Cose che fanno paura: il mono con l’octopussy

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  • npole
    ha risposto
    Comunque volevo sottolineare che io non ho mai detto che la scelta è fra un sistema proprio completamente ridondante e il sistema di coppia, e nemmeno ho detto che il sistema di coppia è assolutamente inutile, ho affermato che ha dei limiti. Nel mio ultimo post ho scritto chiaramente che il compagno offre una sicurezza aggiuntiva e che preferisco affidare (ove possibile) innanzitutto la mia sicurezza a me stesso e poi eventualmente al mio buddy. Quindi anche se hai una bombola aggiuntiva (che può essere utilizzata in caso di emergenze) non ho supposto che a quel punto il compagno diventa inutile (anche perché l'assistenza è reciproca).

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  • coffy84
    ha risposto
    feci una settimana di immersioni alle maldive in cui il solertissimo e preziosissimo personale del diving non solo ti portava sulla barca l'attrezzatura e ti aiutava in vestizione svestizione salita in barca ecc... ma montava interamente il gruppo ARA. Ecco la prima cosa che io facevo appena salito sul Dhoni era smontare l'octopus rimontarlo verificare la pressione in bombola e verificare il funzionamento dei comandi del GAV. Ero l'unico che lo faceva ed ero fresco di corso open, questa abitudine persiste tutt'ora come quella di aprire personalmente la bombola prima di indossarla.
    in pratica ho ampliato il tuca no e lasa sta di paolo55 , in tuca pure che na man la va ben ma mi i cuntrol li stes

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  • paolo55
    ha risposto
    Bene bene. Tuca no lasa a sta. La mia attrezzatura, per principio, la tocco solo io.
    Io sono abituato ad andare da solo ed in quei casi dopo la capovolta vado diretto a verificare le ancore non dovendo aspettare nessuno.
    Ormai sono cablato e queste le mie procedure. Paolo ed io siamo un sistema di coppia piu' che collaudato ....
    Ciao
    Paolo

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  • Tonnetto
    ha risposto
    Originariamente inviato da Palve Visualizza il messaggio
    Hai ragione, questa è la procedura corretta così come è sacrosanto essere responsabili in prima persona della propria attrezzatura. A volte, però, per la fretta qualche cosa viene omesso... comunque te ne accorgi immediatamente prendendo contatto ed è facile da risolvere 😉 Un paio di volte in oltre 35 anni di onorato servizio...
    A me è capitato di fare immersioni in corrente dove si entrava in acqua stile militari...passo da gigante e ci si aspettava ai sei metri... in quel caso se non te ne accorgi per tempo rischi in bello spavento...

    Se invece si da subito si facessero proprie le procedure, trasformandole in buone abitudini, tanti grossi spaventi sarebbero evitati.

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  • Tonnetto
    ha risposto
    Originariamente inviato da paolo55 Visualizza il messaggio
    Bombola chiusa. Anche qui mi ricordo che al corso basic raccomandavano di respirare due volte prima di fare la entrata in acqua.
    Anche io do due boccate sia al primario che al secondario, e poi do un pò d'aria al gav.
    E' una buona abitudine, a costo zero, che però in pochissimi hanno.

    Anzi lo vedo più spesso fare agli open-water che non a sub esperti...

    Originariamente inviato da paolo55 Visualizza il messaggio
    Mai successo di entrare in a qua con rubinetti chiusi e mai visto nulla del genere.
    A me mai, ma ricordo di averlo visto succedere per colpa della brutta abitudine di aspettarsi che chi ti aiuta nella vestizione ti apra i rubinetti...fortunatamente il soggetto se ne accorse prima di immergersi.

    Dal giorno, ovunque vado, solo io tocco la mia bombola.

    Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio.

    Tonnetto


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  • Palve
    ha risposto
    Hai ragione, questa è la procedura corretta così come è sacrosanto essere responsabili in prima persona della propria attrezzatura. A volte, però, per la fretta qualche cosa viene omesso... comunque te ne accorgi immediatamente prendendo contatto ed è facile da risolvere 😉 Un paio di volte in oltre 35 anni di onorato servizio...

