus Visualizza il messaggio
    1) non condivido che il trimix in ca sia un ponte formativo per poi andate sul reb.
    Se elio costasse come 10 anni fa 20mc3 fidati che ci sarebbero meno reb e molta gente con bibo in spalla.
    La semplicità del CA è la bassa complessità rispetto al Reb non va sottovalutata.
    I reb sono macchine fantastiche super performanti ma hanno le loro complessità.
    Un famoso storico disse: la storia non si fa con i "se".
    Se l'elio costava poco tutti lo avremmo usato, a parità di costo usare l'elio è vantaggioso anche nelle immersioni a basso fondale.
    Non c'è nessun motivo per non usare l'elio fatta eccezione per il costo.
    Il tuo "se" non esiste, purtroppo, il costo dell'elio è cresciuto esponenzialmente, è un gas impiegato in tanti ambiti ma le cui scorte sono limitate, per cui la domanda salità e l'offerta scenderà, questo movimento delle curve relative alla domanda e l'offerta sposterà ancora più in alto il prezzo di questo gas.
    Fino a quando le tecnologie non ci permetteranno di andare a prendere le enormi riserve di elio nello spazio ma questo scenario è ancora appannaggio della fantascienza.
    Quindi quello che tu affermi nel primo punto è giustissimo ma se diamo per scontato che il costo dell'elio non sia un problema.
    Il costo dell'elio è il problema, quindi dobbiamo ragionare se oggi, 2024, ad un costo di più di € 50,00 a metro cubo, conviene usare l'elio in circuito aperto.

    Sempre nel primo punto introduci un altro aspetto che merita una riflessione.
    Ad oggi 2024: "Reb Vs Circuito aperto"
    Hai ragione che il circuito aperto è più semplice, quindi un sistema meno complicato di affrontare l'immersione, tanto che io ho sempre sostenuto e continuo a sostenere che difficilmente in ambito ricreativo vedremo diffondersi il circuito chiuso.
    Ma il rebreather ha ormai dimostrato la sua superiorità rispetto al circuito aperto.

    Il circuito aperto vince nel momento in cui io prendo un mono ci attacco un octopus, una umida e via mi faccio un giretto entro i -30 metri in curva di sicurezza.
    In questo contesto anche se non ho esperienza nel reb non mi vado a far venire l'orchite con tutto quello che comporta approntamento di un riciclatore, prima, durante e dopo un immersione ricreativa in curva di sicurezza, quanto con un erogatore una bombola un 3 minuti posso immergermi e con altri tre ho finito, smontato e sciacquato tutto.

    Se ci spostiamo verso la subacquea tecnica anche il circuito aperto diventa complesso, comunque il trimix richiede delle decompressive, più erogatori, l'uso del bibo ecc, ecc.
    Forse non è la stessa complessità del rebreather ma sicuramente i vantaggi del sistema semplice in circuito aperto si riducono.
    E' in questo contesto che il riciclatore supera e di molto il circuito aperto perché offre tutta una serie di vantaggi che rendono obsoleto il circuito aperto.
    Se io affronto immersioni che per profondità e tempo di permanenza richiedono complessità al circuito aperto (bibo di dimensioni importanti, stage e bombole di fase), oggi 2024, non ha più senso investire nel circuito aperto ma il rebreather ha soppiantato in maniera integrale il circuito aperto.

    Tutto questo alla luce di un fatto oggettivo il costo elevatissimo dell'elio fa si che usare il trimix in circuito aperto non ha più senso, lo si può fare, si assolutamente ma se io mi immergo regolarmente affrontando immersioni che richiedono trimix il passaggio al rebreather, permettimi è obbligatorio.
    Se questo discorso ha senso, e per me lo ha, il trimix in circuito aperto è un ponte di passaggio verso il circuito chiuso.

