Immersioni in Solitaria

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  • Immersioni in Solitaria

    Salve a tutti
    Riprendo un argomento a me in questo momento molto caro ( almeno nel mio caso mi ritrovo a pensare che anche nella subacquea vale in certi casi meglio soli che mal accompagnati )mi ritrovo molte volte per mancanza di amici a fare immersioni da solo in laghetto sui 20 metri ma vorrei sul Garda ampliare la mia esperienza in solitario
    accetto tutti i consigli, esperienze, aneddoti e altro senza nessun impegno ne responsabilità per immersioni anche profonde
    avevo letto diverse cose da altri ma ora non riesco a recuperale
    grazie se mi vorrete dare i vostri consigli e le vostre esperienze
    Claudio

  • #2
    In mancanza di compagnia non mi sono mai fatto problemi ad andare da solo.
    Ho sempre fatto immersioni in autonomia con il mio barchino e vivo il mare all' insegna della massima indipendenza.
    Uso solo aria e vado abbastanza fondo . Mi sento sicuro solo in compagnia di una stretta cerchia di amici e familiari e nel dubbio preferisco andare in solitario.
    Faccio quello che riesco a fare con un d10 o con un d12 senza pormi limiti di runtime ed in generale ponendomi pochi problemi in fatto di profondita'.
    Quando ho iniziato io era abbastanza normale immergersi in solitaria e fare immersioni con decompressione via via piu' impegnative all' aumentare dell' esperienza.
    Non ho mai avuto grossi problemi legati alla attrezzatura e mi sono sempre arrangiato senza dovere abortire l' immersione. Circa la narcosi, con il tempo mi sono autolimitato con l' obiettivo di mantenere sempre una situazione di comfort. Deve essere un divertimento.
    Cordialmente
    Paolo




    Paolo

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    • #3
      Grazie mille della risposta
      Io quando scendo da solo tengo il manifold chiuso e alterno la respirazione ogni 10 minuti per erogatore
      Ultimamente con qualche dolore alla spalla non riesco agevolmente alla arrivare alla rubinetteria
      Può essere un'alternativa ?

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      • #4
        Originariamente inviato da CLAUDIO62 Visualizza il messaggio
        Grazie mille della risposta
        Io quando scendo da solo tengo il manifold chiuso e alterno la respirazione ogni 10 minuti per erogatore
        Ultimamente con qualche dolore alla spalla non riesco agevolmente alla arrivare alla rubinetteria
        Può essere un'alternativa ?
        L'alternativa si chisma side mount.

        Cordialmente
        Rana

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        • #5
          Avendo grossi problemi articolari alla spalla destra ho montato sul d12 un controllo remoto del manifold, acquistato usato di occasione, che mi permette di agire rapidamente e senza fare movimenti per me impossibili.
          Tengo il manifold aperto un mezzo giro e cambio erogatore, come sempre, solo in base alle esigenze o preferenze del momento.
          In qualche modo ci si arrangia.
          Ciao
          Paolo
          Paolo

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          • #6
            Il sidemount sicuramente è la soluzione migliore, anche fuori dall'acqua riesci a frazionare benissimo il peso. Per quanto riguarda il manifold chiuso, non trovo bellissimo fare cambi erogatore a quote narconarcotiche. Personalmente, dovessi fare immersioni in solitaria, mi porterei una bella s40 o s80 caricata con un Nitrox respirabile in situazioni limite, anche sul fondo. Poi tutto dipende dalle immersioni che vai ad affrontare. Sicuramente in un lago, al freddo, oltre una certa profondità, lo considero un tuffo impegnativo e forse restare entro l'ndl, è sempre una buona idea

