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Tante volte ho sbagliato e le critiche mi hanno permesso di capire aspetti che non consideravo.
Per cui sono io che ti ringrazio
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Se l'elio costava poco tutti lo avremmo usato, a parità di costo usare l'elio è vantaggioso anche nelle immersioni a basso fondale.
Non c'è nessun motivo per non usare l'elio fatta eccezione per il costo.
Il tuo "se" non esiste, purtroppo, il costo dell'elio è cresciuto esponenzialmente, è un gas impiegato in tanti ambiti ma le cui scorte sono limitate, per cui la domanda salità e l'offerta scenderà, questo movimento delle curve relative alla domanda e l'offerta sposterà ancora più in alto il prezzo di questo gas.
Fino a quando le tecnologie non ci permetteranno di andare a prendere le enormi riserve di elio nello spazio ma questo scenario è ancora appannaggio della fantascienza.
Quindi quello che tu affermi nel primo punto è giustissimo ma se diamo per scontato che il costo dell'elio non sia un problema.
Il costo dell'elio è il problema, quindi dobbiamo ragionare se oggi, 2024, ad un costo di più di € 50,00 a metro cubo, conviene usare l'elio in circuito aperto.
Sempre nel primo punto introduci un altro aspetto che merita una riflessione.
Ad oggi 2024: "Reb Vs Circuito aperto"
Hai ragione che il circuito aperto è più semplice, quindi un sistema meno complicato di affrontare l'immersione, tanto che io ho sempre sostenuto e continuo a sostenere che difficilmente in ambito ricreativo vedremo diffondersi il circuito chiuso.
Ma il rebreather ha ormai dimostrato la sua superiorità rispetto al circuito aperto.
Il circuito aperto vince nel momento in cui io prendo un mono ci attacco un octopus, una umida e via mi faccio un giretto entro i -30 metri in curva di sicurezza.
In questo contesto anche se non ho esperienza nel reb non mi vado a far venire l'orchite con tutto quello che comporta approntamento di un riciclatore, prima, durante e dopo un immersione ricreativa in curva di sicurezza, quanto con un erogatore una bombola un 3 minuti posso immergermi e con altri tre ho finito, smontato e sciacquato tutto.
Se ci spostiamo verso la subacquea tecnica anche il circuito aperto diventa complesso, comunque il trimix richiede delle decompressive, più erogatori, l'uso del bibo ecc, ecc.
Forse non è la stessa complessità del rebreather ma sicuramente i vantaggi del sistema semplice in circuito aperto si riducono.
E' in questo contesto che il riciclatore supera e di molto il circuito aperto perché offre tutta una serie di vantaggi che rendono obsoleto il circuito aperto.
Se io affronto immersioni che per profondità e tempo di permanenza richiedono complessità al circuito aperto (bibo di dimensioni importanti, stage e bombole di fase), oggi 2024, non ha più senso investire nel circuito aperto ma il rebreather ha soppiantato in maniera integrale il circuito aperto.
Tutto questo alla luce di un fatto oggettivo il costo elevatissimo dell'elio fa si che usare il trimix in circuito aperto non ha più senso, lo si può fare, si assolutamente ma se io mi immergo regolarmente affrontando immersioni che richiedono trimix il passaggio al rebreather, permettimi è obbligatorio.
Se questo discorso ha senso, e per me lo ha, il trimix in circuito aperto è un ponte di passaggio verso il circuito chiuso.
Originariamente inviato da paolinus
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L'immersione tecnica trimix in circuito aperto nasce per affrontare queste immersioni con i tempi di fondo che hai citato.
Quello che hai scritto nel punto due è corretto ma ..... e ripeto ma .......
Bisogna chiedersi se oggi 2024, ha senso usare il trimix in circuito aperto, addirittura se ha senso usare il circuito aperto per queste immersioni ?????
Se i affronto un run time di 120 minuti devo caricare minimo un 15+15, che al costo di € 50,00 a metro cubo fa una cifra importante.
Inoltre per affrontare queste immersioni in circuito aperto devo configurarmi in maniera tale che perdo i vantaggi di un circuito aperto in termini di semplicità, perché devo fare dei cambi gas, portarmi diverse bombole accessorie ecc, ecc.
Questo modo di immergersi in circuito aperto, in immersioni profonde o con run time di 120 minuti non offre le medesime sicurezze che si avrebbero immergendosi con un rebreather.
Il rebreather nonostante la sua complessità alza enne volte la sicurezza in questo tipo di immersioni tanto che non ha più senso usare il circuito aperto.
In conclusione:
- Se si dovesse fare la puntatina e basta, l'aria è e rimane (fino a -60 metri) la scelta più economica, la più gettonata.
- Se si fanno immersioni che iniziano ad essere impegnative con tempi di fondo importanti perché 120 minuti di fondo (2 ore) a -60 metri è un immersione importante, il circuito chiuso offre maggiore sicurezza nonostante la sua complessità, rispetto al circuito aperto che comunque non è semplice come un octopus e comunque non offre in questi contesti la stessa sicurezza del circuito chiuso.
Un tempo non si aveva alternativa il circuito aperto era il solo sistema, i rebreather erano ancora attrezzature appannaggio di pochi spesso ancora in via di sviluppo, ma oggi, 2024, non si sono diffuse a tal punto che non ha senso non usarle in contesti simili.
Originariamente inviato da paolinus
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il fatto che ti sei trovato a fare run time più lunghi di chi in quelle occasioni usava il reb non vuol dire nulla.
E' oggettivo ed indiscutibile il fatto che il circuito chiuso batte in termini di tempo di immersione il circuito aperto.
In quelle occasioni quei subacquei non avevano interesse a stare di più per cui sono riemersi prima di te, ma se avessero voluto loro potevano rimanere i immersione per tempi che tu con il circuito aperto non puoi neanche pensare di fare.
Originariamente inviato da paolinus
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Ci sono dati alla mano.
Tutta l'esplorazione profonda oggi, 2024, è eseguita con il circuito chiuso.
Inoltre hai frainteso le mie parole, per colpa mia ed i limiti che ho nello spiegarmi, io non ho mai scritto che il circuito aperto è pericoloso.
No, vai a rileggere tutto.
Io dico che oggi, 2024, immersioni a -100 metri (a mero esempio) svolte in circuito chiuso si ha una sicurezza maggiore rispetto alla stessa immersioni svolta in circuito aperto.
Il circuito aperto non è diventato pericoloso, ma la sicurezza offerta dal circuito chiuso è maggiore perché il rebreather permette una gestione che in quei contesti aumenta la sicurezza, cosa che il circuito aperto non può fare.
Quindi puoi immergerti in circuito aperto con una buon grado di sicurezza questo non lo metto in discussione ma potendo scegliere in circuito chiuso la sicurezza in un contesto relativo ad immersioni importanti è maggiore e questo a me sembra altrettanto indiscutibile.
Originariamente inviato da paolinus
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Dire che il reb in determinati contesti (non sempre) offre una maggiore sicurezza rispetto al circuito chiuso non vuol dire che il circuito chiuso non va bene.
Funziona bene come sempre ma il reb offre maggiori sicurezze.
Originariamente inviato da paolinus
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Rana



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