    Originariamente inviato da paolinus Visualizza il messaggio
    2) nom condivido in trimix in CA si fanno puntatina..
    Chiaro non fai immersione da 180/240 di runtime., ma fai tuffi da 120/150 di runtime tranquillamente.
    Non si tratta di un problema tecnico.
    L'immersione tecnica trimix in circuito aperto nasce per affrontare queste immersioni con i tempi di fondo che hai citato.
    Quello che hai scritto nel punto due è corretto ma ..... e ripeto ma .......
    Bisogna chiedersi se oggi 2024, ha senso usare il trimix in circuito aperto, addirittura se ha senso usare il circuito aperto per queste immersioni ?????
    Se i affronto un run time di 120 minuti devo caricare minimo un 15+15, che al costo di € 50,00 a metro cubo fa una cifra importante.
    Inoltre per affrontare queste immersioni in circuito aperto devo configurarmi in maniera tale che perdo i vantaggi di un circuito aperto in termini di semplicità, perché devo fare dei cambi gas, portarmi diverse bombole accessorie ecc, ecc.
    Questo modo di immergersi in circuito aperto, in immersioni profonde o con run time di 120 minuti non offre le medesime sicurezze che si avrebbero immergendosi con un rebreather.
    Il rebreather nonostante la sua complessità alza enne volte la sicurezza in questo tipo di immersioni tanto che non ha più senso usare il circuito aperto.

    In conclusione:
    - Se si dovesse fare la puntatina e basta, l'aria è e rimane (fino a -60 metri) la scelta più economica, la più gettonata.
    - Se si fanno immersioni che iniziano ad essere impegnative con tempi di fondo importanti perché 120 minuti di fondo (2 ore) a -60 metri è un immersione importante, il circuito chiuso offre maggiore sicurezza nonostante la sua complessità, rispetto al circuito aperto che comunque non è semplice come un octopus e comunque non offre in questi contesti la stessa sicurezza del circuito chiuso.
    Un tempo non si aveva alternativa il circuito aperto era il solo sistema, i rebreather erano ancora attrezzature appannaggio di pochi spesso ancora in via di sviluppo, ma oggi, 2024, non si sono diffuse a tal punto che non ha senso non usarle in contesti simili.

    Originariamente inviato da paolinus Visualizza il messaggio
    Sono tuffi importanti con permanenza importanti a quote tra 70/110mt.Spesso mi sono trovato sui gommoni a fare immersione com tempi di fondo, pari o maggiori rispetto a chi aveva un reb.
    Qui non condivido,
    il fatto che ti sei trovato a fare run time più lunghi di chi in quelle occasioni usava il reb non vuol dire nulla.
    E' oggettivo ed indiscutibile il fatto che il circuito chiuso batte in termini di tempo di immersione il circuito aperto.
    In quelle occasioni quei subacquei non avevano interesse a stare di più per cui sono riemersi prima di te, ma se avessero voluto loro potevano rimanere i immersione per tempi che tu con il circuito aperto non puoi neanche pensare di fare.

    Originariamente inviato da paolinus Visualizza il messaggio
    3) non condivido che immersione in CA siano pericolose
    Utilizzavo un 16 e 3/4 stage uscivo sempre con metà del gas .
    Le immersioni devono essere blindate in un protocollo di immersione condiviso.
    le pressione di stacco nn devono essere superate.
    Tali pressioni ti permettono di gestire immersione in sicurezza con margini.
    Non si tratta di condividere o meno.
    Ci sono dati alla mano.
    Tutta l'esplorazione profonda oggi, 2024, è eseguita con il circuito chiuso.
    Inoltre hai frainteso le mie parole, per colpa mia ed i limiti che ho nello spiegarmi, io non ho mai scritto che il circuito aperto è pericoloso.
    No, vai a rileggere tutto.
    Io dico che oggi, 2024, immersioni a -100 metri (a mero esempio) svolte in circuito chiuso si ha una sicurezza maggiore rispetto alla stessa immersioni svolta in circuito aperto.
    Il circuito aperto non è diventato pericoloso, ma la sicurezza offerta dal circuito chiuso è maggiore perché il rebreather permette una gestione che in quei contesti aumenta la sicurezza, cosa che il circuito aperto non può fare.
    Quindi puoi immergerti in circuito aperto con una buon grado di sicurezza questo non lo metto in discussione ma potendo scegliere in circuito chiuso la sicurezza in un contesto relativo ad immersioni importanti è maggiore e questo a me sembra altrettanto indiscutibile.

