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  • Originariamente inviato da Lorescuba Visualizza il messaggio
    Invece non ho letto commenti in merito all'utilizzo del ceiling al posto della tappe deco in caso di esaurimento aria. E' una stronzata o vi è scappato?
    Se segui esattamente il "profilo" del ceiling certamente qualcosa lo tagli, ma non tutti i cpu ti danno il ceiling purtroppo...ecco perchè non è stato menzionato...penso.
    Buone bolle a tutti!!!
    http://4th-dimension.detidecosystem.com/

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    • Originariamente inviato da Lorescuba Visualizza il messaggio
      Invece non ho letto commenti in merito all'utilizzo del ceiling al posto della tappe deco in caso di esaurimento aria. E' una stronzata o vi è scappato?
      "ceiling" e "floor"

      Il cieling coincide con la quota della tappa di decompressione, per esempio se risalendo dal fondo la prima tappa che devo fare è a -9 metri.
      I -9 metri costituisce il ceiling di quel momento dell'immersione, fatta la tappa a -9 passo a quella a -6 questo vuol dire che dopo la tappa dei -9 il ceiling si è alzato a -6.

      La tappa di decompressione è la quota limite che chiamiamo ceiling, oltre la quale entriamo nella zona patologica della mia decompressione, quella in cui rischio la PDD.

      Per questo secondo me non si parla di ceiling.

      Cordialmente
      Rana

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      • Originariamente inviato da firer84 Visualizza il messaggio
        Se segui esattamente il "profilo" del ceiling certamente qualcosa lo tagli, ma non tutti i cpu ti danno il ceiling purtroppo...ecco perchè non è stato menzionato...penso.
        Correggetemi se sbaglio o spiegatemi la dove non ho capito ma il ceiling è la quota della tappa.
        Superare la quota della tappa vuol dire andare sopra il ceiling, quindi esporre il tessuto pilota ad un valore M superiore a quanto previsto, quindi portarlo in una zona critica.

        Non possiamo avere un ceiling a -3 ed una tappa a -9, ragion per cui affidandoci al ceiling posso risalire più in alto della tappa.

        Se ho una tappa anche a -9, questa tappa c'è perché il tessuto pilota, quello che in quel momento comanda la mia decompressione ha raggiunto il "ceiling" ossia la quota in cui la tensione del tessuto coincide con il valore M massimo sopportabile.

        Cordialmente
        Rana

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        • Originariamente inviato da AngeloFarina Visualizza il messaggio

          Ho fatto tutte le tappe regolari. Alla fine dell'ultima tappa a 3m, sono risalito quando avrei dovuto fare ancora 2 minuti. Ma nel bibo di aria non ce n'era proprio piu'...
          Comunqie tagliare di 2 minuti una deco di 40 minuti non e' poi cosi' pericoloso. L'immersione era ben lontana dall'essere quadrata, ma con le tabelle si considera il tempo totale, da quando si lascia la superficie a quando si arriva a 9 metri, come se tutto sto tempo fosse trascorso alla massina profondita', a cui invece sono rimasto meno di 5 minuti.
          Quindi in realta' la deco era abbondantemente sovrastimata, ed infatti, pur avendola accorciata di 2 minuti, non mi e' successo nulla.
          Comunque, tornando alla domanda iniziale, io ho accorciato la tappa finale dei 3 metri, dopo aver fatto come da tabella le tappe dei 9m e dei 6m.
          Grazie Angelo,
          mi avevano già fatto notare che avevo mal capito quello che avevi scritto.
          Ora mi è chiaro.

          Cordialmente
          Rana

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          • Originariamente inviato da RANA Visualizza il messaggio

            Correggetemi se sbaglio o spiegatemi la dove non ho capito ma il ceiling è la quota della tappa.
            Superare la quota della tappa vuol dire andare sopra il ceiling, quindi esporre il tessuto pilota ad un valore M superiore a quanto previsto, quindi portarlo in una zona critica.

            Non possiamo avere un ceiling a -3 ed una tappa a -9, ragion per cui affidandoci al ceiling posso risalire più in alto della tappa.