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  • paolo55
    ha risposto
    Bombola chiusa. Anche qui mi ricordo che al corso basic raccomandavano di respirare due volte prima di fare la entrata in acqua.
    Mai successo di entrare in a qua con rubinetti chiusi e mai visto nulla del genere.
    I miei rubinetti come la mia attrezzatura la tocco solo io e su questo non transigo
    Sono l' unico ? Non credo proprio.
    Ciao a tutti
    Paolo

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  • firer84
    ha risposto
    Cose che fanno realmente paura? Quando RANA cita un tuo post.....scherzo.
    RANA Forse non mi sono spiegato in modo corretto, io volevo solo dire che secondo la mia visione di ridondanza l'octopus con mono e sistema di coppia anche se in ricreativa non è ridondante, parlo di ridondanza letteralmente, non di sicurezza, ma è solo una mia idea, non coinvolgo didattiche o altro, ripeto, per me.
    La questione della sincope invece non l'ho capita. Io non ho mai detto che il sistema di coppia è sbagliato, anzi, lo uso ogni volta che scendo ed in modo serrato appunto citando il gomito a gomito, se si è capito il contrario errore mio.

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  • Pix
    ha risposto
    firer84 ... si, se non sei nelle condizioni psicofisiche ideali non dovresti immergerti. A volte è difficile rendersi conto se una persona sulla tua stessa barca lo sia, altre è un pò più semplice ma di base ci dovrebbe essere una sorta di autocertificazione all'immersione. A me sinceramente una volta è successo di dire no, questo tuffo non lo faccio perchè non sono sereno (avevo appena finito di litigare al telefono).

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  • Palve
    ha risposto
    @Rana
    Guarda che i polmoni non sono mai vuoti. Se fai correttamente la respirazione ventilando il giusto, aria te ne rimane abbondante per oltre 30 secondi di apnea.
    La prova dell apnea in dispnea forse non si fa più ma era illuminante. Così come dopo svariati incidenti non si fa più una vera risalita di emergenza scaricando.
    Anche qui bisogna capire che l aria rimasta nei polmoni andrebbe comunque fatta uscire iperestendendo e lasciando rilassata la glottide. Una volta si risaliva da 30 m. poi da 18 m. e ora se ne parla ma non si fa la prova. Ti assicuro che da 30 m. scaricando continuamente di aria sembra sempre essercene tanta. Non bisogna pallonare ma controllare la velocità. La bombola chiusa a chi non è capitata? Ma risalire da pochissimo è facile anche se bisogna comunque sempre espirare. Comunque, i problemi vanno risolti sempre sul fondo senza fuggire verso la superficie, salvo casi estremi.
    Ultima modifica di Palve; 03-09-2019, 12:16.

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  • firer84
    ha risposto
    Pix perchè l'asociale del mio messaggio non può scendere in acqua? Perchè non è nelle condizioni pscifisiche idonee? In un mondo ideale funzionerebbe così, ma noi non viviamo in un mondo ideale.....premetto che la storia della moglie è inventata era solo per dare più forza al mio esempio

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  • RANA
    ha risposto
    Originariamente inviato da npole Visualizza il messaggio
    Gli incidenti sono pochi (perché la strumentazione è diventata molto affidabile) e forse è per questo che si accetta questo tipo di approccio, se (assurdamente) gli erogatori smettessero di funzionare una volta si e l'altra pure, forse oggi ci ritroveremmo con setup ridondanti obbligatori e con percorsi formativi che vanno oltre i 3 giorni per rilasciare un brevetto.
    Quindi condivido il pensiero di chi afferma che il problema non è il sistema ma sono i subacquei, ma questo sport è fatto di persone, quindi anche ammettendo la causa, non puoi cambiare la testa delle persone e nemmeno è giusto affidare la propria sicurezza ad un'altra persona, fosse questa pure il tuo compagno di vita, mi sembrano concetti di derivazione militare che sono difficilmente applicabili a persone comuni, almeno non a tutte.
    ​Qui tocchi un argomento molto delicato.
    Se hai letto qualche libro di subacquea è più volte citato, parlo per esempio "Immersione in miscela" di Corrado Bonucelli.

    La capacità di reagire a un evento subacqueo dipende tantissimo dalla frequenza con cui questo evento si verifica - su questo hai ragione e condivido.

