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  • #46
    Originariamente inviato da paolo55 Visualizza il messaggio
    Da subacqueo indipendente abituato ad immersioni ad aria che non rientrano in alcuno dei brevetti disponibili sul mercato con questa normativa mi vedrei costretto alla autonomia totale dal punto di vista organizzativo ( come peraltro abituato da decenni) evitando senza eccezioni qualsiasi frequentazione di altri subacquei che non siano gia' parte della ristrettissima cerchia di frequentazione.
    Alla stregua del "fight club" adottandone le regole integralmente prima che a causa di un malaugurato episodio capiti di dovere comparire davanti alle autorita'.
    Paolo
    In teoria se passasse questo disegno legge, anche se tu sei perfettamente autonomo, all'uscita di un immersione per i cavoli tuoi, potresti essere avvicinato dalla capitaneria di porto che, controllato il computer ti notifica il fatto che non ti sei attenuto al brevetto che hai conseguito, passibile di multa.

    Spero di aver interpretato male ma se cosi non fosse è il motivo per cui io non riesco ad accettare questo disegno legge, perché viola il diritto alla libertà di ognuno di noi.

    Ciao
    Rana

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    • #47
      E' cosi come dici. Profondimetro sos con lancetta di massima e timer. Computer in tasca
      Ciao
      Paol
      Paolo

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      • #48
        Originariamente inviato da paolo55 Visualizza il messaggio
        E' cosi come dici. Profondimetro sos con lancetta di massima e timer. Computer in tasca
        Ciao
        Paol
        Ok
        sono d'accordo con te, fatta la legge trovato l'inganno ma il problema rimane.

        Perché devo essere spinto a fare il fuorilegge per prendermi la libertà che attualmente ho ... o perché devo rinunciare alla libertà che oggi ho ???

        Ciao
        Rana

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        • #49
          Sono pienamente d'accordo con te.
          Ti lascio immaginare dove dovrebbero andare dal mio punto di vista....
          Cordialmente
          Paolo
          Paolo

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          • #50
            Originariamente inviato da RANA Visualizza il messaggio
            Lo standard indica in un corso, cosa devo avere in termini di attrezzature, il rapporto istruttori allievi, cosa posso o non posso fare, gli obbiettivi e le abilità richieste, oltre al numero di ore di teoria, piscina e numero immersioni richieste ecc, ecc..
            Una volta conseguito il brevetto lo standard indica cosa il subacqueo sa usare, cosa è abilitato a fare, i limiti della preparazione ricevuta.

            Le procedure indicano come ci si deve comportare nelle varie situazioni.

            I due aspetti devono ovviamente essere in armonizzati senza entrare in conflitto.
            Ok.
            Vediamo se "mi sono capito".

            Consideriamo gli "standars" come i limiti entro cui un istruttore si muove nelle varie fasi dell'insegnamento.
            Con un minimo X di ore di insegnamento teorico e pratico si può arrivare lì.
            Puoi fare più ore ma non meno.
            Con lo stesso principio quelle ore ti porteranno ad ottenre un'abilitazione a X metri, o per un X gas.

            Sempre gli "standards" possono determinare che (faccio esempi spiccioli) per arrivare a immergersi in autonomia a 18m il sub deve:
            aver imparato una serie di procedure di autosoccorso, una serie limitata di procedure di soccorso, avere nozione dei pericoli "di base" dell'immersione, avere nozione di cosa sia una curva di sicurezza e degli strumenti per rispettarla.

            In questo ambito si muovono le didattiche.
            Per esempio: una potrebbe implementare nel suo corso base (per ore e informazioni) le nozioni necessarie a respirare aria arricchita, e chiamare comunque il corso open water o 1° livello.
            Di fatto però le ore e le nozioni sono le stesse dell'altra che propone open diver+nitrox.

            Credo possiamo essere d'accordo che, questi limiti (a prescindere dal fatto che la cosa ci piaccia o meno), possano, senza troppa difficoltà, essere normati.

            Di fatto è già così: nessun corso di nessun livello esula da ciò. Il fatto che,alcune didattiche, mettano "qui o la" informazioni, ore, limiti, in più, non le esclude dal discorso, perché nessuna va sotto queso "minimo" oramai consolidato e, oggi, determinato dai vari certificatori privati (leggi rstc e cmas) e i vari standard ISO.

            Faccio un esempio pratico: uno standard può (anzi lo fa proprio) dire che un subacqueo principiante debba sapere cosa è l'assetto e debba saperlo controllarlare.

