La crisi del Golfo, dell'elio e della subacquea

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  • La crisi del Golfo, dell'elio e della subacquea

    Questo video spiega perché l'elio ad uso sportivo rischia di sparire dal mercato:
    https://youtu.be/WHY9aTM0d2c?si=9N--O2cXfWnvl1y0

    Già da qualche anno la subacquea ha ri-acquistato come limite quello dell'aria, quindi immersioni con fondo 60m e qualche puntatina più giù.
    La nuova legge della subacquea, inoltre, "dovrebbe" (io non ci credo molto) rendere più stringenti questi parametri.
    La subacquea tecnica fonda non è mai stata un business profittevole, se diventerà a saldo negativo, il rischio che sparisca del tutto è alto.

    Per questioni lavorative e geografiche, la mia, è una visione necessariamente parziale.

    Però mi sento di fare queste previsioni.
    Chi possiede un rebreather oggi in Italia e in Europa, ha mediamente quasi 60 anni.
    Questo potrebbe voler dire che, nei prossimi 4 o 5 anni, possa esserci un'iniezione nel mercato di una considerevole quantità di reb di seconda mano.
    Se così fosse il "problema elio" potrebbe essere rinviato di qualche anno.

    Se invece, questo parco rebreather (che esiste) tenesse i prezzi troppo alti per la generazione successiva, be' la vedo dura, soprattutto per chi acquista, fa stoccaggio e vendita al dettaglio dell'elio.

    Senza questo traino, temo che anche le immersioni in aria profonda avranno un declino, più lento ma costante.
    La possibilità che si torni indietro di 25 anni, quando un bibo in barca o sul gommone era raro e piuttosto mal visto, non la vedo così lontana.
    Chi fa business in questo campo dovrà fare delle scelte, quella che garantisce maggiori garanzie a medio e lungo termine è basarsi sui "discovery" (battesimi). Più remunerativi, meno impegnativi e rischiosi, che garantiscono un minimo di bacino per corsi, immersioni e attività varie.

    Anche la (mia) generazione, la "X", sta completando la sua parabola. Ha sponsorizzato l'immersione avventurosa per 20 anni (aria fonda, elio sempre e comunque, cave, no gav etc. etc.) per tornare, piano piano, all'immersione rec, tranquilla, con il monobombola. A riscoprire i fondali che furono della sua prima gioventù.

    Senza offesa per nessuno, ma, spesso e non sempre, è il classico: "io non posso più, quindi è meglio che anche voi non lo facciate".
    Una cosa che ho visto succedere nella subacquea (e peggio ancora nella pesca sub), almeno per 3 generazioni.
    Anche questo potrebbe avere un suo peso sulla direzione che prenderà la subacquea in futuro.

    Nello stesso calderone ci sono poi gli estremisti, spesso più simpatici che capaci di avere seguito.
    Quando leggo: "W la subacquea libera ed autonoma. BOICOTTIAMO chi sta dietro l'obbrobrio del Ddl 1624 Capo III. BOICOTTIAMO DIVING, Costruttori e DIDATTICHE." cit. nettuno0660
    Mi cadono le braccia
    Per fare un esempio, ma non è l'unico e non è da adesso (ricordate le crociate intransigenti sull'aria pulita di alcuni personaggi?).

    Insomma, ho l'impressione che la subacquea italiana sia al tramonto perché lo è una generazione, i fattori esterni amplificano e accelerano un processo già in atto.

    Però, al contrario di ciò che può sembrare, non ho una visione così pessimista del futuro, sono anche convinto che sia un ciclo, finito il quale ce ne sarà un altro, dettato da tempi e modi di una generazione molto meno numerosa, mossa da interessi che facciamo anche fatica a capire, figuriamoci a prevedere.

    Perdonate la filippica, è e rimane solo una piccola riflessione personale, mi interesserebbe però avere altri punti di vista.
    www.bludivecenter.com

  • #2
    Io sono un pelo più pessimista. Almeno in Italia il rischio che sparisca quasi completamente è rilevante.

    Negli ultimi 20 anni l'offerta si è sempre più compressa, i negozi sono praticamente spariti ed introdurre ulteriori norme e limitazioni sicuramente non aiuterà il settore.

    La subacquea tecnica io l'ho vista più come una moda che una reale necessità e ben venga che si ricominci a valorizzare la ricreativa. Trovo assurdo come -sempre negli utimi 20 anni- il concetto di subacquea si sia ridotto e centralizzato sulla figura del "tek", GUI, del palombaro agghindato di stagna, stage, rov, bibo, casco (sì ne ho visti pure in acque libere con caschetti speleo).

