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  • #46
    ciao Rana
    Condivido quello che scrivi il lancio del pallone andrebbe fatto spesso, per allenare i vari passaggi
    Personalmente in quasi tutte le immersioni a 21 metri dopo cambio gas al lago mando su il pallone assicurato al reel
    Il contesto che ho in mente è prettamente quello di un immersione tecnica avanzata ,con diversi minuti di deco da fare.
    Quando lanciare dal fondo? quando lanciare a mezz’acqua ?ognuno fa come meglio credo, non ho nulla da insegnare a nessuno ma lanciare il pallone a 10 metri dopo diversi minuti di deco non lo trovo corretto
    Il barcaiolo potrebbe perderti di vista , a mio avviso prima segnali la tua posizione e meglio è
    Su un relitto a 80/90/100 metri una cosa è vincolarti a ritrovare il pedagno ,un'altra cosa è risalire il libera , un'altra cosa è poter crearsi una cima di risalita in qualsiasi parte del relitto , guadagnano tempo prezioso da dedicare al tuffo.....
    Quale è l’opzione migliore?
    Al mare , in immersione secche mare aperto da fondali di 75/65metri risalgo in libera comunicando preventivamente al barcaiolo che al minuto x vedrà apparire il pedagno ,il pallone lancio da 36mt al primo cambio gas. Su fondali più importanti a mio modesto parere gestire una risalita in libera non è una cosa banale, da qui esigenza di assicurarsi una cime su cui fare una corretta risalita in trimix,
    G bag /cosi come la tanichetta nascono proprio nel contesto di queste immersioni fonde
    http://profondeemozioni.blogspot.com...V5SQJ1vZvQ6WZR
    http://profondeemozioni.blogspot.com/

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    • #47
      Originariamente inviato da paolinus Visualizza il messaggio
      ciao Rana
      Condivido quello che scrivi il lancio del pallone andrebbe fatto spesso, per allenare i vari passaggi
      Personalmente in quasi tutte le immersioni a 21 metri dopo cambio gas al lago mando su il pallone assicurato al reel
      Il contesto che ho in mente è prettamente quello di un immersione tecnica avanzata ,con diversi minuti di deco da fare.
      Quando lanciare dal fondo? quando lanciare a mezz’acqua ?ognuno fa come meglio credo, non ho nulla da insegnare a nessuno ma lanciare il pallone a 10 metri dopo diversi minuti di deco non lo trovo corretto
      Il barcaiolo potrebbe perderti di vista , a mio avviso prima segnali la tua posizione e meglio è
      Su un relitto a 80/90/100 metri una cosa è vincolarti a ritrovare il pedagno ,un'altra cosa è risalire il libera , un'altra cosa è poter crearsi una cima di risalita in qualsiasi parte del relitto , guadagnano tempo prezioso da dedicare al tuffo.....
      Quale è l’opzione migliore?
      Al mare , in immersione secche mare aperto da fondali di 75/65metri risalgo in libera comunicando preventivamente al barcaiolo che al minuto x vedrà apparire il pedagno ,il pallone lancio da 36mt al primo cambio gas. Su fondali più importanti a mio modesto parere gestire una risalita in libera non è una cosa banale, da qui esigenza di assicurarsi una cime su cui fare una corretta risalita in trimix,
      G bag /cosi come la tanichetta nascono proprio nel contesto di queste immersioni fonde
      ​Ciao Paolo,
      grazie per le risposte
      Molto interessanti.


      Cordialmente
      Rana

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      • #48
        Un altro motivo per lanciarlo da profondità maggiori è la dimensione del pallone. Con mare formato, o comunque in situazioni in cui ci si potrebbe allontanare dalla barca, è opportuno lanciare un pallone di dimensioni importanti, impossibile da gonfiare a -10 o a -5
        The frogarthian way of diving

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        • #49
          Scusate l'off topic ma non riesco a capire come si inviano i MP...Paolinus vedo che sei in cerca di info sul metodo G bag..se ti interessa e mi giri in MP la tua mail ti mando volentieri foto, contatti x assemblarla e le procedure che utilizzo

