Cose che fanno paura: il mono con l’octopussy

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  • Stavolta col cavolo che quoto, prima sono impazzito npole
    L'errore, statisticamente, è sempre potenzialmente possibile. Le cause possono essere le più diverse. Ridurre la probabilità che si verifichi un errore significa comprendere l'errore stesso e ciò che lo causa. Oggi le attrezzature hanno un grado di affidabilità molto elevato, se mantenute correttamente, su questo penso che siamo tutti d'accordo. Quindi sostanzialmente non resta che lavorare sull'errore umano.
    Ti ho citato la povera Audrey proprio perché, purtroppo, il suo è un palese caso di errore causato dalla superficialità, non sua beninteso.
    Insegnare la responsabilità ai futuri subacquei, verso se stessi e verso i compagni, penso che sia la strada migliore per ridurre le probabilità che si verifichi un problema. Cambiare una procedura di sicurezza con altre, solo perché questa non viene attuata, non è una soluzione accettabile. È spostare l'oggetto del problema da A a B. Ma il problema in sé permane.
    Se invece si insegna non solo la procedura ma anche la responsabilità che da essa deriva, se la si fa comprendere e sentire, il problema si riduce notevolmente perché la procedura verrà seguita con maggior adesione. Non importa se la ridondanza è attuata da un bombolino di scorta o dal tuo compagno di immersione, l'importante è che sia attuata nel modo giusto.
    È vero che siamo esseri umani, ma sappiamo apprendere

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    • Guardate che con più attrezzature si scende più problemi possono capitare! Per tuffi un po’ impegnativi si scende con bibo e due deco. Nel caso si aggiunge pure una stage. Ma tutto questo non è che non produce ogni tanto problemi. Non si può caricare così un principiante. Le deco le devi tenere in pressione ma chiuse. Le apri quando le usi. Il bibo o lo sai usare o non aumenta di molto la sicurezza. I gas switch bisogna saperli fare nel modo corretto. I compagni di immersione sono la vera sicurezza anche in quel caso. Con chi fai i controlli? Con chi pianifichi? Almeno due teste sono meglio di una...

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      • Ciao blu dive, no non è il mio caso, il mio manifold è chiuso, solitamente o lo apro e lo chiudo per compensare la pressione (raro) o lo tengo chiuso e respiro 20 dal primario e 20 dal secondario (in grotta è sempre così), per me il sistema di coppia è molto importante, la frusta lunga del primario la uso eccome e si serve per donare aria al compagno in difficoltà, ma si viaggia gomito a gomito, molte volte si scende in più persone, fiducia reciproca, ma qui si parla di immersioni tecniche (che non è il caso del post). Io nel mio ultimo messaggio intendevo una sitazione prettamente ricreativa con l'utilizzo di un mono con solo un octopus, dove magari sei in vacanza in culo ai lupi e fai coppia con uno sconosciuto magari che non parla la tua lingua, che non ha la tua scuola di pensiero e che la notte prima ha litigato con la moglie e al momento odia il mondo.
        Buone bolle a tutti!!!
        http://4th-dimension.detidecosystem.com/

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        • Originariamente inviato da firer84 Visualizza il messaggio
          Ciao blu dive...fai coppia con uno sconosciuto magari che non parla la tua lingua, che non ha la tua scuola di pensiero e che la notte prima ha litigato con la moglie e al momento odia il mondo.
          scusa ma in questo caso se non erro questa persona non dovrebbe andare in acqua o sbaglio?

          per quanto mi riguarda avete tutti ragione nel senso che pur essendo un estimatore del sistema di coppia comunque noto delle lacune che però non vengono dalla teoria, ma da chi la mette in pratica. Anche a me è capitato di dover fare immersioni con subacquei non proprio attenti al sistema di coppia fortunatamente senza conseguenze, nonostante il briefing pre immersione, ma al ritorno in barca l'ho fatto sempre presente ed il tuffo successivo è stato decisamente diverso. Detto ciò mi viene da dire che la ridondanza però non annulla i pericoli, forse potrebbe raddoppiarli ... diciamo che sono scelte che uno fa alla base di questa attività che comunque è sicura se fatta come si dovrebbe. Ovvio che se ci si tuffa alla buona pensando di essere dei supereroi, allora si è gia nei guai a prescindere dall'equipaggiamento o dal compagno.

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          • Ciao Npole.

