Se parliamo di record e ancor più di corallari il discorso si fa estremo. Oltre i 100 ad aria sicuramente è per pochi e con rischi elevati. Idem i corallari, scendere anche a 'soli' 80 metri, con un tribombola, spesso senza gav, con cesta piccozza secchio a fare un lavoro impegnativo e faticoso. Due immersioni al giorno tutti i giorni disponibili. Penso che sia ben diverso dal subacqueo sportivo che fa una puntata di pochi minuti senza impegno fisico e senza lo stress lavorativo. Sicuramente i rischi esistono ma non sono neanche lontanamente paragonabili.
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Emergenze subacquee: quali sono le vostre esperienze?
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Io come te sono un grande sostenitore del libero arbitrio.Originariamente inviato da paolo55 Visualizza il messaggioIo resto convinto che fra i 50 ed i 155 ci sia ampio spazio per il libero arbitrio
Paolo
Io penso che la subacquea sia ancora un "luogo" dove è possibile esercitare il libero arbitrio come uno desidera.
Via libera al "darvinismo" subacqueo, chiunque per me può fare tutto quello che gli pare con la propria vita.
Chi sono io per impedire ad una persona di fare quello che desidera fare, come d'altronde anch'io pretendo di avere libertà nel fare e faccio quello che a me piace fare.
Su questo sfondi una porta aperta.
Qui si discuteva sull'opportunità di fare o non fare certe immersioni.
E per opportunità intendo se allo stato dell'arte ci sono ancora motivi per fare un certo tipo di attività.
Ognuno risponde a questa domanda in base alle sue esperienza, in base anche al grado di percezione del pericolo.
Non abbiamo tutti la stessa percezione del pericolo, ed inoltre la percezione del pericolo cambia con l'età.
Io da giovane ero molto più incline ad accettare pericoli inerenti alle mie immersioni che oggi, a 53 anni con una figlia di 14, non sono più disposto ad accettare nella maniera più assoluta.
Ma ........
mi chiedo ancora una cosa, un pensiero che esprimo ad alta voce ....
La percezione del pericolo è molto personale, io sono convinto che ci sono persone disposte ad accettare livelli di rischio superiori a quanto io sento di poter accettare e ci sono anche tanti subacquei che non sono disposti ad accettare il mio livello di pericolo.
E' giusto che ognuno abbia la possibilità e la libertà di decidere.
Però ....... per decidere bisogna conoscere bene i rischi ed i pericoli, questi sono aspetti oggettivi, non soggettivi: la narcosi è oggettiva colpisce tutti nel medesimo modo, la densità dell'aria è un qualcosa di oggettivo, la CO2 è oggettiva e cosi via.
Se l'accettazione alta del pericolo è frutto di una consapevole conoscenza reale dei pericoli bene che problema c'è.
Sai che è molto pericoloso decidi di fare consapevole dei rischi, ok: se ti va bene, bene, se va male amen, un bel R.I.P. da parte di tutti nella sezione condoglianze e la vita continua ....
Se l'accettazione alta del pericolo è frutto di un'approssimativa conoscenza dei fatti che impedisce alla persone di prendere coscienza dei pericoli reali che corre facendo una certa attività in questo caso per me ci si trova davanti ad un "imbecille".
Per me anche un "imbecille" ha il diritto di essere libero di fare quello che reputa giusto fare ma rimane sempre e pur sempre un "imbecille", se gli va bene è un imbecille vivo, se va male un imbecille morto, e.... amen, un bel R.I.P. da parte di tutti nella sezione condoglianze e la vita continua anche se nel primo caso la tragedia è provocata da una persona che consapevolmente ha agito, in questo caso se all'imbecille si prova ad insegnare come stanno le cose realmente forse, e dico forse, capisce che il rischio è oltre quello che intendeva accettare e desiste.

Rana
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L'istruttore come minimo gli ha tirato un secchio di Acqua SantaOriginariamente inviato da paolo55 Visualizza il messaggioroot_77
All'esame per l'advanced padi hanno chiesto a mio figlio quale folse il minite del computer e lui tranquillo ha risposto che dipende dal computer, che il bravo arriva a 82 metri mentre l'aladin ha un limite piu' alto, intorno ai 100
Paolo
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Chiedo scusa per l'ortografia ma con il cellulare faccio molta fatica. Credo si capisca che non sono ancora morto per avere fatto tante immersioni da 60 in poi.
Vado meglio con l'aladin
Ciao
Paolo
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root_77
Se fosse cosi' io sareiogia' msareie risuscitato un migliaio di volte e con me mia moglie e mio figlio.
Scherzi a parte sono anche uno tranquillo e mi sono autolimitato proprio perche' voglio divertirmi.