    Originariamente inviato da paolinus Visualizza il messaggio
    Scusa ma vedere così maltrattato il CA non mi va
    Guarda che anch'io sono un estremo difensore del circuito aperto ma davanti all'evidenza empirica, data dalla costatazione che il circuito chiuso ha soppiantato integralmente il circuito aperto nelle immersioni profonde non ha senso impuntarsi.
    Dire che il reb in determinati contesti (non sempre) offre una maggiore sicurezza rispetto al circuito chiuso non vuol dire che il circuito chiuso non va bene.
    Funziona bene come sempre ma il reb offre maggiori sicurezze.

    Originariamente inviato da paolinus Visualizza il messaggio
    Ora uso reb da 20 mesi ,sono contento della mia scelta , non tornerei indietro ... ma non sono neanche di quelli perché non ci ho pensato prima ....
    Non si tratta di buttare via il passato, dato che usi il reb puoi capire bene il mio pensiero.


    Rana

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  • blu dive
    ha risposto
    Originariamente inviato da paolinus Visualizza il messaggio

    1) non condivido che il trimix in ca sia un ponte formativo per poi andate sul reb.
    Se elio costasse come 10 anni fa 20mc3 fidati che ci sarebbero meno reb e molta gente con bibo in spalla.
    La semplicità del CA è la bassa complessità rispetto al Reb non va sottovalutata.
    I reb sono macchine fantastiche super performanti ma hanno le loro complessità.


    2) nom condivido in trimix in CA si fanno puntatina..
    Chiaro non fai immersione da 180/240 di runtime., ma fai tuffi da 120/150 di runtime tranquillamente.

    Sono tuffi importanti con permanenza importanti a quote tra 70/110mt.Spesso mi sono trovato sui gommoni a fare immersione com tempi di fondo, pari o maggiori rispetto a chi aveva un reb.
    Tuffi normali che io e molti amici facevamo tranquillamente, nulla di Atomico ma non puntatine...


    ​​​​​
    3) non condivido che immersione in CA siano pericolose
    Utilizzavo un 16 e 3/4 stage uscivo sempre con metà del gas .
    Le immersioni devono essere blindate in un protocollo di immersione condiviso.
    le pressione di stacco nn devono essere superate.
    Tali pressioni ti permettono di gestire immersione in sicurezza con margini.
    da quotare al 100%.
    Il 99% dei tuffi che faccio, e che vedo fare a chi ha il reb, rientra tranquillamente nel range del "bibo".
    Poi c'è il guizzo più fondo o più lungo dove il reb fa la differenza e la fa alla grande, ma quanti tuffi sono? 10 l'anno?

    Sono un estimatore del circuito chiuso da tanti anni ormai, ma non so se farei lo sforzo (immane per me )per comprarne un altro, sicuramente non lo farei a discapito di altro tipo di attrezzatura, come lo scooter per esempio. Nello stesso tempo ciò vorrebbe dire stop a tuffi di oltre una certa soglia, non avrei più la voglia di affrontarli in CA.

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  • Livio Cortese
    ha risposto
    paolo55 sai che anche mio padre si è curato un'ernia al disco facendo subacquea?
    Io la vivo sempre piú come disciplina, pur rispettando l'approccio ludico o ricreativo di tante persone.

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  • paolinus
    ha risposto
    Originariamente inviato da RANA Visualizza il messaggio

    Cavoli è vero
    avevo rimosso questo termine "stroke" che mi aveva accompagnato per anni e anni come la lettera scarlatta delle adultere .

    La subacquea è cambiata.

    Oggi chi fa un certo tipo d'immersioni non usa il circuito aperto.

    Non per una questione di costi (o almeno non solo) ma perché il circuito chiuso ha in queste immersioni vantaggi superiori al circuito aperto innegabili anche per uno come me molto radicato nella "tradizione".

    La subacquea tecnica, in trimix, in circuito aperto ha fatto il suo tempo.
    Oggi è relegata (proprio dal rebreather) ad una fascia di immersioni che si sovrappone all'uso dell'aria.