            Se ho una tappa anche a -9, questa tappa c'è perché il tessuto pilota, quello che in quel momento comanda la mia decompressione ha raggiunto il "ceiling" ossia la quota in cui la tensione del tessuto coincide con il valore M massimo sopportabile.

            Cordialmente
            Rana
            Tecnicamente il ceiling è quella quota alla quale sei minore o uguale al gradient factor rispetto al valore M.
            Per semplicità facciamo finta che ci sia solo il GF High
            Supponiamo tu arrivi alla quota dove sei esattamente al GF. Man mano che passa il tempo la quantità di inerte diminuisce e tu sei più "in sicurezza" del GF. Se salissi qualche cm torneresti di nuovo a sfiorare il GF ripristinando il differenziale di pressione tra pressione ambiente e l'inerte nel tuo corpo, ottimizzando, quindi, la fuoriuscita di quest'ultimo.
            Non tutti i computer sono in grado di darti il ceiling effettivo. Ad esempio, quelli che si limitano a implementare una tabella senza calcolare, non possono - ti dicono solo a che quota è impostato il ceiling secondo tabella, fino al momento in cui puoi spostarti alla quota successiva che diventerà il tuo nuovo ceiling.
            Un computer che effettivamente calcola può, invece, darti il ceiling corrente e si può seguire la curva al cm. (posto di esserne capaci).
            Se avessi molto più tempo potrei fare molte più cose.
            L'ottimista pensa che viviamo nel migliore dei mondi possibili, il pessimista teme che sia vero.

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            • Ciao Angelo.
              La pausa nella ventilazione è sempre stato un argomento molto dibattuto.
              Io non pretendo di avere la verità in mano.
              Io ammetto che mi trovo meglio non fare la pausa anche se questo "non fare" non è del tutto vero, mi spiego:

              Originariamente inviato da AngeloFarina Visualizza il messaggio
              Anche qui si puo' fare di meglio..Infatti e' certamente utile svuotare bene i polmoni per eliminare tutta la CO2. Ma per massimizzare gli scambi alveolari, conviene avere per quanto piu' tempo possibile un flusso diffusivo elevato.
              Il flusso e' proporzionale sia alla supetficie di scambio, sia alla differenza di pressione di ciascun gas ai due lati della membrana alveolare.
              E la superficie di scambio e' massima a polmoni pieni.
              Quello che stai dicendo è vero, nella fase di massima inspirazione si ha l'estensione massima della superficie alveolare.
              Premesso questo il ritengo che lo scambio gassoso sia veloce per cui non c'è la necessità di mantenere estesa questa superficie.

              Io non faccio pause nel senso che non le faccio lunghe come tu hai indicato (5 secondi), ma ammetto che in inspirazione faccio una micro pausa di uno o due secondi massimo.
              Un secondo, barra due massimo è il tempo che mi serve per "osservare" la mia respirazione.
              Espiro al massimo, inspiro lentamente per osservare di arrivare al massimo inspiro poi un secondo di osservazione e nuovamente il ciclo si ripete.

              Io ritengo che questi tempi sono più che sufficienti per fare avvenire correttamente gli scambi soprattutto quello della CO2.

              Originariamente inviato da AngeloFarina Visualizza il messaggio
              Per cui conviene fare delle pause inspiratorie di alcuni secondi fra l'inspirazione e l'espirazione. Cosi' facendo si favorisce al massino l'eliminazione della CO2.
              Questo fatto era evidentissimo usando l'ARO: chi non faceva una respirazione lenta, profonda, e con pausa inspiratoria di almeno 5s, usciva con un mal di testa terribile da accumulo di CO2...
              Anch'io ho avuto la fortuna di fare il corso A.R.O., il corso l'ho fatto usando un "pendolare" che per sua natura aumento lo spazio morto anatomico (di fatto lo raddoppia).
              A me non veniva mal di testa se respiravo profondamente e senza pause.
              Era la lunghezza del respiro a salvarmi dal mal di testa e non la frequenza, se aumentava la frequenza, si accorciava la lunghezza del respiro ed avendo uno spazio morto anatomico raddoppiato in lunghezza si entrava nell'aspirale dell'affanno.