All'esame per l'advanced padi hanno chiesto a mio figlio quale folse il minite del computer e lui tranquillo ha risposto che dipende dal computer, che il bravo arriva a 82 metri mentre l'aladin ha un limite piu' alto, intorno ai 100
Paolo
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E' ciò che intendevo ed è precisamente il mio pensiero.Originariamente inviato da paolo55 Visualizza il messaggioIo resto convinto che fra i 50 ed i 155 ci sia ampio spazio per il libero arbitrio
Paolo
E' pacifico che 155 siano una profondità impegnativa pure in trimix, figurarsi ad aria
Ma mi pare anche eccessivo dire che oltre i 50 ad aria muori, manco ti tirassero na fucilata appena li superi.
RANA , assolutamente, direi che sono più quelli che non sono tornati da certe profondità rispetto a chi invece ce l'ha fatta.
Personalmente non riesco neppure ad immaginare come ci si possa sentire a profondità superiori ai 100 in aria, specie con gli equipaggiamenti di quel tempo.
Le immersioni di Gilliam erano prima di tutto a carattere scientifico e di ricerca proprio sui limiti di resistenza umano, e direi che i dati ci dicono che forse l'attuale limite di 55 metri (se prendiamo l'Extended Range) in aria è ampiamente sicuro e forse ci si potrebbe pure spingere oltre.
Ovviamente parliamo di sub con una certa esperienza e salute fisica.
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Io resto convinto che fra i 50 ed i 155 ci sia ampio spazio per il libero arbitrio
Paolo
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Grazie per la spiegazione, effettivamente ero fuori strada (per limiti miei).Originariamente inviato da root_77 Visualizza il messaggioAnni 70-80-90, questi che possiamo definire pionieri sia delle immersioni che delle immersioni profonde hanno raggiunto limiti ben oltre quelli a cui oggi facciamo riferimento per "aria profonda".
Citandone alcuni:
Tom Mount 109mt nel 1965
Watts 118mt nel 1967
Exley/Lockwood 120mt nel 1971
Gillian 137mt nel 1990, 143mt nel 1993.
Nel caso di Gilliam parliamo pure di un sub con all'attivo qualche migliaio di immersioni ad aria oltre i 100mt.
Per risponderti t'invito a guardare le date dei "record" che hai citato: 1965 - 1967 - 1971 (tralascio il 1993 ma il discorso non si discosta).
Nel 1945 è finita la seconda guerra mondiale, in Italia le pinne era uno dei segreti militari più protetti, la prima scuola subacquea in Italia nacque a Nervi ad opera di Marcante e del dott. Odaglia siamo negli anni 50 nel 1953 Marcante e Odaglia hanno perfezionato la manovra di compensazione che prese i loro nomi.
Nel 1957 venne commercializzato il primo erogatore bi stadio.
Nel 1965 esce il film "007 Operazione Thundeball" in cui nelle scene subacquee si vedono tanti erogatori mono stadio, segno che venivano usati ed erano considerato lo stato dell'arte.
Quella subacquea è più vicina agli anni del dopoguerra rispetto alla subacquea di oggi che ha più di mezzo secolo di evoluzione.
Se hai letto il libro di Bret Gillian (Deep Diving) noterai come a fronte di quei record che hai citato ci sono un numero molto più elevato di tragedie, persone che sono morte inseguendo quei record.
Sono anni in cui tante cose non si conoscevano, la subacquea era uno sport estremo e chi la praticava dei "pionieri" ossia persone che per prime si spingono la dove non si hanno certezze e conoscenze.
Negli anni 90 cerano corsi di immersione profonda in aria a più di 80 metri di profondità, possibili solo perché le didattiche erano all'inizio e non esistevano commissioni mediche, statistiche di riferimento.
Senza dimenticare tutto il mondo dei corallari che in Italia in quegli anni facevano cose da far impallidire anche i nomi che hai citato.
Ma tutta questa attività estrema è stata possibile solo fino a quando non si sono comprese le reali dinamiche dell'aria profonda.
I personaggi che hai citato non avevano altra scelte non c'era in quegli anni il trimix perché non era una tecnologia alla portata della subacquea ludica.
Non sapevano tutto quello che oggi sappiamo su metabilismo, CO2, narcosi, densità ecc, ecc.
Inoltre in quegli anni la subacquea era uno sport estremo e di nicchia non uno sport di massa per tutti.
Questo faceva si che la popolazione subacquea era molto più omogenea, fisicamente preparata e molto motivata.
Tutto questo portava all'accettazione di rischi che oggi nessuno di noi sarebbe disposto ad accettare.
Oggi abbiamo una cultura subacquea molto più avanzata, conosciamo tanti aspetti fisiologici che non si conoscevano, abbiamo con molta più facilità accesso a tecniche più avanzate (trimix rebreather), oggi la popolazione subacquea va dal ragazzino all'anziano passando attraverso il sedentario con la pancetta, ecc, ecc.
Oggi fai un corso open facilmente e direttamente, a quei tempi prima dovevi fare un corso di apnea e dimostrare un ottima acquaticità o non ti accettavano.