    Nessuno vuole negare i vantaggi dell'uso di miscele ternarie con elio, che conosciamo, ma un immersione di un certo tipo per profondità e tempo di permanenza importanti, in circuito aperto, al giorno d'oggi è considerata superata un inutile spreco di elio.

    Il trimix in circuito aperto è, come è stato detto prima di me da altri che usano il rebreather, un "ponte formativo", un passaggio per arrivare al circuito chiuso.

    Pertanto il trimix in circuito aperto trova spazio solo in quelle immersioni che per profondità e tempi contenuti sono anche appannaggio dell'aria.

    Ovviamente senza parlare per assoluti, ammettendo che ci potrebbero essere comunque delle immersioni che andrebbero fatte, per tutta una serie di motivi, in trimix anche in circuito aperto, normalmente queste immersioni sono svolte da subacquei che fanno la loro puntatina per poi sviluppare l'immersione in risalita con tempi di fondo contenuti, in libera.
    In questo contesto tutte le esperienze si orientano verso l'uso dell'aria.

    Di fatto i costi dell'elio, l'avvento di nuove tecnologie (circuito chiuso) ha aperto nuovamente spazio (per me più che accettabile) all'immersione avanzata in aria, in circuito aperto.

    Cordialmente
    Rana
    Rana scusa un attimo
    vorrei dissentire su un paio di cose.
    Permettimi ci conosciamo da anni sul forum apprezzo spesso questo che scrivi ma ho impressione che non utlizzando reb e non praticando immersioni tmx ipossiche in CA si parli estremizzando i concetti e si parla più per sentito dire.....

    1) non condivido che il trimix in ca sia un ponte formativo per poi andate sul reb.
    Se elio costasse come 10 anni fa 20mc3 fidati che ci sarebbero meno reb e molta gente con bibo in spalla.
    La semplicità del CA è la bassa complessità rispetto al Reb non va sottovalutata.
    I reb sono macchine fantastiche super performanti ma hanno le loro complessità.


    2) nom condivido in trimix in CA si fanno puntatina..
    Chiaro non fai immersione da 180/240 di runtime., ma fai tuffi da 120/150 di runtime tranquillamente.

    Sono tuffi importanti con permanenza importanti a quote tra 70/110mt.Spesso mi sono trovato sui gommoni a fare immersione com tempi di fondo, pari o maggiori rispetto a chi aveva un reb.
    Tuffi normali che io e molti amici facevamo tranquillamente, nulla di Atomico ma non puntatine...


    ​​​​​
    3) non condivido che immersione in CA siano pericolose
    Utilizzavo un 16 e 3/4 stage uscivo sempre con metà del gas .
    Le immersioni devono essere blindate in un protocollo di immersione condiviso.
    le pressione di stacco nn devono essere superate.
    Tali pressioni ti permettono di gestire immersione in sicurezza con margini.


    Scusa ma vedere così maltrattato il CA non mi va

    Ora uso reb da 20 mesi ,sono contento della mia scelta , non tornerei indietro ... ma non sono neanche di quelli perché non ci ho pensato prima ....
    A presto
    Ultima modifica di paolinus; 27-02-2024, 22:03.

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  • paolo55
    ha risposto
    Livio Cortese
    Condivido quanto scrivi.
    La subacquea con le bombole uno sport?
    Questo proprio no. Casomai una attivita' ricreativa dove non ci sono competizioni o premi oltre alla gratificazione personale legata alla esperienza della immersione stessa.
    Un tempo avevo due ernie del disco fetenti e la subacquea, facchinaggio escluso, era una delle poche attivita' compatibili con la mia condizione fisica. Riuscivo a malapena a camminare ma in acqua volavo.
    Con simpatia
    Paolo