            Chiaramente, non avendo nessuno la verità in tasca, su tutte queste cose ci si può discutere, ma più o meno, sono sicuro, siamo lì.

            Le procedure.
            Sono il modo in cui si applicano gli standard che determinano i requisiti minimi che un subacqueo deve avere per ottenere una certificazione.

            In parte anche questi possono essere normati.
            Per esempio il legislatore potrebbe decidere che l'utilizzo del gav è obbligatorio durante il corso di apprendimento dell'assetto.
            O potrebbe decidere che la cintura dei piombi è strumento di sicurezza fondamentale.

            Però il campo di intervento è limitato, non ti dice come stare in assetto.
            Tidice che devi essere in grado di fornire gas ad un compagno (standard) ma non come farlo, se con frusta lunga, corta, pony tank o altro (procedure).

            Si può proseguire inserendo praticamente tutti gli skils.

            Perciò dico che (riguardo una eventuale legge) le due cose, standard e procedure, sono molto differenti.
            Una cosa è imporre che un sub sappia svuotare la maschera, altro che sappia farlo in assetto e con una mano sola.

            Al momento non mi sembra che le attuali normative (o proposte di normativa) permeino così tanto gli standard da uniformare anche le procedure.
            Per me è meglio così, anzi fondamentale, ma niente vieterà ad un legislatore di pensarla diversamente: ad ora non mi pare.

            La domanda arriva spontanea: se tutti gli standard ci sono già e tutti, in un modo o nell'altro, li rispettano, che bisogno c'è (ci sarebbe,per carità, sia mai gli venga in mente di farla davvero) di una legge?

            I termini della questione sono 2:
            1) se prendiamo per buono la parte iniziale di ciò che ho scritto, cioè che un sub dovrebbe avere determinate nozioni per essere considerato tale ed autonomo, viene poi difficile spiegare che per un privato tutta questa necessità non c'è.

            2) perchè, in mancanza di un preciso inquadramento, tutto diventa fumoso e c'è sempre ( e sempre di più) chi si approfitta di determinate situazioni a proprio esclusivo vantaggio.
            Per esempio i margini tra centro sub e scuola subacquea senza fini di lucro (ASD).
            Anche la parcellizzazione dei corsi e relativi standard. Non ultimo il sempre fumoso rapporto guida/subacqueo, c'è da capire, una volta per tutte se si tratta di guide o di tutor, quando una o l'altro.


            Quindi, se mi chiedi se le varie didattiche hanno standards così differenti una dall'altra, ti direi di no, ma se mi fai qualche esempio magari cambio idea.

            Se mi chiedi se la subacquea ricreativo/sportiva, soprattutto nelle sue definizioni, abbia bisogno di una legge, ti risponderei: in un mondo (non ideale ma) normale, si. In Italia....
            www.bludivecenter.com

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            • #51
              Scusate il pippone
              www.bludivecenter.com

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              • #52
                Originariamente inviato da blu dive Visualizza il messaggio
                Scusate il pippone
                Ciao Blu Dive.

                Io personalmente ritengo che non devi scusarti per la lunghezza del tuo intervento.
                Comunque quando uno scritto veicola esperienza, nozioni, opinioni è sempre un valore.
                Il fatto che sia lungo è solo un pregio e chi non ha voglia o tempo di leggerlo tutto nessun problema non si ha certo l'obbligo di farlo

                Non commento tutto il tuo intervento perché andrei solo a ripetere cose già scritte quasi a ribadire il mio pensiero e questo per me non ha nessuna utilità.
                Come amo scrivere gli elementi di giudizio sono stati (a mio avviso) ampiamente descritti e chi interessato leggendo questo 3D ha modo di sentire tutte le opinioni e valutare.

                Riporto solo questo piccolo passaggio:
                Originariamente inviato da blu dive Visualizza il messaggio
                Se mi chiedi se la subacquea ricreativo/sportiva, soprattutto nelle sue definizioni, abbia bisogno di una legge, ti risponderei: in un mondo (non ideale ma) normale, si. In Italia....
                Io ritengo, alla luce di quanto si è discusso, che una legge ben fatta, che non ammicchi a questo e quell'altro "interesse", che nasca non solo per poter dire abbiamo fatto la legge (bene o male basta dire l'abbiamo fatta) ma che venga studiata effettivamente per definire meglio ogni aspetto e figura professionale non possa che essere un passo in avanti.

