Incidente Antonio Pastorelli

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  • blu dive
    ha risposto
    Originariamente inviato da cidiemme Visualizza il messaggio
    Ma questo ci suggerisce anche una cosa: le irregolarità non dovrebbero avere spazio, proprio perché creano pregiudizio.
    Magari fosse possibile....

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  • cidiemme
    ha risposto
    Originariamente inviato da Pablito. Visualizza il messaggio
    Come al solito non appena avviene un incidente le "autorità" (voltuamente minuscolo e tra virgolette) cercano il pelo nell'uovo per allontanare qualunque indebito sospetto dei media sul loro comportamento.

    Non importa che qualcuno sia morto; l'importante è che autorizzazioni e pezzi di carta siano in regola.

    Mi mancava la pubblicità delle istituzioni pubbliche alle scuole. Complimenti, i francesi sono ...... avanti

    Hai ragione
    è come dire: uno crepa per uno shock anafilattico in un bar e gli investigatori trovano che la toilette non era a norma.
    Ma questo ci suggerisce anche una cosa: le irregolarità non dovrebbero avere spazio, proprio perché creano pregiudizio.
    Ultima modifica di cidiemme; 25-07-2019, 22:01.

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  • Pablito.
    ha risposto
    Come al solito non appena avviene un incidente le "autorità" (voltuamente minuscolo e tra virgolette) cercano il pelo nell'uovo per allontanare qualunque indebito sospetto dei media sul loro comportamento.

    Non importa che qualcuno sia morto; l'importante è che autorizzazioni e pezzi di carta siano in regola.

    Mi mancava la pubblicità delle istituzioni pubbliche alle scuole. Complimenti, i francesi sono ...... avanti

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  • darkfire
    ha risposto
    Oggi la Gendarmerie Maritime de Mediterranée ha rilasciato sul suo sito questo messaggio relativo ad un incidente mortale con rebreather che come luogo e date corrisponde con quello di Pastorelli:
    [DERRIERE LE DÉCÈS DE PLONGEURS AU RECYCLEUR SE TROUVAIENT DU TRAVAIL DISSIMULÉ ET DES INFRACTIONS AU CODE DES SPORTS]
    En février 2019 une enquête judiciaire judiciaire est ouverte par la gendarmerie maritime suite au décès d'un plongeur au recycleur au large de Cassis.
    Des moyens lourds avaient alors été engagés, avec le concours de la Marine Marine Nationale et du CEPHISMER pour retrouver le corps du plongeur immergé par plus de 100 mètres de profondeur.
    Quelques temps après intervenait un nouveau décès dans des conditions similaires.
    Intrigués par quelques similitudes dans les deux accidents , les enquêteurs font le lien entre les deux drames.
    La brigade de recherche de gendarmerie maritime Marseille est alors saisie des deux enquêtes avec l’appui de la BSL et du PSMP de Marseille. Le GGD13 nous accorde également le concours de la cellule de lutte contre le travail illégal et la fraude ( CELTIF).
    Àpres quelques mois d’enquête une opération de police judiciaire est lancée le 9 juillet.
    À cette occasion un individu est interpellé pour avoir organiser des plongées profondes rémunérées en l’absence de toutes qualifications et de déclarations.
    Lors de cette opération une embarcation, des VNM ainsi qu’un véhicule terrestre et du matériel de plongée ont été saisis.
    L’intéressé a quant à lui été placé sous contrôle judiciaire.
    Si l’immense majorité des structures de plongée sont en règle, certaines peuvent prendre quelques largesses avec la réglementation. Avant de plonger penser donc à vérifier les titres et brevets des moniteurs.

    Vous trouverez sur la page de la FFESSM toutes les indications utiles pour vous initier et vous perfectionner dans la plongée : https://www.ffessm.fr/
    Bonne plongée, bon vent, bonne mer !