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  • Narcotizzato
    ha risposto
    Purtroppo è quasi morta a causa dei prezzi dell'elio. La cosa imbarazzante sono i prezzi dei rebreather nel 2024. Un rebreather manuale/meccanico completo costa sui 6500 euro, un prezzo spropositato. Per non parlare dei rebreather elettronici o ibridi. Sono una mezza rapina, prezzi super gonfiati. Oggi il subacqueo tecnico medio è una mezza sega. Conosco diverse persone che immersioni col bibo e decompressiva/e ne hanno fatte 3/4 (solo quelle del corso) per poi passare al reb. Molti passano direttamente dalla ricreativa alla tecnica in circuito chiuso. Molti fanno il corso advanced nitrox/decompression (fatto male perché il livello medio degli istruttori fa cagare), spesso col mono da 15/18 litri e poi fanno il corso rebreather. Risultato? Gente che ha un trim da ippocampo, che Pinneggia come un'anatra ubriaca, gente che in deco sta tutto il tempo "aggrappata" alla cima di risalita perché non sa mantenere la quota in assetto neutro. Gente che di teoria della decompressione ne sa quanto un open water. Questa è la subacquea tecnica di oggi.

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  • Livio Cortese
    ha risposto
    Originariamente inviato da Alessio23 Visualizza il messaggio
    Sono d’accordo su molte cose che dici, su altre meno. Non sono d’accordo che i costi delle immersioni profonde (mi limito a dire entro i 60m) siano gli stessi tra aperto e chiuso. Per un ccr servono tra macchina e corso 10 mila euro, senza poi considerare sofnolime e costi di manutenzione. Per tuffi in aperto “bastano” 2 mila per il corso e 100/120 a tuffo per le miscele a seconda dei consumi e della miscela.

    Secondo voi non bisognerebbe ricominciare a rieducare le nuove generazioni di subacquei tecnici a non affrontare immersioni in aria profonda a cuor leggero?
    Ciao, anche secondo me bisognerebbe poter "lavorare" serenamente sulla consapevolezza che profondi -entro certi termini, a certe condizioni - si puó scendere ad aria. Demonizzare non si dovrebbe: al contrario, impiegare questo tipo d'immersioni anche per comprendere -in sicurezza- dove e come fermarsi.
    Un esercizio che potrebbe iniziare dalla preparazione psicofisica, passare per la conoscenza del respiro e del movimento,compiersi in immersione: percorso realmente "olistico" come si suol dire. Perciò completo, diciamo totalizzante.
    Immersioni del genere non dovrebbero iniziare e concludersi in una fine di settimana,penso. E anche pianificarle a tavolino non è esattamente quel che basta, seppur utile. Servono altri "ingredienti": magari uscire dalla logica di sport per entrare in quello della passione, del sentimento, dell'immedesimazione con quell'ambiente.
    Tenendo presente, allo stesso tempo, che si rimane ospiti. E che il rispetto per quel luogo é in qualche modo da rapportare a quello verso sé stessi: da cui la condizione di entrare sani e uscirne...ancora meglio, senza esasperate ricerche di limiti, record, estremi.
    Ultima modifica di Livio Cortese; 27-02-2024, 20:12.

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  • RANA
    ha risposto
    Originariamente inviato da Lorescuba Visualizza il messaggio
    ai tempi noi "stroke"
    Cavoli è vero
    avevo rimosso questo termine "stroke" che mi aveva accompagnato per anni e anni come la lettera scarlatta delle adultere .

    La subacquea è cambiata.

    Oggi chi fa un certo tipo d'immersioni non usa il circuito aperto.

    Non per una questione di costi (o almeno non solo) ma perché il circuito chiuso ha in queste immersioni vantaggi superiori al circuito aperto innegabili anche per uno come me molto radicato nella "tradizione".

    La subacquea tecnica, in trimix, in circuito aperto ha fatto il suo tempo.
    Oggi è relegata (proprio dal rebreather) ad una fascia di immersioni che si sovrappone all'uso dell'aria.

    Nessuno vuole negare i vantaggi dell'uso di miscele ternarie con elio, che conosciamo, ma un immersione di un certo tipo per profondità e tempo di permanenza importanti, in circuito aperto, al giorno d'oggi è considerata superata un inutile spreco di elio.

    Il trimix in circuito aperto è, come è stato detto prima di me da altri che usano il rebreather, un "ponte formativo", un passaggio per arrivare al circuito chiuso.

    Pertanto il trimix in circuito aperto trova spazio solo in quelle immersioni che per profondità e tempi contenuti sono anche appannaggio dell'aria.