              Il tuo discorso sulla CO2 a me non convince (questo non vuol dire che non puoi aver ragione, non sono un medico pertanto non pretendo di affermare il "vero") semplicemente perché facendo iperventilazione che è una respirazione veloce e senza pause si ha un repentino abbassamento della CO2 che si percepisce fisicamente con formicolii e giramenti di testa (abbassando la CO2 andiamo a variare il Ph del sangue e questo interferisce subito con il sistema nervoso).

              La CO2 è un gas che regola la ventilazione, deve essere mantenuto basso ma non del tutto eliminato.
              C'è una forma di svenimento per ipocapnia ossia per un eccessivo abbassamento della CO2, la CO2 è necessaria perché contribuisce all'effetto "Bor" che fa si che l'emoglobina rilasci le sue molecole di ossigeno.
              Nel momento in cui io vado ad abbassare eccessivamente la CO2 il sangue non rilascia O2 e questo porta alla perdita di coscienza.
              Inoltre la CO2 è ciò che ci permette di sopportare ambienti ipobarici come l'alta quota in cui c'è minore pressione di O2.
              La corretta forma di ventilazione è quella che un tempo si chiamava "decarbonizzazione" ossia una respirazione lenta ma profonda senza pause.
              Decarbonizzando si mantiene regolare la CO2.
              Sott'acqua non abbiamo il problema dell'ipocapnia perché produciamo CO2 e la nostra ventilazione tende a rallentare e tutto questo fa si che non possiamo entrare in uno stato ipocapnico.
              Ma abbiamo il problema dell'iperossia.
              La pausa di 5 secondi rallenta la ventilazione e questo causa ritenzione di CO2.

              Ovviamente penso subacquei come te (mi permetto di darti questo credito) hanno e sanno respirare correttamente, ossia comunque fanno respiri molto profondi, è questo il motivo per cui la pausa sembra non avere effetti negativi, inoltre sempre subacquei della tua esperienza hanno imparato ad ottimizzare gli forzi ergo producono meno CO2, altro motivo per cui la pausa non evidenzia le criticità.

              Il problema che mediamente i subacquei non sanno respirare per nulla, non sanno nulla del respiro anche se lo fanno costantemente per vivere.
              Cosi moltissimi ventilano in un modo sbagliato poco profondo, con frequenze alte, non hanno mai sentito parlare di volumi polmonari, di capacità vitale, di volumi residui ecc, ecc.
              In questo contesto la pausa è deleteria aggiunge problemi ai problemi.

              Questa è la mia opinione, io personalmente preferisco estendere la ventilazione sia nell'inspiro che soprattutto nell'espiro (fase molto più importante), lavorare sulla capacità vitale, le pause per me sono marginali e funzionali ma sempre molto corte uno o al limite due secondi.

              Io come istruttore sono contrario alla pausa perché le persone non sanno respirare, siccome parto da questa opinione la pausa è per me non adatta.

              Tutto questo mi porta a ritenere che la pausa è un qualcosa da non fare o al limite adatta a chi ha la tecnica e la consapevolezza per saperla usare in un certo modo.

              Detto tutto questo io non voglio entrare in polemica con te, trovo corretto confrontarmi con te, i tuoi interventi mi spingono a riflettere e a capire anche gli aspetti meno certi delle mie convinzioni.
              Penso che tu sei un bravissimo subacqueo con una straordinaria cultura subacquea.