            Originariamente inviato da npole Visualizza il messaggio
            Non so quante immersioni tu abbia fatto, ma prova a ricordarle, e immagina che io ti chiuda la bombola in un qualsiasi momento di una qualsiasi di quelle immersioni, senza ovviamente che tu lo sappia in anticipo... adesso, puoi onestamente dirmi che in ogni frangente di ognuna di quelle situazioni, tu avresti avuto l'octopus del compagno a portata di mano, o comunque ad una distanza tale da rendere agevole il suo utilizzo, considerando il fatto che non si tratterebbe di una simulazione ma di una situazione reale dove stai effettivamente rischiando la tua vita e che quindi, in quel frangente, presumibilmente non sarai la persona più calma del mondo.
            Se hai il minimo dubbio che in certi casi, effettivamente, non saresti stato in grado di raggiungere la tua (sua) fonte d'aria alternativa, per "colpa" tua o sua non fa differenza, allora ti renderai conto che certi limiti esistono eccome.
            Proviamo un attimino a contestualizzare la situazione.
            ​Se parliamo d'immersioni avanzate, immersioni in ambiente narcotico (oltre -40 metri), fuori curva, quanto sostieni è vero, tanto che nei corsi d'immersione avanzata in aria insegniamo ad usare una F.A.A. - (di fatto una decompressiva in ean 50).
            Condivido che in questo contesto dovendo considerare anche l'evento più catastrofico come per esempio un blocco in chiusura dell'erogatore (evento statisticamente irrilevante nel senso che statistica alla mano un erogatore non si rompe quasi mai in chiusura) o la rottura dell'oring di un colletto della bombola (latro evento statisticamente irrilevante ma teoricamente possibile) trovo corretto avere la F.A.A. - quella che chiami "pony tank", anche se si usa il bibo con manifold.

            E' in ambito ricreativo che mi trovo scettico.
            In ambito ricreativo - parliamo d'immersioni in curva di sicurezza, non a quote narcotiche ergo entro e non oltre i -30 metri.
            No problema narcotico, no problema decompressivo, possibilità di accedere alla superficie direttamente.
            Non vedo i problemi che citi.
            Provo a ragionare se mi trovassi in questa situazione.

            Il problema che hai posto è un blocco del primo stadio in chiusura, per tutte le altre situazioni si ha ampiamente tempo di arrivare l compagno anche se si è qualche metro di distanza.

            Un blocco in chiusura dell'erogatore è il solo problema che può "apparentemente" - ripeto "apparentemente" mettere in crisi il sistema di coppia, perché un blocco in chiusura potrebbe lasciarci a polmoni vuoti, dato che espiriamo dopo l'ultima erogazione - dopo l'espiro.
            Ovviamente sto facendo l'esempio più estremo e quindi improbabile statisticamente parlando dato che in genere non espiriamo completamente a zero ogni atto.

            Ma esageriamo, a polmoni vuoti, e l'erogatore bloccato che non eroga nulla, raggiungere il compagno a qualche metro non è cosa scontata - anzi ammetto che è una situazione critica.

            Ovviamente mi preme far notare che stiamo parlando di una situazione ipotetica estrema e statisticamente con una probabilità che si verifichi bassissima tanto che statisticamente parlando la possiamo considerare relegata in ambito teorico che pratico - perché che si verifichi un blocco in chiusura in primi stati costruiti per rompersi in erogazione e allo stesso tempo causare uno svuotamento completo dei polmoni ed il tutto, per giunta e contemporaneamente al fatto che il tutto avvenga nel momento in cui il compagno c'è lontano e non ci sta guardando ... parliamo delle stesse probabilità di essere colpiti da un meteorite quando usciamo di casa.

            Ma non mettiamo limite alla sfiga e accettiamo il fatto improbabile che avvenga nel peggior modo.

            Cosa succederebbe .....

            Il soggetto andrebbe in sincope - non muore - va in sincope, il corpo reagisce e spegne la coscienza per ottimizzare l'ossigeno residuo nel sangue e garantire il battito cardiaco e le funzioni vitali (organi vitali compresi) - perde coscienza allo stesso modo in cui perde coscienza un apneista per apnea protratta.

            Chiediamoci se il compagno - ergo - sistema di coppia in questa situazione sarebbe inutile.
            Non sarebbe inutile.

            Il compagno ha tutto il tempo d'intervenire - avvicinarsi e procedere ad un recupero con risalita verso la superficie.