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          • #50
            Originariamente inviato da Lombo Visualizza il messaggio
            Scusate l'off topic ma non riesco a capire come si inviano i MP...Paolinus vedo che sei in cerca di info sul metodo G bag..se ti interessa e mi giri in MP la tua mail ti mando volentieri foto, contatti x assemblarla e le procedure che utilizzo
            Ciao Lombo, molto gentile.
            Allego
            paolno79@gmail.com
            Grazie
            Ultima modifica di paolinus; 10-01-2017, 22:24.
            http://profondeemozioni.blogspot.com...V5SQJ1vZvQ6WZR
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            • #51
              Originariamente inviato da RANA Visualizza il messaggio

              Ciao Tonnetto,
              grazie anche a te per il tuo intervento.
              La tua riflessione la trovo molto interessante e mi da modo di mettere a fuoco quanto vorrei discutere con tutti voi.
              Io non sono d'accorso con un espressione dura come "rubare soldi".
              Da 18 anni seguo come istruttore il far didattica e spesso mi sono chiesto se le cose non possono essere fatte diversamente, meglio ecc, ecc.
              Io stesso ho più volte criticato corsi, impostazioni ecc, ecc.
              Con questo negli anni mi sono trovato anche davanti alle motivazioni che spingono le didattica verso le scelte fatte, motivazioni che il più delle volte hanno smontato le mie critiche.

              Il problema è la platea di subacquei a cui si rivolge il corso.
              La presente discussione ne è un bellissimo esempio (bellissimo intendo che la discussione è interessante e stimolante si chiaro apre su aspetti che spesso sono ignorati).

              Se si potesse elevare il grado di preparazione necessario per accedere a un corso relitti, in questo caso si potrebbe prendere in esame questa attività (esplorazione ineterna) ma se l'accesso è aperto alla base della formazione (come ho detto sopra un Padi Depp che è un corso a -40 metri in aria e per giunta in curva fa parte ancora della formazione iniziale) questa attività non è possibile.

              Chi sostiene il contrario (che i requisiti di ammissione di questi corsi permetterebbero la didattica finalizzata all'esplorazione di un relitto) non solo ruberebbe i soldi ai malcapitati ma sarebbe anche concedetemi l'espressione forte: "criminale" in quanto minerebbe la sicurezza.

              Questi sono corsi di specialità volti a prendere consapevolezza dei pericoli di un immersione sui relitti, formare una conoscenza di base, una cultura del relitto in grado di far comprendere la necessità di un lungo percorso formativo per arrivare a fare un'attività ad alto rischio come l'esplorazione interna dei relitti.

              In questo, cosa c'è di male, dove ruberebbero i soldi.
              Rubano i soldi perché hanno confezionato un pacchetto lezioni, immersioni finalizzato, a chi ha solo un esperienza subacquea iniziale (ricreativa), a dare consapevolezza di quello che vuol dire immersione sui relitti .... solo perché non insegnano a esplorarlo internamente ?

              Domanda: a tutti gli istruttori, chi di voi si sente in grado di insegnare l'esplorazione di un relitto interno e, per giunta a chi ha solo un iniziale formazione subacquea simile a quella di chi ha aperto il 3D (con tutto il rispetto, sia chiaro) ???

              In questo caso condivido le scelte fatte dalle didattiche, condivido un corso di specialità che non è volto ad abilitare a fare cose al di fuori della portata della preparazione di base dei subacquei che vi s'iscrivono e anche degli istruttori che li tengono (io per primo, sia chiaro, poi, se ci sono istruttori che pensano che un brevetto Depp Padi -40 in curva di sicurezza - attività di fatto ricreativa - sia un subacqueo che si possa formare all'esplorazione interna di un relitto, io alzo le mani ed ammetto che probabilmente io ho dei limiti che altri non hanno).

              Il corso è volto a prendere consapevolezza dei pericoli di un immersione sui relitti, a formare una cultura dei relitti, a far capire ai subacquei che espandere l'operatività all'interno del relitto è un'attività tecnica che richiede esperienza differenziate in un percorso di esperienza necessariamente più ampio e lungo.

              Cordialmente
              Rana

              Ciao RANA,
              scusa il ritardo ,
              come sempre è piacere argomentare su queste tematiche.