              Cordialmente
              Rana

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              • Originariamente inviato da Alastar Visualizza il messaggio
                Tecnicamente il ceiling è quella quota alla quale sei minore o uguale al gradient factor rispetto al valore M.
                Per semplicità facciamo finta che ci sia solo il GF High
                Supponiamo tu arrivi alla quota dove sei esattamente al GF. Man mano che passa il tempo la quantità di inerte diminuisce e tu sei più "in sicurezza" del GF. Se salissi qualche cm torneresti di nuovo a sfiorare il GF ripristinando il differenziale di pressione tra pressione ambiente e l'inerte nel tuo corpo, ottimizzando, quindi, la fuoriuscita di quest'ultimo.
                Non tutti i computer sono in grado di darti il ceiling effettivo. Ad esempio, quelli che si limitano a implementare una tabella senza calcolare, non possono - ti dicono solo a che quota è impostato il ceiling secondo tabella, fino al momento in cui puoi spostarti alla quota successiva che diventerà il tuo nuovo ceiling.
                Un computer che effettivamente calcola può, invece, darti il ceiling corrente e si può seguire la curva al cm. (posto di esserne capaci).


                Se consideriamo i GF non discuto, quello che dici è inappuntabile e grazie per averlo fatto notare.

                Detto questo condivido la frase finale (posto di esserne capaci).

                Nel senso che nella situazione con cui ho aperto la discussione, secondo me non si ha tempo ed anche presenza di spirito per fare questo tipo di analisi della propria decompressione.
                Ragion per cui si deve ragionare per schemi semplici.


                Rana

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                • Il vecchio orca edge forniva sempre il ceiling sulla base del suo algoritmo e capitava di vedere decompressioni a 1 metro. Aladin alla fine faceva fare gli stessi tempi in modo differente. Uno strumento avanti con i tempi gia' trenta anni fa.
                  Cordialmente
                  Paolo
                  Paolo

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                  • Originariamente inviato da RANA Visualizza il messaggio

                    Correggetemi se sbaglio o spiegatemi la dove non ho capito ma il ceiling è la quota della tappa.
                    Superare la quota della tappa vuol dire andare sopra il ceiling, quindi esporre il tessuto pilota ad un valore M superiore a quanto previsto, quindi portarlo in una zona critica.

                    Non possiamo avere un ceiling a -3 ed una tappa a -9, ragion per cui affidandoci al ceiling posso risalire più in alto della tappa.

                    Se ho una tappa anche a -9, questa tappa c'è perché il tessuto pilota, quello che in quel momento comanda la mia decompressione ha raggiunto il "ceiling" ossia la quota in cui la tensione del tessuto coincide con il valore M massimo sopportabile.

                    Cordialmente
                    Rana
                    In effetti la mia era una risposta tirata via...Alastar l'ha spiegata meglio, ma prima di darti la mia risposta conclusiva (oltre al fattore GF) devo avere delle info da chi ne sa più di me in fatto di CCR, so che il discorso sembri off topic rispetto alla tua domanda, ma penso che possa aver innescato il ragionamento di Lorenzo (oltre ai GF).
                    Buone bolle a tutti!!!
                    http://4th-dimension.detidecosystem.com/

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                    • Originariamente inviato da RANA Visualizza il messaggio
                      Io come istruttore sono contrario alla pausa perché le persone non sanno respirare, siccome parto da questa opinione la pausa è per me non adatta.
                      Anche io come istruttore non ho mai insegnato ai miei allievi a fare pause di 5s. Esattamente per il motivo che dici, tu. Non sanno controllare la respirazione, si fissano sulla pausa anzichè sull'usare l'intera capacità vitale, svuotando bene i polmoni per espellere tutta la CO2. Insegnare la pausa in un corso di primo grado è assolutamente deleterio...
                      Quindi la pausa di 5s è una sorta di "segreto per iniziati", che non va spiegato agli allievi, almeno non all'inizio, ma solo quando sono arrivati ad un buon livello di autocontrollo. Ma ti garantisco che l'efficacia della pausa inspiratoria in termini di eliminazione della CO2 è reale, ed infatti veniva utilizzata da alcuni apneisti "da record" negli anni '80 per la decarbonizzazione prima dell'immersione.
                      Tuttavia è vero che una eccessiva decarbonizzazione rende poi la successiva apnea più pericolosa, perchè avendo poca CO2 non si innescano alcuni meccanismi "protettivi" e dunque è più facile finire in sincope. Fattosta' che negli attuali corsi di apnea profonda queste tecniche di decarbonizzazione estrema non vengono più insegnate.
                      Di fatto la tecnica di respirazione che imparammo da giovani a Nervi con l'ARO, ormai, non ha più molto senso: i moderni rebreather non sono più pendolari, ed hanno filtri che assorbono la CO2 con molta più efficacia dei nostri vecchi Aro Cressi 57B.
                      Ed anche nell'immerisone con ARA, visto il generalizzato uso di GAV efficaci ed a basso attrito fluidodinamico, e di pinne estremeamente efficienti, non capita più di faticare come bestie, come succedeva un tempo per mantenere l'assetto e muoversi.
                      Il fatto che non sia più necessario respirare in questo mdo, però, non nega il fatto che fosse il modo più efficente. E dunque chi lo ha imparato allora non ha alcun motivo per smettere di farlo, anche se ovviamente non val più la pena di stressare gli allievi per mesi in psicina con l'ARO per impararlo...

