Sondaggio da sub a sub

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  • #16
    Tonnetto
    Ho gia' risposto ma in aggiunta bisogna specificare che
    se viene rilasciato
    un brevetto di bidet diver e' perche' esiste un bidet diver instructor
    Ciao
    Paolo
    Paolo

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    • #17
      Tonnetto è bello sapere che certe "cose" esistono e resistono!
      CACCIATORI DI RETI FANTASMA

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      • #18
        Originariamente inviato da paolo55 Visualizza il messaggio
        Tonnetto
        un brevetto di bidet diver e' perche' esiste un bidet diver instructor
        In realtà, e se ho capito il tuo commento, è proprio l'aspetto "bidet" aspetto che invece viene spesso recriminato agli istruttori federali, ovvero quello di essere spesso considerati "istruttori da piscina", e non guide da mare.

        Questo perché molto spesso, è quello che sono... ovvero gente che non si immerge spesso... e far principalmente immersioni di corso...

        Poi per carità, ci sono eccezioni ma sui grandi numeri così è... ergo anche la grande famiglia federale su certi aspetti ha da imparare... detto ciò io son un gran sostenitore degli esercizi in piscina...


        Il mio stesso istruttore storico quando iniziai a parlargli di un mio interesse verso la subacquea profonda mi sconsiglio di restare sotto l'ala federale, ma di andare verso chi quel tipo di immersioni le pratica vita, natural, durante... e non solo per far corsi...
        Ultima modifica di Tonnetto; 27-09-2022, 17:01.
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        • #19
          Tonnetto
          Non vorrei che tu mi avessi frainteso. Trovo la attivita' in piscina formativa come la attivita' in acque libere. Sono diversi aspetti della formazione che hanno pari dignita' e contribuiscono ala bagaglio tecnico di ogni sub.
          Mi riferivo alle osservazioni di blu dive relative alla demonizzazione della decompressione ed alle competenze dei sub in circolazione che si limitano a fare spesso immersioni "bidet", tutti in fila e guai a volere fare diversamente.
          Brevettati con tanti plastichini che poi, in pratica, limitano enormemente il loro campo di azione quando sono in acqua.
          Circa le tue aspirazioni ad immersioni a quote piu' profonde non credo sia una questione di didattica quanto di motivazioni personali. Per le immersioni avanzate ad aria, che sono quelle che io pratico e prediligo, ho imparato principalmente da sub formati in federazione ma penso sia una cosa legata ai casi della vita ed alle persone che ti capita di incontrare. Da un certo punto in poi ognuno acquisisce le sue abilita' e le utilizza nel modo che meglio preferisce e ritiene piu' congeniali.
          L' importante e' trovarsi in acqua liberi da vincoli di qualunque genere.
          Per me e' stato determinante incontrare, fresco di corsi padi, un amico fraterno istruttore dei vigili del fuoco e qualche profondista solitario di livello per me inarrivabile con cui ho avuto il privilegio di immergermi. Per il resto e' stata tutta attivita' autonoma con mezzi indipendenti seguendo con gradualita' la passione per il mare.
          Vedi quella che ritieni sia la via da seguire e vai liberamente in quella direzione.
          Cordialmente
          Paolo

          Paolo

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          • #20
            Aggiungo la mia opinione.

            Concordo con chi dice che ci sono aspetti che sono ormai trascurati dai corsi, quali assetto e pesata, ma io aggiungerei anche la pinneggiata e la respirazione e, ad abbundatiam, anche un poco di maggiore conoscenza e consapevolezza della propria attrezzatura (del tipo come è fatto un erogatore o un gav, come funziona, come si ispeziona, come si fanno i piccoli interventi di manutenzione, etc).

            La realtà è che si tratta di tutte cose che richiedono tempo e applicazione, elementi che, come ha sottolineato Rana, sono in antitesi con l'attuale richiesta del mercato che richiede "tutto e subito". Ma è davvero così?

            Me lo domando guardando alla mia esperienza personale e a quelle di altri a me note. E' vero, la gran parte dei sub statisticamente vuole un brevetto veloce, da spendere nelle 5 o 6 immersioni all'anno che fa in estate o al massimo nella vacanza esotica a vedere i pescetti colorati. Ma c'è una fascia di sub, numericamente inferiore ma che a livello di spesa potenziale in termini di rinnovo di attrezzatura, numero di immersioni annue e richiesta di formazione qualificata potrebbe (uso il condizionale) avere un peso commerciale di rilievo. Si tratta di una moltiplicazione (q.tà di sub * spesa media) nella quale la rilevanza dei due fattori coinvolti nella moltiplicazione può essere diversa ma portare ad un risultato non dico equivalente, ma vicino negli ordini di grandezza.