            Immersione in curva, non oltre -30 metri, possibilità di risalire in superficie direttamente ed aggiungo anche velocemente - non è certo un problema come non sarebbe un problema la sovradistenzione che in questo caso non avverrebbe essendo il soggetto - infortunato - a polmoni vuoti.
            Non si allagherebbero neanche i polmoni dato che interverrebbe il riflesso d'immersione del blocco dell'epiglottide.

            Il recupero è molto semplice, si prende e si porta l'infortunato in superficie, non ci si cura se ha o non ha l'erogatore in bocca, si risale fino alla superficie.
            Dopo di che il soggetto riprende i sensi.

            Come vedi il "sistema del compagno" - anche nella situazione peggiore da te descritta sarebbe comunque importante e valido, tanto da fare la differenza tra la vita e la morte.

            Originariamente inviato da npole Visualizza il messaggio
            Adesso prova a immaginare se avesse avuto una stage tutta tua da dove poter ciucciare l'aria in caso di (fortunatamente rari) problemi.
            Quale delle due soluzioni reputi, concretamente, più sicura?

            Se il soggetto conta solo sulla "pony tank" da solo, e a polmoni vuoti (perché il primo stadio si è bloccato in chiusura), in preda al panico si sbaglia non riuscendo a respirare dalla F.A.A. perché magari si è impigliata la frusta o per il panico non riesce - si sviene tanto come il caso sopra descritto - in questa situazione è morte certa senza un compagno.

            Ora sono io che ti chiedo cosa consideri più sicuro ?

            Originariamente inviato da npole Visualizza il messaggio
            Ecco, è solo questo che ho voluto evidenziare (sempre secondo il mio modo di pensare) e non che il buddy-system sia una cagata pazzesca, per dirla alla Fantozzi.
            Vedi non c'è una sequenza certa d'intervento come per esempio il BLS.
            Vedo un soggetto e applico meccanicamente e bovinamente una serie di manovre pre concordate.
            Ovvio che ogni sistema di sicurezza ha nell'esperienza del subacqueo che la esegue e nella sua elasticità a comprendere la situazione la chiave di volta di tutto il discorso.
            Il sistema di coppia funziona e funziona bene in ambito ricreativo a patto che i soggetto sono effettivamente consapevoli di rappresentare la ridondanza l'uno per l'altro.
            Non c'è situazione che possa sfuggire, anche quella da te descritta estrema e decisamente improbabile.

            Un soggetto con le bombole può andare in sincope - perdere coscienza - anche se in questo caso gli unici modi sono, o, il fine aria (non respira), o un affanno non controllato.
            In questi casi cosa fai ?

            Semplice riporti il soggetto in superficie, ed è questo che non comprendi, se sei da solo non riemergi se perdi conoscenza, puoi avere tutte le bombole che vuoi ma non riemergi e muori, per questo è fondamentale il compagno.

            Diverso sono le immersioni avanzate in cui si ha a che fare con narcosi e tappe obbligatorie di decompressione, in questo caso l'uso di attrezzature più ridondanti ha senso.

            La perdita di coscienza è un evento raro e per giunta evitabile con esperienza e attrezzatura adatta tanto che io vado in solitaria e mi sento sicuro, ma non certo con l'octopus, ma un bibo con manifold e due primi stadi, con il secondario sotto il collo pronto per essere usato, con l'esperienza che mi fa capire le minime variazioni nella frequenza con cui ventilo ergo non vado in affanno incontrollato da sincope.

            Un subacqueo alle prime armi ha bisogno del compagno, anche se bibo dotato con due primi stadi perché non ha quell'esperienza legata a se stesso che gli permetta di riconoscere l'istaurarsi di un affanno pericoloso che possa portare alla sincope.

            Come vedi quello che tu affermi è pura speculazione per dimostrare una tua opinione che non ha senso.
            Ti ostini a sostenere quello che non è sostenibile.

            Un subacqueo ricreativo ha bisogno del compagno, al di la delle attrezzature usate perché mediamente non ha l'esperienza tale da controllare aspetti particolari legati alla ventilazione e per tanto potrebbe trovarsi nelle condizioni rare ma possibili di perdere coscienza.
            Che sia per un blocco in chiusura o per un affanno non ha importanza ma quello che importa è che ci sia un compagno pronto a riportarlo in superficie.