In conclusione io ritengo che quei record sono stati fatti da persone eccezionali, hanno un grande valore storico, ma non possono essere presi come un attività di riferimento nella subacquea moderna.
I limiti che oggi ci si da a livello didattico, sono limiti prudenziali andando a considerare che la subacquea per noi è divertimento sicuro in cui finita l'immersione si rientra dalle famiglie, non è più un attività ad alto rischio.
Io non ci vedo contraddizioni, perché a quei tempi tante cose non si sapevano, tante tecnologie non esistevano o non erano accessibili.
In quei tempi persone motivate hanno spinto l'uso dell'aria a livelli estremi facendo cose incredibili ma a fronte di questi record tantissimi subacquei hanno perso la vita.
Oggi non facciamo più quell'attività estrema ma abbiamo eliminato quelle tragedie.
Oggi scendiamo a quelle quote con un grado di sicurezza che non è neanche paragonabile alle immersioni di un tempo.
Con il senno del poi posso dire che quelle persone erano dei pazzi (termine che uso non in senso negativo ma per definire persone che hanno affrontato ciò che non sapevano e non si conosceva), che hanno fatto una subacquea che io non avrei mai e poi mai con le nozioni di oggi fatto.
Pensare che quei record possono avallare, oggi 2023, il fare quelle immersioni in aria è per me semplicemente un ragionamento da "ignoranti" ossia da persone che ignorano le cose pur avendo la possibilità di sapere, e, se il pioniere ingora ma ignora perché nessuno al mondo conosce e pertanto c'è bisogno di qualche folle che prova (a cui va la mia ammirazione, chi ignora pur avendo la possibilità di sapere è per me un imbecille.
Cordialmente
Rana
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Nel nostro caso in pratica si sta parlando di immersioni "in curva".
Come i bimbi quando dicono "facciamo finta che io sia Toro Seduto "
Paolo
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Il primo record, 131 metri, di Novelli Falco e Olgiai fu nel 1959.Originariamente inviato da root_77 Visualizza il messaggio
Ecco mi ero scordato di Manion.
L'aria profonda è un tema molto affascinate e complesso.
Sicuramente la grande diffusione della subacquea "da vacanza" ha calmierato i limiti ritenuti sicuri negli anni 80. Non dimentichiamo che in giro per i diving non è raro trovare subacquei che già a 30 metri avvertono sintomi riconducibili alla narcosi. Dall'altra abbiamo grandissimi subacquei, anche con formazione medica, che dopo decenni di immersioni a 3 cifre in trimix in aperto e seb ritengono che entro gli 80, per una breve puntata con la giusta tecnica ed esperienza, l'aria non sia una scelta sbagliata a priori.
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Ecco mi ero scordato di Manion.Originariamente inviato da paolo55 Visualizza il messaggioL'attuale record di profondità per un immersione con ARA respirando solo aria è di 155 m (Dan Manion, 1994). Dal 2005 Guiness World of Records non pubblica più i record in questa categoria.
Psolo
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Anni 70-80-90, questi che possiamo definire pionieri sia delle immersioni che delle immersioni profonde hanno raggiunto limiti ben oltre quelli a cui oggi facciamo riferimento per "aria profonda".
Citandone alcuni:
Tom Mount 109mt nel 1965
Watts 118mt nel 1967
Exley/Lockwood 120mt nel 1971
Gillian 137mt nel 1990, 143mt nel 1993.
Nel caso di Gilliam parliamo pure di un sub con all'attivo qualche migliaio di immersioni ad aria oltre i 100mt.
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L'attuale record di profondità per un immersione con ARA respirando solo aria è di 155 m (Dan Manion, 1994). Dal 2005 Guiness World of Records non pubblica più i record in questa categoria.
Psolo
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Scusa, ma non ho capito la domanda ?Originariamente inviato da root_77 Visualizza il messaggioRANA che ne pensi delle imprese storiche dei vari Mount, Watson, Exley, Lockwood, Gilliam?
Certo parliamo di imprese eccezionali ad opera di altrettanto eccezionali (ed un pazzerelli) sub, ma comunque cozzano parecchio con la teoria tutt'ora valida e riconosciuta sull'aria profonda.
Puoi per cortesia spiegarmi cosa intendi, cosi rischio di fraintendere.
P.s. conosco (ovviamente solo di fama o perché ho letto dei loro libri) solo alcuni dei subacquei che citi per questo non riesco a mettere a fuoco quello che mi domandi (è un problema mio sai chiaro non tuo).
Cordialmente
Rana
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RANA che ne pensi delle imprese storiche dei vari Mount, Watson, Exley, Lockwood, Gilliam?
Certo parliamo di imprese eccezionali ad opera di altrettanto eccezionali (ed un pazzerelli) sub, ma comunque cozzano parecchio con la teoria tutt'ora valida e riconosciuta sull'aria profonda.
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