            SSI Decompression Diving

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            • #7
              Dovendo fare una lunga camminata in montagna, chi preferirebbe due borse a tracolla invece di uno zaino?
              Per dire: veramente vi trovate cosí bene con questo sidemount?
              A me piace abbastanza,ma credo che sia qualcosa nato con delle finalità e non la risposta a tutto. Credo anche che didattiche e produttori stiano lucrandoci di brutto. Gli uni predicando le meraviglie del sidemount a gente che magari non entrerà mai in una grotta, o che (escludendo chi ha esigenze specifiche, fisiche o relative al tipo di immersione) farebbe tutto con una 15 lt. Gli altri sfilando mucchietti di carte da 100 € per spingere attrezzature volutamente complicate... naturalmente sovracosto.
              ​​​​​
              CACCIATORI DI RETI FANTASMA

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              • #8
                Ciao Claudio
                Per quanto ami la compagnia spesso i miei tuffi sono in solitaria.
                Possiamo fare mille considerazioni e dire la nostra ma quando si è da soli abbiamo la necessità di risolvere le possibili problematiche in autonomia.
                Sperare che tutto vada sempre bene non sempre funziona.
                Quindi, e senza nessun pregiudizio, avere una ridondanza sulla miscela respiratoria lo trovo indispensabile e non considero efficace la chiusura del manifold del bibo se non si è ben addestrati a farlo ed a farlo in situazione di emergenza (che è un'altra cosa!).
                quindi, secondo me, sidemount e/o Bibo separato sono due buoni metodi per migliorare questo aspetto.
                Pure un bailout può essere decisivo per toglierci d'impiccio in situazioni scabrose.
                Poi, naturalmente, ogniuno sceglie, speriamo, consapevolmente la miglior soluzione per potersi divertire in sicurezza.
                Tita

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                • #9
                  Anche io vivo a Venezia
                  Poi ho riletto anche i tuoi messaggi del 2017 relativo a trim e altezza fascioni molto interessante
                  Ora scappo vado in laghetto
                  Grazie di tutto e a tutti
                  Claudio

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                  • #10
                    Andando ad aria una bombolina da 5 litri come bailout,secondo me, e' piu' che sufficiente
                    Poi dipende dai consumi individuali e dalle abitudini
                    Io tendo sempre ad allungare le mie immersioni soprattutto quando sono in risalita e non sono il migliore esempio da seguire se ci si basa sui dettami ufficiali
                    Infatti vado volentieri da solo
                    Ciao
                    Paolo
                    Paolo

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                    • #11
                      Ho letto con interesse gli interventi che avete fatto, mi permetto di condividere delle considerazioni mie che non vogliono avere il "valore" di verità ma solo condividere il mio personale punto di vista con tutti i pro ed i contro.

                      Io pratico l'immersione in solitaria e da qualche anno questa tipologia d'immersioni è la più praticata se escludiamo le immersioni didattiche.

                      La mia esperienza mi porta ritenere che chi esegue questo tipo di attività non si limita certo a -20 metri in curva di sicurezze.
                      Tra le persone che conosco e che praticano l'immersione in solitaria nessuno si è mai attenuto a questi limiti.
                      Diciamo (mi rendo conto di provocare un pochino) che se i problemi dell'immersione in solitaria sono visti attraverso il timore di oltrepassare i -20 metri o la curva di sicurezza forse il subacqueo non ha sufficiente esperienza per intraprendere l'immersione in solitaria.

                      Io amo fare un parallelo con l'apnea per far comprendere un aspetto fondamentale.
                      Nell'apnea per me non dovrebbe esistere l'immersione in solitaria perché nell'apnea anche se si fa tutto giusto non si può escludere la perdita di coscienza (lo svenimento o la sincope dell'apneista).
                      Con le bombole, potendo respirare, il problema non si pone, nel senso che possiamo escludere la perdita di coscienza, salvo alcune situazioni che possono comunque essere percepite prima che queste scatenino la perdita di coscienza o l black out.

                      Di fatto possiamo dire che la decompressione non è un problema, che non si perde lo stato di coscienza, rimane un solo vero e grosso problema.

                      Il problema vero è riuscire in ogni momento dell'immersione, qualsiasi cosa succeda a garantire sufficiente scorta di aria da respirare.
                      Se abbiamo aria a sufficienza, nessun problema, ogni cosa che dovesse succedere è gestibile.