            Il compagno per quanto distratto può non vederlo per una manciata di secondi, possono essere anche sufficienti a farlo andare in sincope ma poi lo vede e lo riporta in superficie.

            Sono eventi rarissimi e sicuramente critici ma meglio che avvengano con un compagno che in solitaria anche con 30 bombole e 30 erogatori a disposizione, che in affanno non ti servirebbero a nulla.

            La sicurezza è una torta la cui farina è costituita dalle corrette nozioni, dalle corrette pratiche di cui il sistema di coppia è quella che all'inizio garantisce di più, le cui uova sono le immersioni ripetute, il cui lievito è l'esperienza raccolta.

            Poche procedure, semplici ed immediate sono sicuramente una maggiore sicurezza che procedure legate a un'attrezzatura più complessa messa in mano a chi ancora non sa neanche come respira.

            Quindi Npole la tua è per me una retorica sterile e chi pensa che hai ragione commette errori gravi di valutazione che nascono dal fatto che non hanno esperienza come non hai esperienza tu che le sostieni.

            La sicurezza si ha quando smettiamo di dire che il sistema di coppia non funziona e che il due primi stadi e la "pony tank" è l'ottimo ma iniziamo ad insegnare correttamente quello che bisogna fare se succede che .......

            Cordialmente
            Rana

            Ultima modifica di RANA; 03-09-2019, 10:35.

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            • Originariamente inviato da GardaReb Visualizza il messaggio
              Ti stra quoto.
              Fosse per me partirei con l’Open con bibetto da 7+7 e solo diving....o così o vai a fare snorkel, queste sono le regole. Ma bisogna essere bravi istruttori ad insegnare veramente ad andare in acqua alla gente (io non sono istruttore, sia chiaro) e allora si scarica la merda sul povero compagno che invece è meno esperto di te e cerca in te il suo compagno.
              Ma tutti dicono: ma sai che costi? Ma un bibetto da 7+7 rispetto un 15 e un primo stadio in più quanto cazzo costa? 2-300€???? E si gioca con la vita per 300€?
              Ma dopo telefoni da 1000€????????
              ​La sicurezza nella subacquea non è solo "MasterCard"

              Puoi dotare un subacqueo di tutte le attrezzature che hai citato compreso il 7+7 che a me personalmente fa sorridere con tanta tenerezza.

              ​I problemi rimangono e si legano ai soggetti stessi e non alle attrezzature, lo ripeto unitile dotare di ridondanza subacquei che non hanno la capacità di capire quando sta variando al frequenza con cui respirano, questa è solo falsa sicurezza.
              Meglio il "sistema di coppia" che li garantisce meglio in caso di perdita di coscienza, come nel caso che ha citato Npole e che ti fa tanto quotare il suo intervento.

              Originariamente inviato da GardaReb Visualizza il messaggio
              Quando faccio le rare immersioni ricreative col mono nei diving, o vado con mia moglie SPALLA SPALLA, o pretendo una cazzo di bomboletta da 5-7L.
              Queste sono tue scelte.
              Nulla da eccepire.
              In ambito ricreativo io non mi faccio problemi ad usare il mono.

              Originariamente inviato da GardaReb Visualizza il messaggio
              Col mono e compagno affibbiato non scendo.
              Io scendo senza problema, ma sono abituato a guardare allievi

              Originariamente inviato da GardaReb Visualizza il messaggio
              Tanto per la cronaca, forse l’ho già scritto, anni fa in una crociera alla Brother’s, all’ultima immersione all’arco di Elfistone, per scendere velocemente mi sono messo a testa in giù. Mia moglie era già sotto perché ho avuto problemi a compensare. Appena mi sono girato sono rimasto senza aria perché la schifezza della bombola mi ha bloccato primo il stadio....revisionato e trovato pieno di merda a casa. Ero a pochi metri e sono riuscito a risalire.
              Se mi fossi messo a testa in giù a 40m per fare foto e magari mia moglie era a solo 4-5m a fare foto pure lei, magari non sarei qui a scrivere.
              L'errore non è aver usato l'octopus, ma esserti staccato da tua moglie, come tua moglie ha sbagliato a scendere senza di te, dando per scontato che saresti riuscito a raggiungerla.
              Siete voi che per primi non avete osservato il sistema di coppia, disattendendo ogni insegnamento base (il compagno non si lascia da solo).
              L'errore è solo vostro.
              I miei allievi li boccio se nelle immersioni didattiche fanno quanto tu hai descritto