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                      • Quello che dicevo del ceiling è che in emergenza posso "costruirlo" per tentare di avvicinarmi prima possibile alla tappa successiva.
                        Cerco di spiegarmi meglio:
                        se devo fare 3' a 9 metri, normalmente aspetto i 3' e quando il computer segnala che il tempo è passato, risalgo alla tappa successiva a circa 9m/min (ci metto 20" per arrivare a 6 metri); nel frattempo il computer sta già calcolando il tempo deco alla tappa dei 6 metri (magari allungandolo finchè non ci arrivo).
                        Per "usare il ceiling invece intendo (sempre nell'emergenza di origine):
                        Dopo 1' a 9 metri, risalgo a 8 metri; dopo un altro minuto risalgo a 7 metri e alla fine del terzo minuto risalgo a 6 metri.
                        In sostanza, divido il tempo /3 e quando scade risalgo di 1 m.

                        Questo fino alla sosta dei 3 metri, dove esaurisco la bombola (potrei anche spostarmi a 2 m ad un certo punto se le condizioni lo consentono).

                        I computer che calcolano il ceiling infatti non mostrano la classica decompressione a tappe ma la quota massima da non superare, che è molto dinamica.
                        Niente di quello che ho scritto è vero, sono uno che dice sempre bugie.

                        cit: "meno male che c'e' qualcuno che ha la scienza e sa come van fatte le cose..."

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                        • Originariamente inviato da Lorescuba Visualizza il messaggio
                          Quello che dicevo del ceiling è che in emergenza posso "costruirlo" per tentare di avvicinarmi prima possibile alla tappa successiva.
                          Cerco di spiegarmi meglio:
                          se devo fare 3' a 9 metri, normalmente aspetto i 3' e quando il computer segnala che il tempo è passato, risalgo alla tappa successiva a circa 9m/min (ci metto 20" per arrivare a 6 metri); nel frattempo il computer sta già calcolando il tempo deco alla tappa dei 6 metri (magari allungandolo finchè non ci arrivo).
                          Per "usare il ceiling invece intendo (sempre nell'emergenza di origine):
                          Dopo 1' a 9 metri, risalgo a 8 metri; dopo un altro minuto risalgo a 7 metri e alla fine del terzo minuto risalgo a 6 metri.
                          In sostanza, divido il tempo /3 e quando scade risalgo di 1 m.

                          Questo fino alla sosta dei 3 metri, dove esaurisco la bombola (potrei anche spostarmi a 2 m ad un certo punto se le condizioni lo consentono).

                          I computer che calcolano il ceiling infatti non mostrano la classica decompressione a tappe ma la quota massima da non superare, che è molto dinamica.
                          Pensavo intendessi...il ceiling è 12, volo a 12, il ceiling si sposta a 9, volo a 9 e cosi fino a 3...tralasciando i 9 metri al min...mmm..... sinceramente io faccio così sempre...
                          Buone bolle a tutti!!!
                          http://4th-dimension.detidecosystem.com/

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                          • Ciao Angelo, mi è piaciuto molto leggere questo tuo intervento.

