Allenamento e forma fisica ideale per immersioni in trimix

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  • pirla di turno
    ha risposto
    Originariamente inviato da Livio Cortese Visualizza il messaggio
    pirla di turno : ti ringrazio, è un cognome non sempre facile da…mantenere…!! :-D prendo appunti e integro con esercizi che faccio già (flessioni, trazioni, plank) . Training autogeno, perché no...non pratico da tanto, mi trovavo meglio con pratiche più yogiche ma la via è quella comunque.
    Hai detto bene, la via è quella però per poterne avere i maggiori benefici prima bisognerebbe avere l'esperienza relativa a quello che si dovrebbe, o vorrebbe, focalizzare e allenare con la mente. altro esercizio " a secco" molto utile è, sarebbe, il ripassare mnemonicamente tutte le fasi dell'immersione ... ma va da sè che prima bisognerebbe averne fatta almeno una ...
    ribadendo che niente può allenare e preparare come " il fare " stesso, cioè andare in acqua il più possibile, in poche parole l'esperienza ... che si acquisice col tempo ( non ci sono scorciatoie ) e che fuori dalle immersioni ogni altra attività fisica, alternata tra quella più squisitamente aerobica e quella anaerobica, porta beneficio ( secondo il mio modesto parere e esperienza, a parte andare in acqua quello che serve di più fuori sono le sedute di palestra per irnforzare i gruppi muscolari carenti, ma sipratutto il nuoto a ritmi medio elevati e protratto per nin emno di mezz'ora, mglio un'ora, 2 volte a settimana ), in questi tempi di forzato fermo tra le mure domestiche tutto fa brodo, ma i 2 esercizi per le gambe e addominali, ponti, alzate, schiena e spalle possono contribuire a non farci arrivare molli alla ripresa. arriverà prima o poi.

    A casa si puà fare molto con poco.

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  • paolinus
    ha risposto
    Originariamente inviato da Livio Cortese Visualizza il messaggio
    paolinus : comprendo…e tutte queste cose, a secco sono un po’ sacrificate, ma qualcosa si può fare
    Certo, avere delle risposte ti tranquillizza tanto sulla terraferma quanto in acqua!
    Sampe : sai che è tanto che non vado? Stando sempre in acqua è tutto un desaturare…purtroppo sono i giorni sbagliati, ma ci sta tutto…anche per ripulirsi i polmoni dall’aria di città.
    cesare : buono a sapersi che nelle immersioni da riva la corrente non crea problemi…magari !! Certo, in corrente E in libera è peggio, ma anche farsi (che so) 45’ a -6 a bandiera appesi al fondo non è una poesia!
    pirla di turno : ti ringrazio, è un cognome non sempre facile da…mantenere…!! :-D prendo appunti e integro con esercizi che faccio già (flessioni, trazioni, plank) . Training autogeno, perché no...non pratico da tanto, mi trovavo meglio con pratiche più yogiche ma la via è quella comunque.
    Non avevo capito che volessi fare allenamento ora.
    Ora io mi alleno su YouTube.

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  • Livio Cortese
    ha risposto
    paolinus : comprendo…e tutte queste cose, a secco sono un po’ sacrificate, ma qualcosa si può fare
    Certo, avere delle risposte ti tranquillizza tanto sulla terraferma quanto in acqua!
    Sampe : sai che è tanto che non vado? Stando sempre in acqua è tutto un desaturare…purtroppo sono i giorni sbagliati, ma ci sta tutto…anche per ripulirsi i polmoni dall’aria di città.
    cesare : buono a sapersi che nelle immersioni da riva la corrente non crea problemi…magari !! Certo, in corrente E in libera è peggio, ma anche farsi (che so) 45’ a -6 a bandiera appesi al fondo non è una poesia!
    pirla di turno : ti ringrazio, è un cognome non sempre facile da…mantenere…!! :-D prendo appunti e integro con esercizi che faccio già (flessioni, trazioni, plank) . Training autogeno, perché no...non pratico da tanto, mi trovavo meglio con pratiche più yogiche ma la via è quella comunque.

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  • cesare
    ha risposto
    sono professore in stronzologia e scienze confuse….trovo interessante la tua tesi alberto…..io scherzo, però tu ribatti a un professionista con argomentazioni un po' poco sostenibili...sarai tu il professore che insegna al rettore?