              Originariamente inviato da GardaReb Visualizza il messaggio
              Ai vecchi ormai non si cambia la testa, ma mi auguro che qualche giovane dotato di comprendonio legga e rifletta.
              Forse basterebbe applicare quanto viene insegnato nel corso open

              Cordialmente
              Rana

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              • Originariamente inviato da firer84 Visualizza il messaggio
                Non so ma penso di dare più ragione a npole che ad altri se parliamo di ridondanza , octopussy e buddy system, senza rancore, però credo che non possa essere considerato ridondante come sistema visto che la bombola di scorta non è attaccata a me, anzi nel merdone sono io che devo andare a prendermela e a volte la bombola potrebbe scappare visto che è attaccata ad un altro umano dotato di pinne, anche solo un metro, una piccola distrazione (visto che non stiamo parlando di un gomito a gomito) e ti lascerebbero come unica scelta la CESA (sto chiaramente parlando di un danno che ti lasci senza aria nel giro di 10 secondi, roba catastrofica tipo rottura della brida a fine immersione, distruzione di tutte e due le fruste dei secondi stadi), è anche vero che in ambito ricreativo le distanze da coprire per arrivare alla superfice sono percorribili senza problemi di deco ma tra dire e il fare.....anche perchè ovviamente la brida si romperà quando hai i polmoni completamente scarichi. Con questo non voglio dire che il sistema di coppia (fatto decentemente) nella ricreativa sia pericoloso, anzi, se fatto bene credo sia ampiamente accettabile sul piano della sicurezza, diciamo solo che non lo vedo come un sistema di immersione ridondante.
                ​Anche tu: "fai i conti senza l'oste".

                Se sei senza compagno e vai in sincope cosa fai ????????????????????????????

                E' questa la domanda che ti devi chiedere.

                Cosa te ne fai di 1 / 2 / 3 / 100 bombole ed erogatori se si in affanno e non riesci a respirare ???????????????????

                Se al contrario sei un subacqueo con tanta esperienza da comprendere la minima variazione nel respiro e reagire di conseguenza, sei esperto a tal punto da essere consapevole della posizione del tuo compagno e del suo stato di cosa stiamo parlando ???????????????


                Cordialmente
                Rana

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                • Originariamente inviato da blu dive Visualizza il messaggio
                  Certo che portare una stage è meglio che avere solo una bombola, averne due è ancora più ridondante, come lo è avere un bibo e stage etc etc.

                  Vien da se che, la sicurezza a tutti i costi, porta ad un eccesso che provoca sempre maggiori difficoltà di gestione che, a loro volta, possono provocare situazioni di pericolo maggiori di quelle che si vuole evitare.

                  Il sistema del buddy system ricreativo è, nel suo ambito e i suoi limiti, sufficientemente ridondante. Aggiungere orpelli (all'interno di quell'ambito e quei limiti) può essere controproducente, anche la semplice stage.
                  Questo non significa che è sbagliato, ma che bisogna essere coscienti di un maggior numero di variabili che possono entrare in gioco.


                  Il subacqueo che vuole e può, allontanarsi dagli ambiti e limiti tipici dell'immersione ricreativa, avrà altri sistemi di ridondanza, adatti all'ambiente in cui ci si immerge.


                  Perfettamente in accordo con te.

                  Cordialmente
                  Rana

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                  • Comunque quando succedono gli incidenti subacquei (non voglio parlare di disgrazie) generalmente e un susseguirsi di errori e concause che singolarmente non avrebbero portato a incidenti.
                    Mi ricordo un problema che è successo a me,
                    immersione facile ricreativa siamo in acqua e ci diamo l'ok per immergerci,
                    generalmente io svuoto i polmoni a fondo perchè faccio sempre un pò fatica a scendere,
                    quando sarò stato a 3 o 4 metri di profondità (massimo 5) comincio a respirare.... comincio a respirare...
                    comincio a respirare.... non arrivava aria dalla bombola (ho capito subito, bombola chiusa non è stata aperta quando mi hanno aiutato nella vestizione a bordo della barca, si sono dimenticati e io coglione non ho controllato),
                    con 4 o 5 colpi di pinne sono risalito in superficie dove oltre alle imprecazioni mi sono fatto aprire la bombola e poi ho proseguito regolarmente l'immersione.
                    Analizzando il fatto mi viene in mente 2 cose,
                    il compagno non si è accorto di nulla perchè stavamo scendendo da pochi metri e non fai caso / non ti aspetti un problema cosi dopo pochi metri che è iniziata l'immersione (infatti poi in superficie il compagno e gli altri del gruppo mi hanno chiesto cosa era successo visto che sono sceso con notevole ritardo rispetto a loro),
                    e secondo problema se un blocco dell'erogatore in chiusura mi fosse successo a 20 o 25 m io d'istinto avessi provato a risalire o comunque mi fossi allontanato dalla visuale del mio compagno (parlo di panico) questo quando si gira e non mi vede subito può anche succedere che in mezzo al mare poi non mi veda più,