                            Originariamente inviato da AngeloFarina Visualizza il messaggio
                            la pausa di 5s è una sorta di "segreto per iniziati"
                            Mi ha fatto sorridere l'espressione "segreto per iniziati" perché quando ero giovane se usavano una tale espressione avrebbero scatenato in me l'assoluta volontà di provare e fare (ero una nota testa calda, della serie se lo fanno gli altri lo posso fare anch'io)

                            Detto questo capisco lo spirito con cui l'hai detto e condivido.

                            La respirazione, saper ventilare correttamente, essere consapevole in ogni momento di come si sta respirando, accorgersi quanto il respiro si modifica, modificarlo ed adattarlo alle necessità .....
                            Tutto questo richiede un insieme di conoscenze teoriche su come e perché si deve respirare unito ad un lungo e costante lavoro di addestramento per imparare ad estendere il respiro - imparando a sfruttare tutta la "cilindrata" che la natura ci ha donato.

                            Ognuno di noi ha un peculiare volume polmonare, questo non può aumentare perché i polmoni non sono muscoli che si possono sviluppare con l'allenamento, ma .... normalmente non sfruttiamo tutto il volume (poco o tanto) che la natura ci ha concesso perché non abbiamo consapevolezza di come respiriamo.

                            Non conosciamo neanche la postura corretta per respirare, non percepiamo i muscoli che usiamo per espandere e comprimere la cassa toracica, non sappiamo neanche la scomposizione del respiro (diaframmatico, intercostale, clavicolare) tutto questo fa si che di tutto lo spazio polmonare che in teoria abbiamo, quello che chiamiamo "capacità vitale" ossia la sola parte che movimentiamo sia meno di quanto potremmo fare.

                            In queste condizioni la pausa è un problema, perché comunque il soggetto lavora lasciando dentro i propri polmoni una grande quantità di "aria" che non subisce il ricambio.
                            Qua il discorso si espande, immaginate di avere un secchio con acqua sporca, immaginate di dover scaricare l'acqua sporca e di riempirlo di acqua pulita.
                            Se non vuotate il secchio completamente parte dell'acqua sporca andrà a contaminare l'acqua pulita alla fine l'acqua pulita avrà solo reso meno sporco il secchio ma comunque sporco.
                            I nostri polmoni non possono scaricare tutto il volume di gas contenuto, una parte rimane sempre (volume residuo) ma se a questa ci aggiungiamo una grande parte d'aria che non scarichiamo perché non sappiamo usare correttamente i nostri polmoni ci troviamo che la quantità di aria pulita che riusciamo a mandare nei polmoni è minore e per giunta si troverà diluita in un residuo maggiore che porta ad un eccesso di gas di scarico (CO2).

                            Prima di poter parlare dell'uso delle pause e dei loro vantaggi presunti bisogna essere sicuri che il soggetto sia in grado di pulire correttamente i suoi polmoni, condizione senza la quale qualsiasi pausa non farebbe altro che apportare problemi su problemi a prescindere da qualsiasi altra considerazione in merito.

                            Originariamente inviato da AngeloFarina Visualizza il messaggio
                            Di fatto la tecnica di respirazione che imparammo da giovani a Nervi con l'ARO, ormai, non ha più molto senso: i moderni rebreather non sono più pendolari, ed hanno filtri che assorbono la CO2 con molta più efficacia dei nostri vecchi Aro Cressi 57B.
                            Oso spingermi in un settore dove non ho nessuna esperienza pratica (i reb) ma permettimi di dire che ancora oggi il vero e proprio "tallone di Achille" dei moderni rebreather è il "canister" ossia il filtro della CO2, è li che nascono i veri e propri problemi.
                            Con esso ovviamente bisogna tirare in ballo anche il materiale filtrante che non è cosi pacifico anche nella sua conservazione.
                            Insomma la CO2 rimane ancora oggi un problema importante.

                            Originariamente inviato da AngeloFarina Visualizza il messaggio
                            Ed anche nell'immerisone con ARA, visto il generalizzato uso di GAV efficaci ed a basso attrito fluidodinamico, e di pinne estremeamente efficienti, non capita più di faticare come bestie, come succedeva un tempo per mantenere l'assetto e muoversi.