    Io sono "nato" come sub a fine degli anni '90, e ricordo con un filo di nostalgia quando ai tempi trovavi fior di negozi con assortimenti di gav, mute, erogatori, pinne di diverse fatture, utilizzi e colori.
    Oggi nei pochi negozi che si trovano -pure online- la scelta è ristretta a pochi prodotti, la maggior parte dei quali "tek".
    Ma non solo; ricordo le riviste, dove comparivano articoli e report di immersioni rec.
    C'era un mondo che poteva attirare ed interessare anche il "semplice" OWD.

    Per me i diving dovrebbero ricominciare a promuovere il puro e semplice divertimento in acqua, piuttosto di continuare con sta solva del sub-incursore duro e puro che esplora i fondali sfidando le profondità abissali.

    L'immagine della subacquea deve passare da
    ChatGPT Image 15 apr 2026, 11_11_31.png

    a
    ChatGPT Image 15 apr 2026, 11_02_46.png

    * Immagini create con AI
    File allegati
    Ultima modifica di root_77; 15-04-2026, 11:15.
    On-Shore Volunteer presso Sea Shepherd Italia

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    • #3
      Originariamente inviato da root_77 Visualizza il messaggio
      Io sono un pelo più pessimista. Almeno in Italia il rischio che sparisca quasi completamente è rilevante.

      Negli ultimi 20 anni l'offerta si è sempre più compressa, i negozi sono praticamente spariti ed introdurre ulteriori norme e limitazioni sicuramente non aiuterà il settore.

      La subacquea tecnica io l'ho vista più come una moda che una reale necessità e ben venga che si ricominci a valorizzare la ricreativa. Trovo assurdo come -sempre negli utimi 20 anni- il concetto di subacquea si sia ridotto e centralizzato sulla figura del "tek", GUI, del palombaro agghindato di stagna, stage, rov, bibo, casco (sì ne ho visti pure in acque libere con caschetti speleo).

      Io sono "nato" come sub a fine degli anni '90, e ricordo con un filo di nostalgia quando ai tempi trovavi fior di negozi con assortimenti di gav, mute, erogatori, pinne di diverse fatture, utilizzi e colori.
      Oggi nei pochi negozi che si trovano -pure online- la scelta è ristretta a pochi prodotti, la maggior parte dei quali "tek".
      Ma non solo; ricordo le riviste, dove comparivano articoli e report di immersioni rec.
      C'era un mondo che poteva attirare ed interessare anche il "semplice" OWD.

      Per me i diving dovrebbero ricominciare a promuovere il puro e semplice divertimento in acqua, piuttosto di continuare con sta solva del sub-incursore duro e puro che esplora i fondali sfidando le profondità abissali.
      Indubbiamente un mondo che non c'è più: un ricordo carico di nostalgia per me, un incubo per mio figlio di 20 anni.

      Per come la vedo io.
      Da una parte i diving fanno promozione nei bacini che, in quel momento, gli danno da vivere.

      Dall'altra, tutti noi, vediamo le sponsorizzazioni che rientrano nella nostra profilazione.
      Purtroppo la mia generazione (penso sia anche la tua) non ha ben chiaro che, ciò che vede sul web, è per il 90% dovuto alla profilazione e solo a quella.
      Se io diving, faccio 10 promozioni pubblicitarie, 2 tec e 8 rec. Tu (generico), se sei profilato come subacqueo interessato a quelle tec (che sia vero o no), vedrai maggiormente (e spesso solo) quelle che rientrano nella profilazione che è stata fatta di te.

      Questo fa entrare tutti, compresi e soprattutto noi, interessati alla vendita di un servizio, in un loop da cui è difficile uscire.
      www.bludivecenter.com

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      • #4
        Oddio, sulla pubblicità online volendo potresti benissimo far arrivare il giusto messaggio al tuo target, il problema è che Google (ad esempio) va forzato a farlo ignorando i consigli che vengono proposti, ma sopratutto le agenzie pubblicitarie non lo fanno perché a te (cliente pagante) vogliono far vedere il report con visualizzazioni e click.