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  • pirla di turno
    ha risposto
    Scusate se intervengo e dico la mia, ma Livio Cortese ( Cortese di nome e di fatto ... per quanto mi riguarda non conoscendolo di persona, ma solo per quello da lui scritto che leggo sul forum ), chiedeva "consilgi" solo e soltanto per l'allenamento fisico fine a se stesso, tutto il resto tralasciando :

    Originariamente inviato da Livio Cortese Visualizza il messaggio
    Buongiorno a tutti.
    Avevo iniziato l'anno col proposito (compatibilmente con le necessità della vita quotidiana) di istruirmi nell'uso delle miscele trimix: obiettivo, nel giro di un anno/un anno e mezzo, un paio di siti intorno ai 100 metri di quota o poco oltre.
    Ora tutta 'sta situazione sta imponendo una sosta, speriamo non troppo lunga.
    Però volevo approfittarne per domandarvi (tralasciando i discorsi secolari su configurazioni, quanto elio, quanto ossigeno, ecc.) :
    secondo voi qual è l'allenamento fisico ideale per affrontare questo genere di immersioni?

    Quali gli esercizi più adatti in termini di acquaticità?
    Quali in termini di forza e resistenza?
    Quali in termini di destrezza e prontezza psico-fisica?

    Grazie.

    Ribadito il concetto, nessuno ovviamente vuole "impedire" l' , secondo me, ribadito il concetto che niente può "allenarti" come " il fare " ... ( quindi pienamnete d'accordo con Lorescuba e sopratutto paolinus ... e ci aggiungerei anche un bel trainig autogeno, oltre all'allenamento vero e prprio al fare, cioè la memoria muscolare e un certo periodo minimo prima di arrivare a "il fare" ...) e considerato il momento contingente di autoisolamento ( quindi difficilmente Livio Cortese potrà andare a fare le camminate in montagna, così come il nuoto a ritmi medio/elevati e per un tempo minimo di mezz'ora, meglio 1 ora, continuativo ... unico vero allenamento complementare al "fare" ), io mi sentirei di consigliargli, adesso e tanto per non stare a far niente a casa ..., di fare se possibile corse e scatti se dispone di ampio giardino, se vive in zona "defilata" da un qualsivoglia centro città, abbinate, certo, a degli "step", ma sopratutto ( adesso che non si può andare in acqua che resta sempre il solo e unico allenamento propedeutico al "fare" ) a dei " leg extension " e dei " leg curl " casalinghi facilmente approntabili : seduto sul tavolo di casa ( o altro ...basta che i talloni non tocchino terra ) e con pinne "tecniche" ai piedi ( così da allenare anche le caviglie ed avere un certo peso e leva per meglio allenare la mucolatura relativa, in questo caso il quadricipite femorale ) eseguire con una certa lentezza, non esasperata, il movimento proprio del " leg extension " con la giusta respirazione ( dopo un lieve riscaldamento che potrebbe anche essere una " corsetta sul posto " di 5' ) per 2/3 serie da 15 ripetizioni per volta. a questo dovrebbe seguire, magari alternando le serie, la stessa procedura con i "leg curl" che se non si riesce a fare sul tavolo di casa si possono fare su un lettino tenendosi con le mani sul telaio dellettino stesso. Questo perchè, ogni altra considerazione esclusa, questi sono i muscoli, o gruppi muscolari, più "sollecitati" nelle immersioni tecniche, sopratutto quelle ihn Trimix carichi di bombole come dei somari ( e in questo caso si può parlare di "sport" anche per la visione che ha dello stesso l'amico paolo55 ).

    Oltre alle gambe ci sono anche, e sopratutto, la schiena e le spalle, oltre alla mente, da tenere allenati se si vogliono fare certe immersioni, se interessa dico la mia.

    Fermo restando che prima di arrivare a fare immersioni a 100 metri in trimix come Dio comanda, sopratutto partendo da immersioni fatte solo con un bibo sulle spalle e tutt'al più una piccola stage apprresso, ci vuole del tempo e del sudore.


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  • Albertosixsix
    ha risposto
    Originariamente inviato da cesare Visualizza il messaggio
    le immersioni da terra non hanno problemi di contrasto alla corrente…..semplicemente fai lo scalatore subacqueo, ventre al suolo tutto sgonfio e arranchi con le mani anche con 4 stage….in libera ti liberi, ma come già scritto in altro post il problema non è il fluttuare nel blu. il problema è il barcaiolo che devi avere sopra la testa e le navi che ti frullano…..accendiamo bludive….albertosix rimandato
    Promuovi e rimandi sei un professore
    da me c’è un modo di dire ... chi sa fà; chi non sa insegna . Bravo prof
    Ultima modifica di Albertosixsix; 30-03-2020, 20:08.