            Non sono di certo ricco e nemmeno benestante e debbo provvedere a una serie di spese che vengono prima della subacquea (casa e famiglia innanzitutto, ma anche lavoro inteso come necessità di formazione e investimenti per la mia professione) ma il mio budget annuale per le immersioni credo sia comunque "interessante". Ebbene, devo ammettere che quando ho cercato formazione di qualità, necessaria prima a rafforzare la conoscenza di base della subacquea ricreativa e poi a prendere i primi brevetti tecnici, ho incontrato non poche difficoltà, nonostante la mia propensione a sacrificare magari tre ore di sonno per essere al molo alle 8 di mattino e tornare a casa prima di pranzo per stare infine con la famiglia nel week-end dopo aver fatto le immersioni di corso o di allenamento, in qualunque stagione dell'anno.

            Con non poca fatica ho infine trovato persone a cui affidarmi, ma la sensazione è spesso quella di stare dentro un ambiente dove vicino a dei validi professionisti (intesi non come persone che si dedicano solo alla subacquea, ma che lo fanno con approccio professionale) vi sia una pletora di improvvisati pasticcioni o furbacchioni, che abbassa lo standard e che, giocoforza, costringe anche chi vorrebbe approcciare seriamente all'insegnamento a qualche compromesso o scorciatoia, con il risultato che troppo spesso si respira aria di approssimazione, sòle (intese alla romana, come fregature) dietro ogni angolo e quella sensazione di avere a che fare con situazioni poco serie.

            E' chiaro dunque che in questo modo il livello si abbassa. Parliamoci chiaramente, non è un problema solo della subacquea ma in generale interessa un po' tutte le professioni (ne so qualcosa) dove la deregolamentazione o la regolamentazione di facciata (gli ordini professionali sono ormai delle scuse per tenere in piedi alcuni piccoli ed arcaici privilegi per pochi paraculati) fanno sì che la spinta al prezzo più basso non riesca a far stare bene sul mercato chi vuole erogare qualità, sebbene ci sia chi è disposto a pagarla.

            Grande pippone, scusatemi.

            Ciao
            “Call me Ishmael. Some years ago - never mind how long precisely - having little or no money in my purse, and nothing particular to interest me on shore, I thought I would sail about a little and see the watery part of the world."

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            • #21
              Se affronti il tema della manutenzione della attrezzatura significa che sei proprietario della attrezzatura che usi e desideri risolvere in autonomia i piccoli problemi che inevitabilmente si presentano quando c'e' di mezzo acqua salata
              Basta trovarsi in una isola minore per capire la differenza fra fare le ferie o rovinarsi le ferie a causa di un guasto non sempre banale.
              A questo punto sei gia' avanti e vivi la subacquea come una passione costante e non come una attivita' sporadica
              Purtroppo vige il sistema di dovere far fare o di sostituire e se tu non la pensi cosi' devi affidarti agli insegnamenti di amici che hanno imparato ed ai filmati che trovi in rete
              Una volta era normale arrangiarsi, molto piu' di adesso
              Per un soggiorno in una isola minore priva di assistenza io parto con attrezzatura ridondante ed una grossa scatola di attrezzi e ricambi ed ogni volta succwdw qualcosa
              Ma io sono malato di bricolage
              Cordialmente
              Paolo

              Paolo

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              • #22
                Originariamente inviato da paolo55 Visualizza il messaggio
                bludive
                Grazie. Fornisci una spiegazione convincente anche se abbastanza triste quando parli di istruttori.
                Cordialmente
                Paolo
                se è a questo che ti riferisci:
                "1) c'è uno zoccolo duro di istruttori che, mi spiace dirlo, la decompressione proprio non l'hanno capita, neanche le basi. Ciò che non si capisce fa paura e le paure, anche se inconsce, si trasmettono."

                basta vedere i settaggi ad minchiam che hanno sui loro shearwater nuovi nuovi, o, peggio, lo stupore quando si trovano a gestire minuti di decompressione (a mio personalissimo avviso pure questi ad minchiam) dati da computer ricreativi.

