Nostri associati ci segnalano che alcuni centri di immersione, tra l'altro violando platealmente la normativa sulla tutela dei dati personali mettendo nelle circolari gli indirizzi mail di tutti i clienti in chiaro, richiedono a causa della nuova legge un certificato medico che attesti la salute del cliente in tutti i suoi aspetti di legge (formula tra l'altro abbastanza oscura).
Però la nuova legge parla di certificato medico solo per istruttori e guide subacquee: lettera g) art. 11 “certificato medico, in corso di validità, rilasciato con oneri a carico del richiedente ai sensi del decreto del Ministro della salute 24 aprile 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 169 del 20 luglio 2013.”
Quindi non per i clienti. In questo la nuova legge non innova nulla, sarebbe come prima, dove si richiedeva, sempre sotto il profilo contrattuale, una autodichiarazione sotto la propria responsabilità (come avviene all’estero) e solo se si dichiaravano patologie specifiche un certificato. Ma il tutto era appunto sotto la responsabilità del cliente.
Vero anche che il comma 4 dell’art. 10 delle nuova legge afferma che i centri di immersione devono garantire la sicurezza degli utenti durante le attività subacquee ma ci sembra eccessivo fondare su questo una simile richiesta.
Rimane il decreto del Ministro della salute 24 aprile 2013 sull’attività sportiva non agonistica ma la subacquea finora non è mai stata considerata tale.
Per l’attività ludico motoria, come sarebbe la subacquea, non è richiesto dalle norme un certificato medico.
La richiesta ci sembra quindi arbitraria ma possibile in una ottica contrattuale non essendoci l’obbligo a contrarre (non pare che i diving siano paragonabili a pubblici esercizi ma tale circostanza non è certa).
Il decreto del Ministro della salute 24 aprile 2013 considera comunque solo il certificato per l’attività sportiva non agonistica (quello che richiedono anche le palestre) che con un elettrocardiogramma i medici di base rilasciano, se non sussistono particolari patologie, praticamente a tutti, anche a novantenni con fibrillazione atriale ed invalidità civile, quindi è aria fritta.
Ci chiediamo se questi diving così solerti verso i clienti osservano ora le varie norme UNI, EN. Non crediamo, specie per il nitrox e le ricariche.
Chiaramente ora i clienti hanno tutto il diritto di chiedere e far verificare che quelle norme siano pedissequamente rispettate.
Però la nuova legge parla di certificato medico solo per istruttori e guide subacquee: lettera g) art. 11 “certificato medico, in corso di validità, rilasciato con oneri a carico del richiedente ai sensi del decreto del Ministro della salute 24 aprile 2013, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 169 del 20 luglio 2013.”
Quindi non per i clienti. In questo la nuova legge non innova nulla, sarebbe come prima, dove si richiedeva, sempre sotto il profilo contrattuale, una autodichiarazione sotto la propria responsabilità (come avviene all’estero) e solo se si dichiaravano patologie specifiche un certificato. Ma il tutto era appunto sotto la responsabilità del cliente.
Vero anche che il comma 4 dell’art. 10 delle nuova legge afferma che i centri di immersione devono garantire la sicurezza degli utenti durante le attività subacquee ma ci sembra eccessivo fondare su questo una simile richiesta.
Rimane il decreto del Ministro della salute 24 aprile 2013 sull’attività sportiva non agonistica ma la subacquea finora non è mai stata considerata tale.
Per l’attività ludico motoria, come sarebbe la subacquea, non è richiesto dalle norme un certificato medico.
La richiesta ci sembra quindi arbitraria ma possibile in una ottica contrattuale non essendoci l’obbligo a contrarre (non pare che i diving siano paragonabili a pubblici esercizi ma tale circostanza non è certa).
Il decreto del Ministro della salute 24 aprile 2013 considera comunque solo il certificato per l’attività sportiva non agonistica (quello che richiedono anche le palestre) che con un elettrocardiogramma i medici di base rilasciano, se non sussistono particolari patologie, praticamente a tutti, anche a novantenni con fibrillazione atriale ed invalidità civile, quindi è aria fritta.
Ci chiediamo se questi diving così solerti verso i clienti osservano ora le varie norme UNI, EN. Non crediamo, specie per il nitrox e le ricariche.
Chiaramente ora i clienti hanno tutto il diritto di chiedere e far verificare che quelle norme siano pedissequamente rispettate.








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