                    Allora sono giunto alla conclusione che è meglio che uno si abitui a mettere in atto tutto quello può per salvaguardarsi la saluta.
                    Io quando faccio immersione tengo sempre il mio compagno (amico o sconosciuto che sia) a una distanza massima che mi consenta di toccarlo con le mani,
                    e non tanto per la sua sicurezza (che certo è importante) ma perchè se ho in problema devo sapere che a dx o a sx ho una persona che posso chiamare subito toccandolo

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                    • Originariamente inviato da npole Visualizza il messaggio
                      Gli incidenti sono pochi (perché la strumentazione è diventata molto affidabile) e forse è per questo che si accetta questo tipo di approccio, se (assurdamente) gli erogatori smettessero di funzionare una volta si e l'altra pure, forse oggi ci ritroveremmo con setup ridondanti obbligatori e con percorsi formativi che vanno oltre i 3 giorni per rilasciare un brevetto.
                      Quindi condivido il pensiero di chi afferma che il problema non è il sistema ma sono i subacquei, ma questo sport è fatto di persone, quindi anche ammettendo la causa, non puoi cambiare la testa delle persone e nemmeno è giusto affidare la propria sicurezza ad un'altra persona, fosse questa pure il tuo compagno di vita, mi sembrano concetti di derivazione militare che sono difficilmente applicabili a persone comuni, almeno non a tutte.
                      ​Qui tocchi un argomento molto delicato.
                      Se hai letto qualche libro di subacquea è più volte citato, parlo per esempio "Immersione in miscela" di Corrado Bonucelli.

                      La capacità di reagire a un evento subacqueo dipende tantissimo dalla frequenza con cui questo evento si verifica - su questo hai ragione e condivido.

                      Oggi, le attrezzature sicuramente migliori e più affidabili, i piani didattici più mirati e circostanziati a contesti ben definiti fanno si che gli eventi in cui bisogna intervenire si sono abbassati tantissimo e con essi anche la capacità d'intervenire - dato che spesso è relegata solo a simulazioni didattiche e nulla di più.

                      Psicologicamente siamo più fragili a sopportare lo stress di un problema subacqueo proprio perché raramente lo affrontiamo.

                      Sotto questo aspetto, gli istruttori sono figure che rappresentano un po un eccezione da questo discorso, la natura stessa dell'istruttore, fa si che avendo a che fare con allievi si trovi più facilmente nelle condizioni di dover intervenire in qualche cosa.

                      Per questo, penso, che l'approccio di una guida, di un istruttore è tendenzialmente diverso dal vostro.

                      Se non c'erano le macchine ci muovevamo a piedi o a cavallo su questo non si discute, ma da qui a dire che il progresso è la causa del basso livello di sicurezza non è giusto.

                      Non è giusto perché la sicurezza dati alla mano si è alzata, prendete il numero di subacquei di oggi e il numero d'incidenti e noterete che la subacquea è sicura.
                      Tanto che si possono tenere corsi di subacquea a bambini di 9 anni.
                      Non è giusto perché è normale che alcune cose si perdano quando non più necessarie.

                      Oggi per andare sott'acqua a livello di un open non è necessario come un tempo passato essere dei provetti apneisti.
                      Oggi basta avere una sana e robusta costituzione e nessuna controindicazione medica.

                      Ci sono tante attività in cui si affida la propria vita ad un altra persona, per esempio quando si scala una montagna.
                      Nell'apnea stessa è tassativo la presenza di un apneista di sicurezza.

                      In questo non ci vedo nulla di male.

