Continua la pesca indisturbata dei ricci in Puglia. Nonostante una legge regionale abbia da quasi 3 anni vietato di fatto la pesca, per tutelare la salute degli ecosistemi marini e della specie, c’è ancora chi, in spregio alla legge, continua a pescare questo echinoderma, quasi estinto dai nostri mari a causa della pesca intensiva e di frodo, fondamentale per la salute del mare, perché per tutta la sua vita acquatica filtra costantemente l’acqua marina, purificandola.
L’ultimo sequestro in ordine di tempo è avvenuto sulla spiaggia della Purità, a Gallipoli. Nel corso di un servizio notturno di vigilanza marittima, i finanzieri hanno notato alcune luci in mare. Era evidente che fosse in corso una battuta di pesca illegale, perché è vietata durante le ore notturne.
Così si sono appostati lungo la costa. Appena uscito dall’acqua, il sub pescatore, un 50enne del luogo, è stato subito fermato e identificato, perché aveva con sé circa 5 kg di pescato vario e circa 400 esemplari di Paracentrotus lividus (ricci di mare).
Le evidenti violazioni alla legge hanno portato all’inevitabile sequestro dell’attrezzatura utilizzata per la pesca e di tutto il pescato. Il pesce, una volta accertata l’idoneità al consumo umano, è stato donato agli enti religiosi del territorio, mentre i ricci sono stati rigettati in mare, ancora vivi. Si presume che sarebbero stati destinati al mercato illegale.
Per il sub è scattata una sanzione di 3mila euro e la segnalazione all’Autorità marittima.