              Hai sollevato degli spunti interessanti e magistralmente argomentati che come sempre condivido completamente o quasi.

              Faccio però alcune osservazioni sempre "
              pour parler"

              La tua riflessione "
              sono corsi di specialità volti a prendere consapevolezza" è ineccepibile,

              "se e solo se"

              i subacquei che si affacciassero ai corsi di specialità abbiano uno spirito "costruttivo" e la "passione" identica a quello che hai mostrato nella risposta a
              paolo55 qualche pagina fa. Purtroppo però molto spesso però non è così.

              Da quel che vedo (nonostante sia da poco in questo universo) è che
              sempre più spesso le specialità diventano delle medaglie al proprio ego (come qualcuno ha già fatto notare), con il limite ed il problema maggiore che queste non rispecchiano la preparazione del sub in termini di abilità.

              La mia critica quindi non è tanto legata al fatto che i corsi siano "inutili in sè", in quanto questi nascono con nobili obbiettivi. Tanto meno ce l'ho con gli istruttori, che con le ore a disposizione fanno anche più di quanto richiesto.

              La mia critica invece è verso le didattiche, chi più chi meno che hanno suddiviso i programmi in mille sotto-unità didattiche con nomi altisonanti e fuorvianti giusto per accattivarsi i "clienti".

              Ora: il problema dei 1000 corsi è legato al fatto che preparare un subacqueo costerebbe altrimenti troppo e ci sta, da qui la motivazione di suddividere le unità didattiche (cioé per ammortizzarne i costi).


              Ma le cose sbagliate sono due

              1) è "che non si boccia mai" o quasi mai
              2) la seconda è che i corsi non dovrebbero solo fornire "
              consapevolezza" ma anche abilità e questo non è sempre vero purtroppo

              Concludo infine non mascherando l'odio profondo verso i corsi intensivi. Diciamocela tutta, uno che in acqua non c'è mai stato o c'è stato poco, e che a volte manco sa nuotare cosa potrà mai imparare in un corso OWD svolto in 3 o 4 giorni consecutivi?

              Con questo non mi aspetto che questa chiaccherata porti a delle soluzione, scrivo giusto per confronto e per capire i vostri punti di vista.


              Un saluto,
              Tonnetto

              ----------------------

              Aggiungo infine un OFF-Topic interessante giusto per mettere pepe alla discussione e per risollevare un ever-green di quelli che piacciono ai più.


              Questa frase che sentii da un istruttore che stimo parecchio, e faceva più o meno così: "L'avere un GAV tutto dietro, un BIBO, od uno o più corsi TEK alle spalle non fa di un Sub un Sub Tecnico".

              Frase che parafraso come segue: la tecnicità non la dà l'attrezzatura o l'immersione in se, ma le "Skills" (cioè le "Tecniche" intese come abilità). La subacquea è sempre quella, il limite ricreativo è, imho, semplicemente un limite fisiologico legato alla curva di sicurezza oltre che un limite legato alle capacità che si padroneggiano.
              Ultima modifica di Tonnetto; 12-01-2017, 15:08.
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              • #52
                Scusate ma le vostre risposte mi hanno messo un pò in confusione, nel senso che anche se sono all'inizio, nessuno mi insegna la consapevolezza, quella la si ha già nel momento in cui ci si iscrive ad in corso sub (o ad un corso di elettronica,si fa per dire) quello che si dovrebbe insegnare(almeno è ciò che mi aspetto) è che un istruttore mi insegni le tecniche (corso di specialità o generico)

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                • #53
                  Originariamente inviato da crazysub75 Visualizza il messaggio
                  Scusate ma le vostre risposte mi hanno messo un pò in confusione, nel senso che anche se sono all'inizio, nessuno mi insegna la consapevolezza, quella la si ha giÃ* nel momento in cui ci si iscrive ad in corso sub (o ad un corso di elettronica,si fa per dire) quello che si dovrebbe insegnare(almeno è ciò che mi aspetto) è che un istruttore mi insegni le tecniche (corso di specialitÃ* o generico)

                  Inviato dal mio HUAWEI Y560-L01 utilizzando Tapatalk
                  Imho, purtroppo le didattiche sono limitate dal fatto che se volessero fare "veramente bene le cose" un OWD dovrebbe durare molto di più di quanto non lo sia.