    Ovviamente senza parlare per assoluti, ammettendo che ci potrebbero essere comunque delle immersioni che andrebbero fatte, per tutta una serie di motivi, in trimix anche in circuito aperto, normalmente queste immersioni sono svolte da subacquei che fanno la loro puntatina per poi sviluppare l'immersione in risalita con tempi di fondo contenuti, in libera.
    In questo contesto tutte le esperienze si orientano verso l'uso dell'aria.

    Di fatto i costi dell'elio, l'avvento di nuove tecnologie (circuito chiuso) ha aperto nuovamente spazio (per me più che accettabile) all'immersione avanzata in aria, in circuito aperto.

    Cordialmente
    Rana

    Lascia un commento:


  • Lorescuba
    ha risposto
    Originariamente inviato da Alessio23 Visualizza il messaggio
    Secondo voi non bisognerebbe ricominciare a rieducare le nuove generazioni di subacquei tecnici a non affrontare immersioni in aria profonda a cuor leggero?
    Forse il contrario. Se qualche profeta dell'utilizzo di miscele ternarie già a partire dai 30 metri facesse un po' di esperienza di immersioni in aria, si renderebbe conto di come stanno le cose.
    Io sono un maleducato di natura, da questo punto di vista, se sono con il reb, ho sempre trimix ipossico come diluente, se sono in CA (molto raramente) uso aria o can 32 a seconda delle situazioni.
    Non devo essere rieducato (da chi, poi, lo devo capire), mi immergo per divertimento e finché mi diverto faccio quello che pare a me.
    Tra l'altro, quando è nato il forum, i profeti della nuova era nascevano come funghi, da quello che (non) leggo, la maggior parte ha appeso le pinne al chiodo, ai tempi noi "stroke" eravamo il male da combattere, ora siamo quelli che continuano a fare immersioni...
    Ultima modifica di Lorescuba; 27-02-2024, 19:12.

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  • RANA
    ha risposto
    Originariamente inviato da Lorescuba Visualizza il messaggio
    A mio parere, la subacquea tecnica in CA si sta trasformando nel trampolino per il passaggio al rebreather; fare 20'@ 50 metri in aria e ean 50 (o O2) con un 10+10 è il punto di passaggio tra l'immersione avanzata e la subacquea tecnica, e molti si fermano li.
    Esatto,
    i corsi tecnici in trimix in circuito aperto hanno senso se finalizzati al passaggio al circuito chiuso.

    Al giorno d'oggi, ripeto, fare immersioni profonde in circuito aperto è un "modus operandi" superato obsoleto.
    Il famoso 16+16 per avere una scorta di gas sufficiente + tutte le decompressive hanno fatto il loro tempo ed anche se il costo dell'elio magari ha accelerato il passaggio, il circuito aperto in profondità è morto perché superato da un sistema, che in profondità è enne volte più efficace ed efficiente.

    Fare la puntatina con tempi di fondo contenuti a -40 -50 -60 non sono immersioni impegnative e rimangono all'interno di quello che in aria è fattibile.
    Ricordo che la discriminante non è tanto la profondità ma il tempo di permanenza.

    Il circuito aperto è stato superato diventando obsoleto e questo di per se ha ucciso l'immersione tecnica in circuito aperto.
    Il costo dell'elio è la lapide posta sulla sua tomba.

    Non ha senso investire nel circuito aperto usato con miscele trimix per profondità se lo scopo non è quello di passare al rebreather.
    Se non si passa al rebreather non si è capito il concetto alla base: il circuito aperto in profondità è obsoleto.

    Cordialmente
    Rana

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  • RANA
    ha risposto
    Originariamente inviato da paolinus Visualizza il messaggio
    Per chiudere se il range di immersioni annuo è la famosa terra di mezzo 40/60mt userei ancora aria /ean50/ oxy
    Non acquisterei un reb.
    Se invece ti vuoi spingere oltre, visto la situazione attuale il reb è la via!
    Ripeto, non ho mai usato un rebreather, non sono uno che si è innamorato di questo sistema che ho spesso criticato per un uso ricreativo ma con tutti i miei limiti condivido quello che hai scritto.