                            Qui mi sento tirato in ballo.
                            La tecnica "no gav", se ben eseguita non apporta un maggiore stress fisico al subacqueo di questo ne sono certo al 1000%, ma anche se imparare correttamente il "no gav" non è una cosa difficile, richiede un minimo di addestramento, bisogna insistere e macinare un po d'acqua come si usa dire diciamo che non è una cosa "pert a porter" fatta a mangiata, tutto e subito.

                            Nella subacquea moderna tutto questo viene visto come "estremo" solo perché ormai nei corsi la cura dell'acquaticità è solamente accennata quando va bene.

                            Nel contesto attuale togliere il gav vuol dire impedire al 98% (la percentuale del 98 è perché oggi mi sento buono) di andare sott'acqua perché con la pesata che hanno non si tratterebbe di aumentare lo sforzo ma sarebbe semplicemente impossibile.

                            Finisco con il ribadire un concetto secondo me fondamentale ma che ancora sfugge a molti, se si esegue correttamente la tecnica "no gav" la ventilazione non viene minimamente ingessata, non si usano i polmoni al posto del gav ingessando la respirazione, no, nulla di tutto questo, si mantiene in ogni momento la capacità di ventilare secondo l'esigenza metabolica del fisico.

                            Ma, caro Angelo e tu lo sai, parafrasando una celebre frase del film "Blade Runner":
                            "tutto questo andrà perduto come lacrime nella pioggia"

                            Se non iniziamo a diffondere le corrette informazioni su una tecnica passata che per me rappresenta un importante modernità in un mondo ormai lontano dall'acquaticità.

                            Originariamente inviato da AngeloFarina Visualizza il messaggio
                            Il fatto che non sia più necessario respirare in questo mdo, però, non nega il fatto che fosse il modo più efficente. E dunque chi lo ha imparato allora non ha alcun motivo per smettere di farlo, anche se ovviamente non val più la pena di stressare gli allievi per mesi in psicina con l'ARO per impararlo...
                            Io ammetto che rimangono in me delle forti remore sulla pausa, ma questo è dovuto al mio percorso subacqueo ed al fatto che alcuni aspetti si sono radicalizzati nel mio modo di andare sott'acqua.
                            Premesso questo, non posso che condividere con te questo pensiero.
                            In passato abbiamo avuto le prime scuole subacquee al mondo ed anche le migliori al mondo, a Nervi venivano dall'America per fare i corsi di subacquea.
                            Avevamo medici, tecnici, abbiamo introdotto attrezzature, tecniche ...
                            Pensare che questo passato di esperienze non abbia valore è il grande errore storico che la subacquea italiana ha fatto e che sta pagando.

                            Un saluto con stima.
                            Cordialmente
                            Rana

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                            • firer84

                              Pensavo intendessi...il ceiling è 12, volo a 12, il ceiling si sposta a 9, volo a 9 e cosi fino a 3...tralasciando i 9 metri al min...mmm..... sinceramente io faccio così sempre...


                              12,9,6,3 sono tutti ceiling rappresentati secondo la metodologia delle tabelle decompressive
                              Se ti fermi a 13,10,7,4 va bene e non serve scattare come una molla facendo magari suonare il computer. Si puo' fare con calma e spensieratezza curiosando in giro o magari controllando le ancore
                              Perche' non rispettare la velocita' di risalita in deco? A mio avviso e' piu' importante rispettarla in deco che quando si va molto fondo per le risalite dalle quote piu' fonde a quote comunque fonde dove posso salire a 20 metri a minuto.
                              Ma comunque se non ci sono problemi e tutto e' sotto controllo perche' correre?
                              La deco, tanta o poca, fa parte della immersione e non c'e' ragione di modificare il proprio comportamento. Goditela, puo' essere un'altra immersione.
                              Cordialmente
                              Paolo
                              Paolo

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                              • Non è che volo su a molla, diciamo che non ci stò poi così attento ai 9 metri spaccati, che solitamente rispetto inconsapevolmente, vado semplicemente a limite ceiling.
                                Buone bolle a tutti!!!
                                http://4th-dimension.detidecosystem.com/

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