                In buona sostanza: quando vedo, da parte di una guida o un istruttore, che la gestione della deco, con un 15 lt sulle spalle e max 40m, è un problema ogni qual volta non si possa seguire pedissequamente il computer, ho gli attacchi di urticaria.
                www.bludivecenter.com

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                • #23
                  Ti credo. E' sicuramente come dici tu.
                  Ciao
                  Paolo
                  Paolo

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                  • #24
                    A parere mio il corso Open andrebbe affrontato in maniera più solida. Premetto che venivo dalla pesca subacquea, se pur svolta a livello "ricreativo). Nel mio corso Open ho affrontato molte cose, che successivamente ho rivisto nel Rescue(nuotare con bombola sotto il braccio, andare solamente con una pinna, chiusura della bombola, ecc). Parlando con altri sub, molte di queste cose non le hanno affrontate, e dubito che poi vengano riprese nell'advance.
                    Altra nota dolente dell'adv, è proprio la superficialità del corso, quattro-cinque immersioni e liberi tutti...
                    Deep, a parere mio inutile se non viene spiegata un minimo la decompressione obbligatoria, quantomeno simulata, dato che a 35-40m sappiamo tutti benissimo che è facile sforare un po'.
                    Nitrox, anche qui ci sarebbe da parlarne un po', è venduto come la morte una volta sforata la ppO2 di 1.4. Il Nitrox usato come miscela di fondo si ricollega direttamente ad un buon assetto. I diving tendono a fornire miscele già pronte per il sito da visitare, vuoi per praticità, vuoi per questioni assicurative, ma lo scopo del corso è quello di scegliere la percentuale di ossigeno più giusta possibile secondo la nostra pianificazione.

                    Mi è capitato di visitare un relitto appoggiato sul fondale di 40m, volevo un Ean30...consideravo di non raspare sul fondale e tenermi sui 35m...mi è stato detto che per quel sito, il diving forniva solo ed esclusivamente ean28. Accettato volentieri per limitare il fuori curva, pianificato intorno ai 5min.

                    Forse era meglio quando esistevano meno brevetti e un po' più di sostanza...
                    PADI Deep+Nitrox+Rescue SSI Decompression Diving

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                    • #25
                      Quando non c'erano tutti questi nitrox e nemmeno i computer ti insegnavano a fare tutto con ean21 orologio profondimetro e tabelle
                      Senza tante menate sulle immersioni fuori curva i cui profili erano conseguenza di scelte individuali e di percorsi di crescita
                      Usiamol le tecnologie e sfruttiamo il progresso ma a me sembra che si sia tornati indietro sommersi da assurde menate mentali
                      Ciao
                      Paolo

                      Paolo

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                      • #26
                        Se dopo una pressione parziale di 1.4 ci fosse la morte io ti scriverei dall'aldila'
                        Ciao
                        Paolo
                        Paolo

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                        • #27
                          Originariamente inviato da paolo55 Visualizza il messaggio
                          ...e nemmeno i computer ti insegnavano a fare tutto con ean21 orologio profondimetro e tabelle...

                          ....
                          Ciao
                          Paolo
                          Poi ci sono io povero come la merda che mi son fatto questa...alla facciaccia dei vari perdix e ratio
                          IMG_20220930_155128.jpg
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                          • #28
                            Avevo le tabelle della technisub in tasca a mo di portafortuna anche se usavo due computer e le ho perse allo scoglio di pietrabona al Giglio
                            Le ho cercate e ricercate ma non sono stato capace di ritrovarle
                            Complimenti per le tue.
                            Cordialmente
                            Paolo
                            Paolo

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                            • #29
                              Da istruttore non più praticante l'insegnamento:
                              1) la qualità degli istruttori in circolazione è drasticamente calata, in modo inversamente proporzionale al numero di istruttori.
                              2) La qualità e la motivazione degli allievi è drasticamente calata nel tempo. Ora tutti vogliono fare qualsiasi brevetto in 4 giorni.
                              3) non si rispettano più gli standard di un tempo per cui per passare da un livello ad un altro era necessario fare un certo numero di immersioni certificate: ho appena visto AOWD con le sole immersioni dei corsi sul log book.
                              Niente di quello che ho scritto è vero, sono uno che dice sempre bugie.

                              cit: "meno male che c'e' qualcuno che ha la scienza e sa come van fatte le cose..."

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                              • #30
                                Siamo nella fase del todos caballeros
                                Paolo
                                Paolo

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