Alan il sub, rapito dal mare 23 anni fa ora è morto anche per il tribunale

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  • Alan il sub, rapito dal mare 23 anni fa ora è morto anche per il tribunale

    "Si chiude con un piccolo annuncio sui giornali e un'udienza in tribunale la ricerca di Alan Lungo, esperto sub torinese scomparso 23 anni fa nelle acque dell'isola di Vulcano, nelle Eolie.
    Il corpo non è mai stato ritrovato e i familiari, assistiti dall'avvocato Umberto Rizzi,
    hanno fatto richiesta per la dichiarazione di morte presunta, passo burocratico necessario perché anche per legge Alan sia defunto, con tutti gli effetti che ne conseguono nelle questioni di famiglia.

    "Chi non passa attraverso esperienze del genere non può capire cosa si provi a sapere che il proprio familiare è morto ma per la legge risulta ancora in vita",
    racconta la sorella Raffaella.
    Era il 5 settembre 1998 il giorno in cui Alan si è tuffato in mare e non è più risalito.

    Continua al link


    L'ultimo passo burocratico per chiudere una dolorosa vicenda: una targa lo ricorda all'isola di Vulcano
    nello

  • #2
    Troppo spesso la burocrazia è insensibile nei confronti delle persone

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    • #3
      C'è una grossa anomalia, in Italia, su questo genere di cose.
      Non è solo la lentezza, ci sono di mezzo un sacco di altri fattori.

      Mi vengono in mente l'attacco da squalo nel golfo di Baratti e una tomba vuota nel Burkina Faso. Mentre il secondo caso ere eclatante, il primo (non do giudizi) ha dato molto da pensare alle assicurazioni.

      Ma non è questo il punto vero: le frodi, vere o presunte esistono ovunque.
      A conti fatti ho passato più anni all'estero che in Italia, e non è che all'estero la giustizia sia un fulmine di guerra o chissà cosa, ma l'anormalità italiana è seria e fa pensare: l'Italia è il paese più lento d'Europa.

      Ho imparato, a mie spese, che prima di esprimere giudizi è meglio documentarsi bene.
      Frugando ho scoperto che in Italia si aprono più cause civili che in Francia e UK, due paesi che hanno una popolazione più consistente.

      Siamo cittadini litigiosi e turbolenti, insomma. Se uno fa causa a un altro, qualcosa è andato storto da qualche parte, visto quello che costano le cause.
      Ma l'idea che persiste è che lo Stato cerchi di farcela pagare con la lentezza.
      Come a scuola ai vecchi tempi:
      se non esce fuori il colpevole tutta la classe verrà punita.



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