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  • cesare
    ha risposto
    le immersioni da terra non hanno problemi di contrasto alla corrente…..semplicemente fai lo scalatore subacqueo, ventre al suolo tutto sgonfio e arranchi con le mani anche con 4 stage….in libera ti liberi, ma come già scritto in altro post il problema non è il fluttuare nel blu. il problema è il barcaiolo che devi avere sopra la testa e le navi che ti frullano…..accendiamo bludive….albertosix rimandato

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  • blu dive
    ha risposto
    Originariamente inviato da Albertosixsix Visualizza il messaggio

    Non è questione di logistica . Nello Stretto di Messina molti tuffi impegnativi si fanno da terra e quindi non hai nessuna logistica neppure di m... come dici tu

    Albertosix, stai girando intorno alla questione, se fai un tuffo impegnativo (anche da terra) e il rischio di corrente è elevato ti organizzi.
    Sono sufficienti un piccolo battello o, almeno, una persona a terra che conosce il piano d'immersione e sa se e come avvisare chi di dovere.
    In questo modo una eventuale deco in libera non si tramuta in un incubo o in una maratona.

    Se queste cose non ci sono la logistica è di me..a: c'è poco da ciurlare sulla questione.

    Poi, come già detto, se non si può, va bene lo stesso accettando una maggiore percentuale di rischio, a sua volta attenuata dalla buona conoscenza del luogo, che, non ho dubbi, avete.

    Non so come la stai prendendo, ma la mia non è una critica: è una constatazione di come funzionano le cose.
    Tutti nelle nostre attività dobbiamo fare una "media" di fattibilità/rischio, non mi permetterei mai di valutare la vostra, non conoscendovi e non conoscendo i posti.

    Sicuramente esiste un'organizzazione logistica migliore del "speriamo che me la cavo", se poi non è applicabile per altri fattori, questo non rientra in ciò che mi è dato sapere.
    Ultima modifica di blu dive; 30-03-2020, 22:53.

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  • Sampe
    ha risposto
    Livio Cortese per forza e resistenza vai a camminare in montagna se puoi

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  • Albertosixsix
    ha risposto
    Originariamente inviato da blu dive Visualizza il messaggio

    be' alla fine mi dai ragione: avevi una logistica di me..a

    Scherzo, io non c'ero e non lo so.

    Però, in posti dove la corrente è una variabile importante, non può essere un problema dover fare la deco in corrente, altrimenti c'è un problema logistico: questo era il concetto, niente di più, non è questione di chi ce l'ha più forte.

    Se poi non si hanno i mezzi (e questo lo posso capire) per avere il supporto adeguato ad un certo tipo di immersioni allora: o non si fanno oppure si accettano i rischi.
    Anche questo lo posso capire, non è che la cosa mi sia estranea o susciti in me particolare disappunto.

    Ma alla fine di un tuffo "serio", con in spalla un'attrezzatura "seria", non possono dover essere le gambe a tirarti fuori dai guai (anche se aiuta).

    Non è questione di logistica . Nello Stretto di Messina molti tuffi impegnativi si fanno da terra e quindi non hai nessuna logistica neppure di m... come dici tu

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  • blu dive
    ha risposto
    Originariamente inviato da Albertosixsix Visualizza il messaggio
    Io mi ci sono trovato con 30 litri sulle spalle e 3 decompressive dietro e l’unica soluzione è andare in corrente facendo decompressione in libera e ti assicuro non è affatto bello perché ti ritrovi in mezzo al mare a km di distanza dal punto di immersione e in queste condizioni non c’è forma fisica che tenga , devi solo avere cuore forte per non farti venire un infarto dalla paura
    be' alla fine mi dai ragione: avevi una logistica di me..a

    Scherzo, io non c'ero e non lo so.

    Però, in posti dove la corrente è una variabile importante, non può essere un problema dover fare la deco in corrente, altrimenti c'è un problema logistico: questo era il concetto, niente di più, non è questione di chi ce l'ha più forte.

    Se poi non si hanno i mezzi (e questo lo posso capire) per avere il supporto adeguato ad un certo tipo di immersioni allora: o non si fanno oppure si accettano i rischi.
    Anche questo lo posso capire, non è che la cosa mi sia estranea o susciti in me particolare disappunto.

    Ma alla fine di un tuffo "serio", con in spalla un'attrezzatura "seria", non possono dover essere le gambe a tirarti fuori dai guai (anche se aiuta).


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  • paolinus
    ha risposto
    La corrente siamo tutti d'accordo non la contrasti.
    Ho fatto immersione con bibo e 3 stage neache con gli scooter si avanzava.
    ​​​​​​
    Più che allenarsi fisicamente che attenzione non guasta, bisogna allenare la mente.
    Mi spiego, bisogna cercare di fare in modo che se dovesse capitare di fare una risalita in libera anche da 80mt non sia un problema, non sia un problema lanciare un pallone in libera e fare due ore di deco, nel blu, bisogna abituarsi a gestire failure alla attrezzature e saperci mettere mano in acqua e alla svelta.
    Quindi in una sola parola, fare esperienze, diverse non sempre nel solito posto o nel solito relitto dove si gioca in casa.
    Se vai per mare spesso, le cose capitano e piano piano il mestiere entra così come esperienza.
    Il cervello memorizza, sa che hai già fatto e lo potrai rifare, non è nuovo.