    Oggi, le attrezzature sicuramente migliori e più affidabili, i piani didattici più mirati e circostanziati a contesti ben definiti fanno si che gli eventi in cui bisogna intervenire si sono abbassati tantissimo e con essi anche la capacità d'intervenire - dato che spesso è relegata solo a simulazioni didattiche e nulla di più.

    Psicologicamente siamo più fragili a sopportare lo stress di un problema subacqueo proprio perché raramente lo affrontiamo.

    Sotto questo aspetto, gli istruttori sono figure che rappresentano un po un eccezione da questo discorso, la natura stessa dell'istruttore, fa si che avendo a che fare con allievi si trovi più facilmente nelle condizioni di dover intervenire in qualche cosa.

    Per questo, penso, che l'approccio di una guida, di un istruttore è tendenzialmente diverso dal vostro.

    Se non c'erano le macchine ci muovevamo a piedi o a cavallo su questo non si discute, ma da qui a dire che il progresso è la causa del basso livello di sicurezza non è giusto.

    Non è giusto perché la sicurezza dati alla mano si è alzata, prendete il numero di subacquei di oggi e il numero d'incidenti e noterete che la subacquea è sicura.
    Tanto che si possono tenere corsi di subacquea a bambini di 9 anni.
    Non è giusto perché è normale che alcune cose si perdano quando non più necessarie.

    Oggi per andare sott'acqua a livello di un open non è necessario come un tempo passato essere dei provetti apneisti.
    Oggi basta avere una sana e robusta costituzione e nessuna controindicazione medica.

    Ci sono tante attività in cui si affida la propria vita ad un altra persona, per esempio quando si scala una montagna.
    Nell'apnea stessa è tassativo la presenza di un apneista di sicurezza.

    In questo non ci vedo nulla di male.

    Il compagno non solo rappresenta un gruppo ara ridondante al nostro ma rappresenta anche un soggetto in grado d'intervenire quando noi non siamo in grado d'intervenire cosa c'è in questo di non giusto ed inaccettabile ???

    Io stesso ho affrontato immersioni in cui il mio compagno mi ha letteralmente salvato la vita, mi ha aiutato in almeno due situazioni al limite del limite facendo probabilmente la differenza.

    E' ovvio che non metto la mia vita in mano a persona che non reputo in grado di assistermi.
    Le due occasioni che ho citato ero accompagnato da un subacqueo che considero bravissimo quasi unico e stavamo facendo immersioni molto impegnative.

    Se non conosco il mio compagno mi tengo all'interno di una profondità che considero sicura e confortevole a tal punto da poter essere io a guardare lui - più che lui a guardare me, esce l'istruttore che sono.

    Quindi un conto è dire:
    Quando non conosco il livello del mio compagno mi tendo all'interno di un immersione che è per me una zona super confortevole in grado di mettermi nelle condizioni di sopperire ad eventuali problemi.
    Un conto è dire il sistema di coppia non funziona punto e basta, cosa non vera, confidando nell'attrezzatura che spesso finisce per essere solo un apparente sicurezza.

    Cordialmente
    Rana

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  • CGL
    ha risposto
    Comunque quando succedono gli incidenti subacquei (non voglio parlare di disgrazie) generalmente e un susseguirsi di errori e concause che singolarmente non avrebbero portato a incidenti.
    Mi ricordo un problema che è successo a me,
    immersione facile ricreativa siamo in acqua e ci diamo l'ok per immergerci,
    generalmente io svuoto i polmoni a fondo perchè faccio sempre un pò fatica a scendere,
    quando sarò stato a 3 o 4 metri di profondità (massimo 5) comincio a respirare.... comincio a respirare...
    comincio a respirare.... non arrivava aria dalla bombola (ho capito subito, bombola chiusa non è stata aperta quando mi hanno aiutato nella vestizione a bordo della barca, si sono dimenticati e io coglione non ho controllato),
    con 4 o 5 colpi di pinne sono risalito in superficie dove oltre alle imprecazioni mi sono fatto aprire la bombola e poi ho proseguito regolarmente l'immersione.
    Analizzando il fatto mi viene in mente 2 cose,
    il compagno non si è accorto di nulla perchè stavamo scendendo da pochi metri e non fai caso / non ti aspetti un problema cosi dopo pochi metri che è iniziata l'immersione (infatti poi in superficie il compagno e gli altri del gruppo mi hanno chiesto cosa era successo visto che sono sceso con notevole ritardo rispetto a loro),
    e secondo problema se un blocco dell'erogatore in chiusura mi fosse successo a 20 o 25 m io d'istinto avessi provato a risalire o comunque mi fossi allontanato dalla visuale del mio compagno (parlo di panico) questo quando si gira e non mi vede subito può anche succedere che in mezzo al mare poi non mi veda più,