    Rana

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  • RANA
    ha risposto
    Originariamente inviato da paolo55 Visualizza il messaggio
    Caricare un bibo da 10 o 12 mi costa 10 euro.
    Con 20 euro di aria e con la benzina per il barchino ci faccio giornata in mare con mia moglie e le stesse immersioni che farei in normossico.
    A me sembra un buon compromesso.
    Praticamente l'elio per una persona mi costerebbe molto piu' di tutto l'ambaradan merenda compresa.
    Da pensionato non vedo motivi per cambiare
    Da subacqueo mi piace quando l'aria incomincia ad avere un sapore strano (come diceva il Comandante...)
    Cordialmente
    Paolo
    Inutile filosofeggiare, anche per me vale quello che hai scritto.

    L'elio è una risorsa per la subacquea su questo non si discute ma costa troppo per quello che normalmente io faccio.

    Sono consapevole che la rinuncia all'elio mi comporta un limite in ciò che posso fare ma i limiti dell'aria per me sono accettabili perché la mia attività rimane all'interno di questi.

    Non si tratta di educarmi a comportamenti virtuosi, perché sono consapevole di tutto e per tanto penso di avere il diritto di fare le mie scelte, che non devono essere condivise.

    Alessio23 sei un convinto sostenitore dell'uso, in circuito aperto, delle miscele contenenti elio, se cosi fai bene ad usarlo ed io non mi permetto di criticare i soldi che spendi nei gas ci mancherebbe.

    Hai domandato se il progetto "trimix per tutti" in circuito aperto, per fare immersioni appena dopo l'ambito ricreativo fosse ritenuto morto ?

    A questa domanda stai ricevendo le risposte.

    Io ti dico che questo progetto è morto per costi troppo onerosi.

    Finora le risposte degli altri non si scostano dalla mia, non è questione di rieducare chi ti risponde, è cosi.

    Se poi ci sono interventi di chi pensa che, come te, è corretto l'uso dell'elio nonostante i costi - bene leggerò con interesse le loro argomentazioni, dentro di me le accetto nella misura in cui poi nella realtà, nel mondo reale usano veramente il trimix ma questo è un altro discorso.

    Cordialmente
    Rana

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  • paolo55
    ha risposto
    Caricare un bibo da 10 o 12 mi costa 10 euro.
    Con 20 euro di aria e con la benzina per il barchino ci faccio giornata in mare con mia moglie e le stesse immersioni che farei in normossico.
    A me sembra un buon compromesso.
    Praticamente l'elio per una persona mi costerebbe molto piu' di tutto l'ambaradan merenda compresa.
    Da pensionato non vedo motivi per cambiare
    Da subacqueo mi piace quando l'aria incomincia ad avere un sapore strano (come diceva il Comandante...)
    Cordialmente
    Paolo

    Lascia un commento:


  • paolinus
    ha risposto
    Ciao,

    Io personalmente non conosco più nessuno che gira regolarmente in trimix in aperto.
    Già da anni gli unici a fare certi tuffi in aperto eravamo quelli del mio gruppo e pochi altri disperati
    Sui gommoni tek ipossici eravamo gli unici in aperto ti parlo di 2 anni fà

    Però ci siamo divertiti un casino, tante avventure , bellissimo!


    Ora siamo passati tutti al REB tranne 2/ 3 amici che per età avanzata non hanno deciso di fare il passaggio.


    Onestamente abbiamo resistito fino al prezzo dell'elio a 30/35mc3.
    Ora siamo sui 60€
    Noi si faceva mediamente 2 tuffi mesi trimix in CA , non ci stai più dentro......


    Non ha più senso, ti senti spennato...............

    Compri il reb fai finta che ti sei comprato una moto, uno sfizio, una macchina, senza troppi conti che lasciano il tempo che trovano.
    Ho risparmiato ?
    bo non mi interessa, l'ho acquistato per passione perchè mi piace andare in acqua tutte le settimane !!

    Probabilmente visto i 120 tuffi in 2 anni l'avrò anche ammortizzato ma non mi metto a fare conti...