    [dietro la morte di sommozzatori al rebreather si trovavano lavoro nascosto e infrazioni al codice dello sport]

    Nel febbraio 2019 un'indagine giudiziaria giudiziaria è aperta dalla Gendarmeria Marittima in seguito al decesso di un subacqueo che usava un rebreather al largo di cassis.
    Sono stati quindi impegnati mezzi pesanti, con il concorso della Marina Marina Nazionale e del cephismer per ritrovare il corpo del tuffatore immerso da più di 100 metri di profondità.
    Un po ' di tempo dopo interveniva una nuova morte in condizioni simili.
    Incuriositi da alcune somiglianze in entrambi gli incidenti, gli investigatori fanno il legame tra i due drammi.
    La squadra di ricerca della Gendarmeria Marittima Marsiglia è stata investita delle due indagini con il sostegno della bsl e del psmp di Marsiglia. Il ggd13 ci concede anche il concorso della cellula di lotta contro il lavoro illegale e la frode (celtif).
    Dopo qualche mese di indagine un'operazione di polizia giudiziaria è iniziata il 9 LUGLIO.
    In questa occasione un individuo è stato interrogato per aver organizzato immersioni profonde retribuite in assenza di tutte le qualifiche e le dichiarazioni.
    Nel corso di questa operazione sono stati sequestrati i vnm, i veicoli terrestri e le attrezzature da immersione.
    L' interessato è stato posto sotto controllo giudiziario.
    Se la stragrande maggioranza delle strutture di immersione sono in regola, alcune possono prendere qualche generosità con la regolamentazione. Prima di tuffarsi pensare quindi a controllare i titoli e i brevetti dei monitor.

    Troverete sulla pagina della ffessm tutte le indicazioni utili per iniziare e perfezionare nelle immersioni: https://www.ffessm.fr/

    Buona immersione, buon vento, buon mare!



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  • cidiemme
    ha risposto
    Originariamente inviato da cesare Visualizza il messaggio
    come ho detto ,quando si fanno certe immersioni il rischio aumenta molto e non puoi andare direttamente al via. sinceramente non distinguerei aperto e chiuso. 120 metri son 120 metri...credo che il reb abbia caratteristiche intrinseche che lo rendono più sicuro per certe immersioni vista anche la doppia configurazione che il reb si porta appresso, ma rimane un mio convincimento ….poi c'è la fatalità e a quella non si sfugge...poi c'è l'errore che nel 98%dei casi dici "cazzo mi è andata di culo"...poi c'è il 2% degli errori dove tu non dici più nulla e gli altri dicono che sfiga,se lo cercava, io l'ho sempre detto etc etc.……..certamente un piccolo e pacato pensiero allo sfogo arrabbiato in senso umano e un po' disperato del bussotti credo sia dovuto per intelligenza umana quando certi accadimenti ti arrivano a toccare la pelle di persone vicine…..per quanto mi riguarda, dovesse accadere a me e nel frangente fossi io solo coinvolto (per questo amo, in quel tipo di immersioni, immergermi anche con persone,ma in singolitudine) chiederei sorrisi a secchiate e a me là sotto un sorriso non me lo leva nessuno….

    Ti quoto, cesare, anche se la fatalità rientra rigidamente in un errore umano o un difetto tecnico, ma quei due ceffi sono lì, ci attendono.
    L'alternativa è l'algoritmo che fa cadere gli aerei. Meglio un errore nostro. Lì sotto ce ne andiamo da soli.
    Mi spiace tantissimo per 'the snake', era uno dei nostri.
    E là sotto un sorriso non ce lo leva nessuno.
    Ultima modifica di cidiemme; 07-06-2019, 00:50.