                      Il compagno non solo rappresenta un gruppo ara ridondante al nostro ma rappresenta anche un soggetto in grado d'intervenire quando noi non siamo in grado d'intervenire cosa c'è in questo di non giusto ed inaccettabile ???

                      Io stesso ho affrontato immersioni in cui il mio compagno mi ha letteralmente salvato la vita, mi ha aiutato in almeno due situazioni al limite del limite facendo probabilmente la differenza.

                      E' ovvio che non metto la mia vita in mano a persona che non reputo in grado di assistermi.
                      Le due occasioni che ho citato ero accompagnato da un subacqueo che considero bravissimo quasi unico e stavamo facendo immersioni molto impegnative.

                      Se non conosco il mio compagno mi tengo all'interno di una profondità che considero sicura e confortevole a tal punto da poter essere io a guardare lui - più che lui a guardare me, esce l'istruttore che sono.

                      Quindi un conto è dire:
                      Quando non conosco il livello del mio compagno mi tendo all'interno di un immersione che è per me una zona super confortevole in grado di mettermi nelle condizioni di sopperire ad eventuali problemi.
                      Un conto è dire il sistema di coppia non funziona punto e basta, cosa non vera, confidando nell'attrezzatura che spesso finisce per essere solo un apparente sicurezza.

                      Cordialmente
                      Rana

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                      • Pix perchè l'asociale del mio messaggio non può scendere in acqua? Perchè non è nelle condizioni pscifisiche idonee? In un mondo ideale funzionerebbe così, ma noi non viviamo in un mondo ideale.....premetto che la storia della moglie è inventata era solo per dare più forza al mio esempio
                        Buone bolle a tutti!!!
                        http://4th-dimension.detidecosystem.com/

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                        • @Rana
                          Guarda che i polmoni non sono mai vuoti. Se fai correttamente la respirazione ventilando il giusto, aria te ne rimane abbondante per oltre 30 secondi di apnea.
                          La prova dell apnea in dispnea forse non si fa più ma era illuminante. Così come dopo svariati incidenti non si fa più una vera risalita di emergenza scaricando.
                          Anche qui bisogna capire che l aria rimasta nei polmoni andrebbe comunque fatta uscire iperestendendo e lasciando rilassata la glottide. Una volta si risaliva da 30 m. poi da 18 m. e ora se ne parla ma non si fa la prova. Ti assicuro che da 30 m. scaricando continuamente di aria sembra sempre essercene tanta. Non bisogna pallonare ma controllare la velocità. La bombola chiusa a chi non è capitata? Ma risalire da pochissimo è facile anche se bisogna comunque sempre espirare. Comunque, i problemi vanno risolti sempre sul fondo senza fuggire verso la superficie, salvo casi estremi.
                          Ultima modifica di Palve; 03-09-2019, 12:16.

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                          • firer84 ... si, se non sei nelle condizioni psicofisiche ideali non dovresti immergerti. A volte è difficile rendersi conto se una persona sulla tua stessa barca lo sia, altre è un pò più semplice ma di base ci dovrebbe essere una sorta di autocertificazione all'immersione. A me sinceramente una volta è successo di dire no, questo tuffo non lo faccio perchè non sono sereno (avevo appena finito di litigare al telefono).

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                            • Cose che fanno realmente paura? Quando RANA cita un tuo post.....scherzo.
                              RANA Forse non mi sono spiegato in modo corretto, io volevo solo dire che secondo la mia visione di ridondanza l'octopus con mono e sistema di coppia anche se in ricreativa non è ridondante, parlo di ridondanza letteralmente, non di sicurezza, ma è solo una mia idea, non coinvolgo didattiche o altro, ripeto, per me.
                              La questione della sincope invece non l'ho capita. Io non ho mai detto che il sistema di coppia è sbagliato, anzi, lo uso ogni volta che scendo ed in modo serrato appunto citando il gomito a gomito, se si è capito il contrario errore mio.
                              Buone bolle a tutti!!!
                              http://4th-dimension.detidecosystem.com/

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                              • Bombola chiusa. Anche qui mi ricordo che al corso basic raccomandavano di respirare due volte prima di fare la entrata in acqua.
                                Mai successo di entrare in a qua con rubinetti chiusi e mai visto nulla del genere.
                                I miei rubinetti come la mia attrezzatura la tocco solo io e su questo non transigo
                                Sono l' unico ? Non credo proprio.
                                Ciao a tutti
                                Paolo
                                Paolo

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