    Tra corsi e acquisto macchina €€€ ci vogliono
    ma poi immersione settimanale se vuoi è sempre ipossica e ti costa 12/15€

    Io ero abituato a spendere 100€ di solo gas per un tuffo che con i prezzi odierni sarebbero 200, .... capisci che 12€ ... non li guardi neache

    Per chiudere se il range di immersioni annuo è la famosa terra di mezzo 40/60mt userei ancora aria /ean50/ oxy
    Non acquisterei un reb.
    Se invece ti vuoi spingere oltre, visto la situazione attuale il reb è la via!






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  • RANA
    ha risposto
    Ciao Alessio

    Originariamente inviato da Alessio23 Visualizza il messaggio
    Sono d’accordo su molte cose che dici, su altre meno.
    Ci mancherebbe, il forum è il luogo dove aprire alle proprie esperienze, opinioni, conoscenze il confronto con tutti gli altri.
    Ci sta è giusto dissentire.
    Io non scrivo per convincere gli altri, io scrivo quello che penso ed in quanto tale sono aspetti opinabili ci mancherebbe.

    Originariamente inviato da Alessio23 Visualizza il messaggio
    Non sono d’accordo che i costi delle immersioni profonde (mi limito a dire entro i 60m) siano gli stessi tra aperto e chiuso. Per un ccr servono tra macchina e corso 10 mila euro, senza poi considerare sofnolime e costi di manutenzione. Per tuffi in aperto “bastano” 2 mila per il corso e 100/120 a tuffo per le miscele a seconda dei consumi e della miscela.
    Io non ho esperienze in ambito Rebreather.
    Personalmente ritengo che la differenza non sia cosi marcata come affermi ma posso sbagliare.
    Diciamo che sulla base della mia non conoscenza salvo quanto leggo e discuto sono portato a ritenere che Lorescuba abbia centrato meglio l'ordine di grandezza economico.

    Tieni presente che, solo per caricare un bibo 10+10 in normossico servono 2 metri cubi di elio il cui costo supera € 100, a questo aggiungi l'ossigeno per il set di stage decompressive, le attrezzature, l'uscita in barca la quale dovendo dare assistenza per un run time più lungo ha un costo maggiore, oggi come oggi secondo me non ti bastano 100/120 euro ad immersione sei minimo ad € 200,00, nel mondo reale.

    Originariamente inviato da Alessio23 Visualizza il messaggio
    Secondo voi non bisognerebbe ricominciare a rieducare le nuove generazioni di subacquei tecnici a non affrontare immersioni in aria profonda a cuor leggero?
    Ho vissuto il periodo in cui c'era l'inquisizione del nuovo ordine DIR in cui l'aria era eresia da combattere a colpi di cultura verso una pletora di "barbari" sofferenti di analfabetismo disfunzionale.

    In maniera umoristica ti dico che ciclicamente da più di 20 anni ho assistito a "crociate" in cui si cercava di "rieducare" i subacquei all'elio.

    Sono franco quando sento usare il termine "rieducare" mi viene l'orchite a livelli stratosferici.

    I subacquei, non dico quelli della domenica, ma quelli che fanno un attività costante in aria oltre -40 metri sono tutti consapevoli dei benefici dell'elio.
    Siccome mi reputo uno di questi subacquei, parlo in prima persona, non venirmi a dire che in elio le immersioni sono più sicure.
    Lo so, ed a scanso di equivoci ti dico che ho i brevetti trimix normossico.

    Non è una questione di cultura, è una questione di costi.
    Il 90% delle immersioni tra i -40 metri ed i -60 metri avvengono con tempi di permanenza molto ridotti che fanno rientrare queste immersioni all'interno di un uso accettabile (per me) dell'aria.
    Anche se oggi l'aria viene demonizzata a tal punto che si è limitato i corsi a -50 metri.
    In questo tipo di immersioni non ha senso per me spendere € 200,00 ad immersione per usare l'elio.

    Se l'elio costasse come l'aria, l'aria non si userebbe per andare sott'acqua, ma non è cosi.

    Non si tratta di rieducare.

    Cordialmente
    Rana

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