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  • cesare
    ha risposto
    come ho detto ,quando si fanno certe immersioni il rischio aumenta molto e non puoi andare direttamente al via. sinceramente non distinguerei aperto e chiuso. 120 metri son 120 metri...credo che il reb abbia caratteristiche intrinseche che lo rendono più sicuro per certe immersioni vista anche la doppia configurazione che il reb si porta appresso, ma rimane un mio convincimento ….poi c'è la fatalità e a quella non si sfugge...poi c'è l'errore che nel 98%dei casi dici "cazzo mi è andata di culo"...poi c'è il 2% degli errori dove tu non dici più nulla e gli altri dicono che sfiga,se lo cercava, io l'ho sempre detto etc etc.……..certamente un piccolo e pacato pensiero allo sfogo arrabbiato in senso umano e un po' disperato del bussotti credo sia dovuto per intelligenza umana quando certi accadimenti ti arrivano a toccare la pelle di persone vicine…..per quanto mi riguarda, dovesse accadere a me e nel frangente fossi io solo coinvolto (per questo amo, in quel tipo di immersioni, immergermi anche con persone,ma in singolitudine) chiederei sorrisi a secchiate e a me là sotto un sorriso non me lo leva nessuno….
    Ultima modifica di cesare; 16-03-2019, 20:52.

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  • Pablito.
    ha risposto
    Scrivo pochissimo ma leggo regolarmente questo forum.
    Per un motivo altrettanto tragico non mi collegavo da quasi tre settimane ed il primo thread che ho letto riaprendo il Forum è quello della scomparsa di Antoine, mai incontrato di persona ma col quale ho spesso scambiato opinioni sul web.

    Non voglio e non posso, per mia ignoranza ma soprattutto per umiltà, commentare quanto ho appena letto; ci tengo però a dire che consideravo Antoine una persona tecnicamente molto preparata, con un notevole background culturale, in senso lato e non limitato alle tecniche di immersione e decompressione.

    Penso che il detto arabo "Al maktoub" (é scritto) sia applicabile ad ogni fase della nostra vita, morte compresa. Antoine sarà rimpianto da molti. Tra costoro, con tristezza ed affetto, anche dal suo amato cane.

    Adieu Antoine

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  • lo scrondo
    ha risposto
    Sapere come fare non è pari a saper fare. Saper fare non è pari a saper fare bene. Ma soprattutto un bagno di umiltà da parte di alcuni sarebbe apprezzato; insieme al necessario levare dei tanti veli di ipocrisia. Scrivere poemi nei vari forum non equivale all'essere al pari di Dante in particolare quando non si sa nemmeno di cosa si sta scrivendo! Amen

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  • M.
    ha risposto
    Originariamente inviato da Tonnetto Visualizza il messaggio
    Lascio di seguito un'interessante lettura:
    Può essere. Per quanto mi riguarda i reb sono belli ma troppo complessi. Ci vuole anche la mentalità adatta per usarli.

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  • Tonnetto
    ha risposto
    Triste vicenda, e tristi retroscena ...

    Dispiace ...

    Purtroppo, anche se si è dei subbi esperti in CA, quando si parla di reb le statistiche non fanno sconti ...

    Che la terra gli sia lieve. RIP

    Tonnetto


    Lascio di seguito un'interessante lettura:

    Richard Pyle sostiene che nel percorso formativo di un subacqueo che utilizza il rebreather esiste un periodo che egli definisce "Window of Death", che si può inquadrare intorno alle 40 ore di utilizzo di tali apparecchiature, dove il rischio d'incorrere in problemi con esito fatale risulta essere statisticamente più elevato.
    In tale lasso temporale si verifica quella che in gergo viene definita overconfidence ovvero la presunzione che ormai si abbiano le conoscenze sufficienti per gestire al meglio l'utilizzo del rebreather. Evidentemente non è così.

    Fonte: http://www.undersea.it/2011/07/quell...utenti-di.html




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  • pirla di turno
    ha risposto
    Chi è senza peccato scagli la prima pietra.

    La mia mano è vuota, è aperta. Il mio braccio è basso. Non ho pietre da tirare.