                      I problemi nascono quando non abbiamo aria da respirare.
                      Questo vale anche quando ci si immerge in coppia ma in coppia c'è l'ara del compagno che da una maggiore garanzia.

                      La gestione dei rubinetti è per tanto vitale, soprattutto ed a maggior ragione se ci s'immerge in solitaria.

                      Per anni (posso dire più di due decenni) mi sono immerso con le bombole in spalla, prima il mono poi il bibo con il manifold.
                      Mai avuto "incidenti", nel senso che nelle mie immersioni in solitaria bene o male sono sempre riuscito a riemergere senza danni fisici, ma questo non vuol dire che non ho avuto problemi, problemi ne ho avuti, compreso rimanere senza aria e dover saltare una tappa di decompressione obbligatoria di 11 minuti a -3 metri (per fortuna senza nessun seguito patologico).

                      Nella mia esperienza ed alle quote che ho fatto ho maturato la convinzione che le bombole dietro la schiena non mi permettevano una gestione dei rubinetti corretta.
                      Questo non vuol dire che non ho modo di fare nulla se dovessi avere la necessità di agire sui rubinetti, dico che in queste condizioni devo fare delle manovre poco ortodosse, come per esempio: slacciare il ventrale e tirare in avanti il bibo o il mono.
                      Cosa che a -20 metri faccio senza il minimo del minimo problema ma che a -50 metri considero un'azione estrema che presenta dei rischi, trovandomi di fatto in zona narcotica e dovendo fare manovre che inevitabilmente comportano sforzi e cambio nella ventilazione.
                      Sono cosi folle da farlo ?
                      Si, penso anche di riuscirci, fosse anche che togliermi la bombola dalle spalle e portarla in avanti, ma è una magra consolazione soprattutto quando il passare degli anni ti porta a fare dei bilanci meno disinvolti.

                      Io sentivo di avere un "tallone di Achille", una falla nelle mie sicurezze, certo il manifold lo gestisco, certo male che vada chiuso quel mezzo giro del manifod salvo una bombola ed in qualche modo risalgo ma andando in solitaria sentivo ancora di non avere centrato la soluzione, tanto che portavo la bombola di fase che era la garanzia su tutto.

                      Il passaggio al side mount è stato illuminante.
                      Passaggio non semplice anzi molto difficile perché ero infinitamente formato all'uso delle bombole sulla schiena ed averle a lato era un cambio di paradigma stellare.
                      Ho faticato ma una cosa era chiara, con questa configurazione la gestione dei rubinetti era assoluta sin dalla prima immersione cosi configurato.
                      La cosa è stata cosi evidente da farmi superare la difficoltà di adattarmi a questa configurazione.

                      Questa è la sola scelta per l'immersione in solitaria ???

                      No, ritengo che non sai la sola scelta che si può fare ma ritengo che il "side mount" sia la configurazione più adatta a chi va in solitaria in aria anche se si possono fare altre scelte comunque valide.

                      In conclusione il concetto che mi preme mettere in evidenza in questo lungo intervento è il seguente:

                      A -20 metri, va bene tutto e si sa far tutto, gli skil sui rubinetti, ecc, ecc.
                      Ma .... a -50 metri ed oltre, in aria ... la certezza di riuscire a fare tutto a -20 metri non è una garanzia anzi ...

                      Nella mia esperienza in profondità in aria è buona regola non fare manovre particolari che portino il subacqueo a sforzi e variazioni nella respirazione.

                      Io so di poter fare il "matto" anche con un mono ed in qualche maniera cavarmela, ma questo fatto non rappresenta per me una condizione sufficiente, anzi ritengo che per passione, per il ruolo stesso come istruttore devo tendere a limare sempre di più ogni aspetto per mettere a fuoco la sicurezza e riuscire a risolvere con eleganza e semplicità ogni situazione anche in profondità e da solo.

                      Invito pertanto in generale, dato che il tred ha come scopo fornire riflessioni sull'immersione in solitaria, a fare un analisi, la più obbiettiva possibile, alla domanda: se a -50 metri in solitaria ci si dovesse trovare a gestire i rubinetti per risolvere un problema come ci si verrebbe a trovare e soprattutto ho modo e maniera di migliorare questo aspetto che è il cardine della sicurezza - avere sempre aria per fare tutto e risolvere tutto.