    Allenarsi, allenare la memoria muscolare di come gestire equipaggiamenti pesanti, Sgancia, aggancia, chiudi, apri, bibo 3 stage, scooter, tutto deve essere automatico e n confidenza, perché tutto aiuta e in emergenza la testa è il cervello sono la cosa da gestire, ma la gestione attrezzature deve essere automatica.
    Insomma se facciamo un immersione a 100mt devo avere una risposta o quasi ad ogni situazione

    Rimango a piedi con lo scooter, svuoto una stage, non trovo piu la cima di risalita, arrivo sul fondo non c'è il relitto...
    Se ho risposte a questi quesiti, la mia immersione sulla carta mi da moolta più sicurezza.
    Baci e buona quarantena
    Ultima modifica di paolinus; 30-03-2020, 01:20.

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  • Livio Cortese
    ha risposto
    E come no, Alberto...primi 2019 e corrente discensionale, verso il fondo e verso il largo
    ma purtroppo un'uscita del genere mi è accaduta nel 2017 anche davanti Acicastello (con la costa minuscola in lontananza) . E' stato per un errore personale, fuori non c'era corrente come a capo Peloro, ma la strizza ci fu XD .

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  • Albertosixsix
    ha risposto
    Livio Cortese non dubito che
    blu dive nelle bocche di Bonifacio sia abituato alle correnti , ma nello stretto di Messina si uniscono due mari con temperatura, salinità e densità molto diverse tra loro e danno vita a imprevedibili scenari . Ti ricordi come una delle prime volte che siamo andati insieme a capo peloro, nonostante noi due non siamo degli sprovveduti, benché le tavole dessero pausa di stanca, ci siamo trovati in una piena di scendente che siamo dovuti tornare tenendoci dai massi sul fondo .
    Tutto questo per dire che fai bene a mettere in conto di trovarsi in corrente e dover fronteggiare il tutto .
    Io mi ci sono trovato con 30 litri sulle spalle e 3 decompressive dietro e l’unica soluzione è andare in corrente facendo decompressione in libera e ti assicuro non è affatto bello perché ti ritrovi in mezzo al mare a km di distanza dal punto di immersione e in queste condizioni non c’è forma fisica che tenga , devi solo avere cuore forte per non farti venire un infarto dalla paura

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  • Livio Cortese
    ha risposto
    Lorescuba valuto di arrivare al trimix e a certi posti nel 2020-2021 con alle spalle 19 anni piuttosto intensi di subacquea dalla ricreativa alla tecnica, con aria compressa per gas di fondo e nitrox e/o ossigeno in deco.
    (E qualche dubbio non smetto di averlo in ogni caso.)
    Certamente, partire da zero e arrivare "lì" in neanche due anni sarebbe quasi un suicidio. Mi fai ricordare di quel medico americano che voleva fare i -370m, mi pare nel 2016, dopo un 400 tuffi in tutto...gli è andata particolarmente male. Oppure il "classico" della famiglia Rouse nei primi anni '90. No no, decisamente non ho bruciato le tappe. Vediamo come andrà l'allenamento in casa...non tanto per una questione di spazi, quanto perché personalmente questa situazione un po' mi scazza...sentimento credo condiviso da molti.
    blu dive non dico tuffarsi col correntone disumano, ma mi prospettavo una di quelle situazioni complicate nelle quali bisogna far fronte a 2-3 variabili diverse. Quindi: il subacqueo con idrodinamicità già penalizzata, compagno in difficoltà, risalita magari nel blu...e arriva pure la corrente selvaggia. Non sempre si ha la barca o l'equipe di assistenza, non sempre ci si può fidare degli assistenti...ma forse esagero? E si, alla fine l'allenamento migliore resta in immersione.
    Albertosixsix penso che blu dive nelle Bocche di Bonifacio se la veda più o meno come noi sullo Stretto... azz, qui intanto mi sogno la Bowesfield e altri posti...!!!
    paolo55 da tutto questo verremo fuori, dobbiamo poterne venir fuori.
    Lo step, perché no...ho una casa piena di gradini :-D ...pazienza!! In acqua io credo facciamo cose simili, da quel che ho letto. Certe volte mi porto anteriormente una 7 lt di ossigeno per trattarmi un po' meglio in deco, ma in effetti preferisco gestire solo uno "zaino" posteriore, attualmente un 10+10 a 230 che mi sa è giunto ai suoi limiti!

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