        Loro ti dicono "guarda, settimana scorsa 30.000 visualizzazioni e 1500 click, siamo forti nel nostro lavoro", poi però tu (diving) non sai che magari tra quelle 30.000 visualizzazioni e sopratutto tra i 1500 click hai dentro gente che cercava "meteo Sardegna" piuttosto che altre ricerche molto più ampie. Di FB poi non ne parliamo

        On-Shore Volunteer presso Sea Shepherd Italia

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        • #5
          Originariamente inviato da root_77 Visualizza il messaggio
          Oddio, sulla pubblicità online volendo potresti benissimo far arrivare il giusto messaggio al tuo target,
          è quello che ho detto, il target di un certo tipo riceverà sempre il messaggio per il suo target.
          Quello che intendo, è che non c'è più chi accende la televisione per vedere l'A-team la domenica mattina, e si trova la pubblicità dei film di Cousteau.
          www.bludivecenter.com

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          • #6
            E' fuor di dubbio che i costi attuali, confrontati con le possibilità economiche dei nostri giovani, restituisce una situazione quasi insostenibile per la stragrande maggioranza degli interessati. Il ritorno ad una subacquea che si concentra sulla semplicità e bellezza di sommozzare in pochi metri (18-30) luminosi di acqua è impossibile fino a che le didattiche, invece di concentrarsi per sviluppare la passione dei ragazzi, si concentrano per sviluppare piani di marketing che le trasformano in brevettifici atti a portare un ragazzo, nel minor tempo possibile, ad essere un istruttore (ma perchè poi) super accessoriato che a sua volta spinga i neo brevettati a fare altrettanto. Passato questo step si fa credere che il passo necessario, o quasi, sia diventare un subacqueo tecnico con tutto ciò che ne consegue. Direi che il giochino è durato anche troppo, come pensiamo che una subacquea semplice e spensierata possa tornare? La cosa positiva è che negli ultimi 30 anni , tante persone hanno avuto modo di lavorare nel settore e a campare famiglia. Ora arriva anche la nuova legge , praticamente un accanimento terapeutico su un cadavere ..... non la vedo una situazione rosea , ma io sono vecchio e pessimista.

            A presto amici
            Ciao MarenaSub
            Cit.Silvano :
            Qualcuno ha persin detto che per andare sott'acqua ci vogliono le palle.
            E subito qualcun'altro ha scritto che palle e scroto raggrinziti dal freddo spostano meno liquido che le stesse allascate e gonfie per la calura, se ne deduce che con le palle al fresco si è negativi e si può togliere zavorra, viceversa , a palle lasche , un po' di zavorra in più non fa mai male.

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            • #7
              La nuova legge darà il colpo di grazia alla subacquea italiana.
              Chi potrà economicamente si rivolgerà ai mercati extraeuropei dove tra l'altro le soddisfazioni in avvistamenti sono nettamente migliori e ci sono meno sbattimenti.
              Rimarranno forse pochi fanatici e relittari. La contrazione della domanda determinerà una contrazione dell'offerta.
              Nel medio periodo (come dalla rek c'è stato alla tek) ci sarà però un incremento dei corsi rebreather in quanto si va a pescare nella base già esistente. Il rebreather però non è adatto a tutti per la cura che richiede la macchina e sono scettico su soluzioni chiavi in mano per l'estero (cioè trovare il reb in barca fornito dal diving invece della bombola).
              www.liberisub.it

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              • #8
                Originariamente inviato da M. Visualizza il messaggio
                sono scettico su soluzioni chiavi in mano per l'estero (cioè trovare il reb in barca fornito dal diving invece della bombola).
                Presumo porterebbe a dei prezzi stratosferici. Mi pare che un paio di diving a Sharm avevano i JJ a nolo ma ti veniva tipo 500 euro a giornata in barca.

                On-Shore Volunteer presso Sea Shepherd Italia

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                • #9
                  Originariamente inviato da TheDoctor Visualizza il messaggio
                  come pensiamo che una subacquea semplice e spensierata possa tornare?
                  A livello puramente di costi/benefici quella è la strada che dovranno seguire.
                  Prendiamo un set puramente ricreativo, spulciando ad esempio Decathlon:

                  - Octopus Cressi: 270 euro
                  - Gav 300 euro
                  - Computer 190 euro
                  - Muta 150-200 euro
                  - Pinne e maschera altri 80-100 euro

                  Totale un migliaio di euro pronto-mare.