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  • cesare
    ha risposto
    ugo non mi riferivo certamente al tuo affermare o a quello di marcello…..ciau

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  • scubadiver64
    ha risposto
    Mi hanno informato di questo post e ribadisco quello che ho scritto su facebook, sono incazzato nero e amareggiato per la morte di Antonio.....indipendentemente da quello che ha portato all'incidente di cui non so niente.......questi i fatti riguardanti i corsi di cui invece sono informato:
    ho brevettato Antonio perche idoneo all'utilizzo del Rebreather a Aprile 2018 air deco diluent 45 metri.
    Dopo 20 giorni mi ha chiesto di fare il corso successivo 60 metri normossico, gli ho detto di fare ancora un po' di esperienza e ore di macchina (esperienza di circuito chiuso e circuito aperto non vanno di paripasso) in quanto secondo me non aveva fatto ancora le 50 ore necessarie per il corso successivo.....Giugno 2018 lo vedo taggato in una foto dell'istruttore y che si complimentava con lui per in raggiungimento del brevetto ipossico 100 metri ( a cui si puo' accedere con 100 ore di uso macchina) ...Ho chiamato Antonio e gli ho detto cosa pensavo, mi ha bannato da facebook e non l'ho piu' sentito. Ho scritto all'istruttore y chiedendo in base a queli standard lo avesse accettato al corso e brevettato ....Ho ricevuto una risposta evasiva.
    Questi i fatti... mi dispiace immensamente per la sua scomparsa e come ho detto prima non so' cosa sia successo laggiu', saranno fatti di sicuro degli accertamenti, saranno sentiti i compagni di immersione e verificato il funzionamento della macchina....
    Con questo post ho solo voluto chiarire alcuni aspetti e dubbi che erano emersi nella discussione
    Rip Antonio
    Marcello Bussotti
    Ultima modifica di scubadiver64; 04-03-2019, 12:51.

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  • lo scrondo
    ha risposto
    Originariamente inviato da RANA Visualizza il messaggio

    Io, capisco la tua osservazione, ma, in questo caso non la condivido.

    Non la condivido perché stiamo parlando di una persona estremamente preparata a tal punto da sapere benissimo quello che hai scritto.

    Pastorelli non era una persona che scriveva tanto per scrivere, lui era una persona competente.

    Ha fatto il percorso che ha scelto con consapevolezza, giusto o sbagliato, ha deciso lui sapendo tutto quello che dici meglio di tutti noi.

    Ha deciso di fare un'attività "estrema" per farla sapeva di rischiare la pelle.

    Io non mi metto a giudicare tutto l'operato di una persona che ai miei occhi è sempre stata corretta, competente, mai preda di pulsioni ed estremismi perché leggo tre righe di un commento buttato li, non circostanziato ecc, ecc.

    So, per certo, che ha svolto un immersione molto pericolosa, so che lo ha fatto consapevole dei pericoli perché aveva tutte le nozioni per valutare correttamente il rischio, so che non ce l'ha fatta ed è morto.

    Per me non è corretto giudicare queste sue scelte come se si parlasse di un incidente dovuto a incompetenza, successo ad un open sprovveduto che probabilmente non sapeva quello che stava facendo circuito da un istruttore incompetente.

    Cordialmente
    Rana






    Si hai ragione!

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  • paolinus
    ha risposto
    Originariamente inviato da cesare Visualizza il messaggio
    preciso che la mia frase: non mi piace l'ipocrisia dellx e dell'y, è riferita al fatto di non fare i nomi e sostituirli con x e y…..bussotti (x) è persona che stimo e che affronta immersioni serie con approccio serio...y allo stato attuale non so chi è
    Non è ipocrisia , conosco anche io Bussotti ci siamo anche immersi insieme , non è un grosso problema fare i nomi e cognomi, in quel momento mi è sembrato giusto postare così senza tirare in ballo altre persone............
    Ma immagino in quest'epoca social sia il segreto di pulcinella!

    Ad ogni modo condivido in pieno quello che scrive sotto Ugo.
    In 8 mesi dall'utilizzo del reb trovarsi a 125mt mi sembra un attimino affrettato, ma vi garantisco non è unico caso, ma sono certo che già lo sapete!

    Questo incidente mi ricorda per certi versi quello successo nel 2016 a Lecco ad un amico con cui abbiamo fatto i corsi assieme trimix , morto a 120mt :utilizzava il reb da meno di un anno...........

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