                      Sono consapevole che oggettivamente ed obbiettivamente valutati tutti gli aspetti si può scegliere di continuare ad usare il bibo con il manifold, vuoi con una prolunga, vuoi con l'uso della decompressiva che funga da fonte d'aria alternativa ecc, ecc. garantendo un grado di sicurezza buono ma per affermare questo bisogna che ognuno sia obbiettivo con se stesso, consapevole che fare a -20 metri non vuol dire riuscire a fare a -50 e/o oltre, che bisogna tendere a manovre semplici, che richiedano poco sforzo, e certe.

                      In ultimo:
                      l cambio erogatore non deve essere un problema anche in zona narcotica, in zona narcotica vanno limitate tutte le azioni che comportano uno sforzo, uno stress, in tal senso per me due decompressive (come più volte affermato) non servono e costituiscono solo un ingombro ergo stress, ma ci sono cose che si devono saper fare comunque e bene, aspetti che se non si sanno fare o comportano un rischio non accettabile determinano un invalidità a fare questo tipo di attività.

                      Il cambio erogatore e lo svuotamento maschera sono aspetti che si danno per scontati ma che in profondità non lo sono, senza considerare che per la loro natura queste manovre devono poter essere eseguite sempre e comunque.

                      Possono sembrare banalità ma soprattutto un cambio maschera a -50 metri non è una cosa cosi scontata ma che va prevista e che deve essere provata anche a quelle quote, perché se si prova solo a -20 metri c'è il rischio reale di bloccarsi a -50 metri.

                      Se questi aspetti non sono ben chiari e certi, il subacqueo non si può muovere in solitaria ma necessita sempre di un compagno che lo assista.

                      Quando un subacqueo sa gestire i rubinetti, i cambi erogatori, lo svuotamento maschera, appronta una configurazione ridondante che prenda in esame anche un ipotetico guasto catastrofico al primario, il tutto con un minimo di eleganza e semplicità (senza passare attraverso barocche contorsioni e gesti) è nelle condizioni, sempre se lo desidera e se gli piace fare questa attività, d'iniziare a muoversi anche in solitaria.

                      Ben sapendo che l'immersione in solitaria non rende subacquei più bravi, perché richiese aspetti e sensibilità che un subacqueo deve o dovrebbe sviluppare a prescindere se fa o non fa questo genere di immersioni, che se al contrario si sviluppano in solitaria rappresentano un grande rischio perché vuol dire che il subacqueo non è consapevole di quello che fa e lo fa andando a tentoni con l'esperienza che man mano acquisisce e questo è pericoloso.

                      Cordialmente
                      Rana

























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                      • #12
                        Secondo me, per l'immersione in solitaria, è meglio il bibo con manifold. Però si deve essere in grado di manovrarlo appena aperto, così come i rubinetti laterali.
                        Le bombole separate o il side mount sono equivalenti: se un erogatore decide di non funzionare più, ti resta solo l'altra bombola; quindi regola dei "terzi" rigorosissima" se non anche dei "quarti".
                        Per quanto riguarda la respirazione alternata delle bombole separate, quando usavo questo sistema, cambiavo gli erogatori ogni 3'. Uscivo precisissimo come scorta di gas, quasi come avere il manifold aperto.
                        Alcune volte ho visto anche bombole rovesciate (rubinetti in basso), ma immagino che manovrare il manifold in quella posizione sia più complicato che dietro la testa; non le ho mai provate, però.
                        Niente di quello che ho scritto è vero, sono uno che dice sempre bugie.

                        cit: "meno male che c'e' qualcuno che ha la scienza e sa come van fatte le cose..."