    Allora sono giunto alla conclusione che è meglio che uno si abitui a mettere in atto tutto quello può per salvaguardarsi la saluta.
    Io quando faccio immersione tengo sempre il mio compagno (amico o sconosciuto che sia) a una distanza massima che mi consenta di toccarlo con le mani,
    e non tanto per la sua sicurezza (che certo è importante) ma perchè se ho in problema devo sapere che a dx o a sx ho una persona che posso chiamare subito toccandolo

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  • RANA
    ha risposto
    Originariamente inviato da blu dive Visualizza il messaggio
    Certo che portare una stage è meglio che avere solo una bombola, averne due è ancora più ridondante, come lo è avere un bibo e stage etc etc.

    Vien da se che, la sicurezza a tutti i costi, porta ad un eccesso che provoca sempre maggiori difficoltà di gestione che, a loro volta, possono provocare situazioni di pericolo maggiori di quelle che si vuole evitare.

    Il sistema del buddy system ricreativo è, nel suo ambito e i suoi limiti, sufficientemente ridondante. Aggiungere orpelli (all'interno di quell'ambito e quei limiti) può essere controproducente, anche la semplice stage.
    Questo non significa che è sbagliato, ma che bisogna essere coscienti di un maggior numero di variabili che possono entrare in gioco.


    Il subacqueo che vuole e può, allontanarsi dagli ambiti e limiti tipici dell'immersione ricreativa, avrà altri sistemi di ridondanza, adatti all'ambiente in cui ci si immerge.


    Perfettamente in accordo con te.

    Cordialmente
    Rana

    Lascia un commento:


  • RANA
    ha risposto
    Originariamente inviato da firer84 Visualizza il messaggio
    Non so ma penso di dare più ragione a npole che ad altri se parliamo di ridondanza , octopussy e buddy system, senza rancore, però credo che non possa essere considerato ridondante come sistema visto che la bombola di scorta non è attaccata a me, anzi nel merdone sono io che devo andare a prendermela e a volte la bombola potrebbe scappare visto che è attaccata ad un altro umano dotato di pinne, anche solo un metro, una piccola distrazione (visto che non stiamo parlando di un gomito a gomito) e ti lascerebbero come unica scelta la CESA (sto chiaramente parlando di un danno che ti lasci senza aria nel giro di 10 secondi, roba catastrofica tipo rottura della brida a fine immersione, distruzione di tutte e due le fruste dei secondi stadi), è anche vero che in ambito ricreativo le distanze da coprire per arrivare alla superfice sono percorribili senza problemi di deco ma tra dire e il fare.....anche perchè ovviamente la brida si romperà quando hai i polmoni completamente scarichi. Con questo non voglio dire che il sistema di coppia (fatto decentemente) nella ricreativa sia pericoloso, anzi, se fatto bene credo sia ampiamente accettabile sul piano della sicurezza, diciamo solo che non lo vedo come un sistema di immersione ridondante.
    ​Anche tu: "fai i conti senza l'oste".

    Se sei senza compagno e vai in sincope cosa fai ????????????????????????????

    E' questa la domanda che ti devi chiedere.

    Cosa te ne fai di 1 / 2 / 3 / 100 bombole ed erogatori se si in affanno e non riesci a respirare ???????????????????

    Se al contrario sei un subacqueo con tanta esperienza da comprendere la minima variazione nel respiro e reagire di conseguenza, sei esperto a tal punto da essere consapevole della posizione del tuo compagno e del suo stato di cosa stiamo parlando ???????????????


    Cordialmente
    Rana

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