                  Se andiamo sul tecnico, a quel prezzo manco il computer porti a casa (ne so qualcosa, dovendo rinnovare l'attezzatura )
                  On-Shore Volunteer presso Sea Shepherd Italia

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                  • #10
                    anche lo stretto di hormuz mi dice che son vecchio. questa roba qui mi fastidia un po'. comunque non dispero, il side mount lo ho e in acqua ci vo pure ad aria. ma credo per il futuro o ci svegliamo o avremo problemini più invalidanti che l'elio. comunque e sempre: viva i giovani, sperando non li ammazzino tutti.
                    ......lasciami l'orgoglio di essere solo un uomo...

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                    • #11
                      [QUOTE=root_77;n1452213)[/QUOTE]

                      Quelle sono schifezze anche per il ricreativo ...
                      www.liberisub.it

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                      • #12
                        Originariamente inviato da M. Visualizza il messaggio
                        cioè trovare il reb in barca fornito dal diving invece della bombola).
                        Mi auguro che non succeda mai una cosa del genere

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                        • #13
                          Originariamente inviato da TheDoctor Visualizza il messaggio
                          E' fuor di dubbio che i costi attuali, confrontati con le possibilità economiche dei nostri giovani, restituisce una situazione quasi insostenibile per la stragrande maggioranza degli interessati. Il ritorno ad una subacquea che si concentra sulla semplicità e bellezza di sommozzare in pochi metri (18-30) luminosi di acqua è impossibile fino a che le didattiche, invece di concentrarsi per sviluppare la passione dei ragazzi, si concentrano per sviluppare piani di marketing che le trasformano in brevettifici atti a portare un ragazzo, nel minor tempo possibile, ad essere un istruttore (ma perchè poi) super accessoriato che a sua volta spinga i neo brevettati a fare altrettanto. Passato questo step si fa credere che il passo necessario, o quasi, sia diventare un subacqueo tecnico con tutto ciò che ne consegue. Direi che il giochino è durato anche troppo, come pensiamo che una subacquea semplice e spensierata possa tornare? La cosa positiva è che negli ultimi 30 anni , tante persone hanno avuto modo di lavorare nel settore e a campare famiglia. Ora arriva anche la nuova legge , praticamente un accanimento terapeutico su un cadavere ..... non la vedo una situazione rosea , ma io sono vecchio e pessimista.

                          A presto amici
                          È abbastanza vero, com'è vero che molti, negli ultimi anni hanno semplicemente ignorato il problema.
                          E purtroppo sono gli stessi che avrebbero potuto, non l'hanno fatto, e oggi vedono un futuro nero.

                          Già 15 anni fa, presentai dei progetti per favorire gli accessi da terra agli sportivi (sup, canoa, sub), fuori, ma soprattutto dentro ai parchi e amp, che hanno nello statuto la diffusione della cultura del mare.
                          Cosa che, a mio avviso avrebbe potuto creare interesse, abbassare i costi,

                          È passato tutto nel silenzio più assoluto, ne parlai anche nei forum, stessa solfa.
                          C'è stato un completo distacco e disinteresse, magari non era la soluzione, ma è stata evidente la completa, apatica noncuranza ad una cosa che non toccava il giardino di casa.

                          Passerà inosservata anche questa. Ma se davvero si vuole fare qualcosa per la subacquea, da queste cose bisogna partire, ognuno nel proprio piccolo.
                          Ritornare nelle scuole sub se si è in città, favorire gli accessi a mare se si vive sulla costa.
                          Regalate l'attrezzatura che avete nel cassetto da 5 anni. Ogni tanto portatevi qualcuno in gommone.
                          Anche i diving possono fare la loro parte, calmierare i prezzi per chi abita in zona, e poi dargli supporto, come ricariche gratis o a prezzo di costo se vanno da terra, creare una rete che permetta l'acquisto e la revisione dell'attrezzatura.
                          Magari smettiamola anche con le guerre ai mulini a vento.
                          www.bludivecenter.com

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                          • #14
                            Originariamente inviato da M. Visualizza il messaggio

                            Quelle sono schifezze anche per il ricreativo ...
                            Sono equipaggiamenti di tutto rispetto e perfettamente adatti al ricreativo. Il Cressi XS Pack(269 euro) lo ho e funziona una meraviglia da parecchi anni senza mai metterci mano.

                            Per immersioni fino a 30metri non ha chissà quali differenze dal Poseidon che uso normalmente per tuffi più impegnativi. In Mar Rosso sempre portato quelli.
                            On-Shore Volunteer presso Sea Shepherd Italia

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                            • #15
                              belin castelvetrano è piena di mulini a vento e nessuno gli fa la guerra
                              ......lasciami l'orgoglio di essere solo un uomo...

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