                Con questa premessa ritengo che a livello nazionale non ci sia ne le risorse ne l'interesse effettivo dei nostri politici di definire seriamente tutto questo.
                Ritengo pertanto che attualmente si lasci che alcune associazioni di didattiche ecc, ecc, redigano questi disegni legge raffazzonati, ogni tanto qualche politico li usa per fare una passerella propagandistica e fine.

                In questo contesto non ravvedo gli elementi per arrivare a definire un disegno legge del settore che possa essere un effettivo miglioramento.
                Non potendo arrivare a ciò ritengo che qualsiasi altro disegno legge rappresenti più un danno che un vantaggio e per tanto ritengo che la cosa migliore al momento è non fare nulla.

                Forse quando il momento di congiuntura sarà migliore si potrà arrivare a definire qualcosa di buono.

                Comunque questi tentativi non sono del tutto negativi, permettono di tenere accesa la discussione nel settore subacqueo e portare ad un confronto continuo che si spera diventi costruttivo.

                Ciao
                Rana

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                • #53
                  Originariamente inviato da RANA Visualizza il messaggio

                  Ciao Blu Dive.

                  Io personalmente ritengo che non devi scusarti per la lunghezza del tuo intervento.
                  Comunque quando uno scritto veicola esperienza, nozioni, opinioni è sempre un valore.
                  Il fatto che sia lungo è solo un pregio e chi non ha voglia o tempo di leggerlo tutto nessun problema non si ha certo l'obbligo di farlo

                  Non commento tutto il tuo intervento perché andrei solo a ripetere cose già scritte quasi a ribadire il mio pensiero e questo per me non ha nessuna utilità.
                  Come amo scrivere gli elementi di giudizio sono stati (a mio avviso) ampiamente descritti e chi interessato leggendo questo 3D ha modo di sentire tutte le opinioni e valutare.

                  Riporto solo questo piccolo passaggio:


                  Io ritengo, alla luce di quanto si è discusso, che una legge ben fatta, che non ammicchi a questo e quell'altro "interesse", che nasca non solo per poter dire abbiamo fatto la legge (bene o male basta dire l'abbiamo fatta) ma che venga studiata effettivamente per definire meglio ogni aspetto e figura professionale non possa che essere un passo in avanti.

                  Con questa premessa ritengo che a livello nazionale non ci sia ne le risorse ne l'interesse effettivo dei nostri politici di definire seriamente tutto questo.
                  Ritengo pertanto che attualmente si lasci che alcune associazioni di didattiche ecc, ecc, redigano questi disegni legge raffazzonati, ogni tanto qualche politico li usa per fare una passerella propagandistica e fine.

                  In questo contesto non ravvedo gli elementi per arrivare a definire un disegno legge del settore che possa essere un effettivo miglioramento.
                  Non potendo arrivare a ciò ritengo che qualsiasi altro disegno legge rappresenti più un danno che un vantaggio e per tanto ritengo che la cosa migliore al momento è non fare nulla.

                  Forse quando il momento di congiuntura sarà migliore si potrà arrivare a definire qualcosa di buono.

                  Comunque questi tentativi non sono del tutto negativi, permettono di tenere accesa la discussione nel settore subacqueo e portare ad un confronto continuo che si spera diventi costruttivo.

                  Ciao
                  Rana
                  La mia malsana e malposta fiducia, mi porta a sperare che tu abbia torto, ma so bene che non è così.

                  Anche il mio innato senso civico mi porterebbe a pensare che una norma sia meglio di nulla, ma anche qui so che verrò smentito, se fosse, dai fatti.
                  La certezza ci ciò mi viene anche dal confronto che ho avuto, e che è h,o con tanti colleghi e praticanti.
                  In generale ci sono poche idee e molto confuse, o meglio, solo pochi (che io consca) hanno una visione della subacquea a livello nazionale (ancor meno internazionale), la maggior parte di noi conosce solo il proprio ristretto campo d'azione.
                  Il pericolo che si corre e che, anche se il legislatore chiedesse aiuto per la stesura della legge, si ottenga comunque una porcheria.

                  Senza offesa, ma il testo proposto da "Liberi Sub", come minimo, avrebbe bisogno di serie revisioni, anche solo per essere minimamente praticabile.
                  Stesso discorso vale per la legge fatta dalla Regione Sardegna e scritta a 4 mani con esperti del settore: mostra una ristrettezza della visione della subacquea e una miopia esasperanti.
                  www.bludivecenter.com

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