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                        • #13
                          Lorescuba
                          Come ho scritto prima io non sono cosi' rigoroso con i terzi o i quarti e spesso esco con poca aria
                          Non sono mai rimasto senza, non ho mai saltato una tappa di decompressione ma ho sempre avanzato poca aria. Per scelta.
                          Soprattutto con il d10 ma mi sono applicato anche con il d12 per lo piu' in solitaria
                          ​​​​​​Vecchie abitudini difficili da modificare.
                          Cordialmente
                          Paolo
                          Paolo

                          Commenta


                          • #14
                            Originariamente inviato da Lorescuba Visualizza il messaggio
                            Le bombole separate o il side mount sono equivalenti: se un erogatore decide di non funzionare più, ti resta solo l'altra bombola; quindi regola dei "terzi" rigorosissima" se non anche dei "quarti".
                            Ciao Lorescuba.
                            Grazie per il tuo intervento ma io non condivido questo tuo passaggio.

                            Dal punto di vista della gestione rubinetti e della ridondanza in funzione a problemi agli erogatori la configurazione "side Mount" non è equivalente al bibo con il manifold, è decisamente più funzionale sotto questi punti di vista.
                            E' il bibo ad essere in difetto sotto questo punti di vista rispetto alla configurazione "side Mount", questo a parità di allenamento sicuramente necessario per entrambe le configurazioni.

                            Concordo che l'allenamento è condizione indiscutibile al di la delle scelte, senza un necessario e certo addestramento e pratica fine dei discorsi nulla è garantito.

                            Tornando al "side Mount" rispondo al tuo esempio:
                            "se un erogatore decide di non funzionare più, ti resta solo l'altra bombola"

                            Questo non è vero per il bibo, se e ripeto se si sa agire sui rubinetti un erogatore che sia andato in erogazione continua si può isolare e poi riaprendo il manifold si può anche recuperare l'aria della bombola a cui è attaccato l'erogatore malfunzionante.

                            Con il "side mount" l'ultimo dei problemi è un erogatore in continua, basta chiudere il rubinetto e poi fare una semplice manovra: quando s'inspira si apre il rubinetto, quando si espira si chiude il rubinetto in questa maniera si sfrutta comunque l'aria della bombola con il problema.
                            La differenza sta proprio nel fatto che i rubinetti sono cosi a portata di mano che la cosa è fattibile con facilità, ovviamente premettendo l'adeguato addestramento.
                            In "side mount" si è perfino in grado anche di scambiarli gli erogatori tanto sono a portata di mano.

                            In side mount le bombole sono separate e costituiscono due gruppi ara perfettamente funzionanti ed indipendenti, cosa che il manifold non riesce a fare perché il il tallone d'Achille è la presenza del manifol stesso, una perdita sul manifold e ...... fine dei discorsi o il subacqueo ha una bombola di fase o rimane senza aria, senza poter far più nulla di nulla.
                            Non capita è rarissimo, cosi raro da escluderlo ?!?!...
                            Benissimo va bene se accettate la scommessa.

                            Ogni sistema ha i suoi pro e contro e a questo non fa difetto neanche la configurazione "side mount" che ha le sue criticità ma la gestione dei rubinetti in configurazione "side munt" è oggettivamente la più efficace possibile rispetto a tutti gli altri sistemi.

                            Poi si può accettare anche il bibo con il manifold, il bibo rovesciato, il bibo separato ecc, ecc, ecc, ecc, ....
                            Sicuramente con l'addestramento e l'adeguata preparazione possono essere sistemi comunque validi, su questo non discuto ma se parliamo di gestione dei rubinetti nessuna di queste configurazioni può uguagliare l'efficienza del "side munt".
                            In "side mount" i rubinetti sono davanti, li puoi vedere e raggiungere comodamente potendo gestirli al meglio del meglio.

                            Cordialmente
                            Rana

                            Commenta


                            • #15
                              RANA
                              Ti sei innamorato del sidemount
                              Mi fa piacere leggere il tuo riscontro positivo e mi fai venire voglia di provare. Ultimamente le mie ginocchia mi suggeriscono di usare raramente il mio amato d12 e in sidemount avrei risolto alla grande
                              Con simpatia
                              Paolo
                              Paolo

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