                  Per contro, chi cerca di far le cose bene spesso è criticato e perde bacino di utenza.

                  Ad esempio: in Fipsas per OW è richiesto una vasca di RANA in Immersione e 10 minuti di nuoto continuativo. Ti giuro non è difficile, ma per questo è criticata. I motivi? I corsi si dice siano: a) faticosì, b) durano troppo, c) gli istruttori sono severi etc etc...

                  In rete ne trovi di tutti i colori, il problema però è che gli istruttori voglio insegnare anche le tecniche oltre che la consapevolezza. Ma se poi tutti si fanno un corso PADI che dura magari 4 giorni capisci che sei costretto ad abbassare lo standard...e dare consapevolezza invece che skills.

                  Ti faccio un esempio il mio 1°Grado prevedeva:

                  12 Ore di Teoria
                  10 di Bacino Delimitato
                  6 Uscite in Aque libere

                  I nostri istruttori, che ringrazio sempre perchè ci hanno assecondati, hanno aumentato tutte le ore, raddoppiando in particolare le ore di piscina. Questo non perché eravamo imbranati ma perché invece di insegnarci a fare una vasca in rana immersione, ci hanno preparato alle basi di apnea portandoci a farne quasi 2. E ben 3 e mezzo di apnea con le pinne, nel mio caso.

                  Ci facevano mettere il gruppo ARA in mezzo alla piscina (chiuso), ed in coppia, uno in apnea, andava verso il gruppo, lo apriva, 2 atti respiratori, lo chiudeva, e si allontanava stando in apnea sul fondo. Quindi partiva il compagno che faceva lo stesso, E quindi il primo si recava nuovamente a respirare verso il gruppo.

                  Che sia troppo per un Open Water io non credo, ma molti non sono d'accordo e copiano il modello americano...


                  Ultima modifica di Tonnetto; 12-01-2017, 18:58.
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                  • #54
                    ps. In passato i corsi erano pure più difficili! Guarda questo documentario:
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                    • #55
                      Grazie Tonnetto per...il tuffo nel passato.

                      Un tempo la formazione del subacqueo DOVEVA necessariamente passare per:

                      - Acquisizione dell'acquaticità

                      - Conoscenza delle tecniche

                      - Messa in pratica dei concetti e delle tecniche acquisite

                      Per questo motivo un corso base (l'odierno OWD) durava almeno cinque mesi, rigorosamente in piscina. Le bombole,se ben ricordo, si impiegavano nelle ultime cinque lezioni.

                      Al termine del corso si dovevano affrontare e superare l'esame in piscina, seguito da quello al lago (con ingresso in acqua da terra) ed infine al mare. Così facendo veniva messa alla prova la capacità dell'allievo di operare in ambiente chiuso (la piscina), senza pareti laterali (il lago) ed infine nel blu, nell'acqua alta.

                      La visione del filmato mi ha riportato indietro di oltre trent'anni e ricordato che al termine della vestizione sul fondo (prova temutissima) l'allievo doveva riemergere, rivolgere lo sguardo all'esaminatore ed attendere il suo cenno prima di svuotare lo snorkel espirando.

                      Poi è arrivato il PADI e la mercificazione di tutto ciò che girava attorno alla subacquea.

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                      • #56
                        Originariamente inviato da Pablito. Visualizza il messaggio

                        Poi è arrivato il PADI e la mercificazione di tutto ciò che girava attorno alla subacquea.
                        E aggiungo, inserendo tutta una serie di limiti che non hanno fatto altro che creare confusione sulla tecnica della subacquea creando false sicurezze. Vedi terrore del fuori curva e della decompressione, immersione in solitaria etc.
                        cordialità
                        Turbosub

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                        • #57
                          Originariamente inviato da crazysub75 Visualizza il messaggio
                          Scusate ma le vostre risposte mi hanno messo un pò in confusione, nel senso che anche se sono all'inizio, nessuno mi insegna la consapevolezza, quella la si ha giÃ* nel momento in cui ci si iscrive ad in corso sub (o ad un corso di elettronica,si fa per dire) quello che si dovrebbe insegnare(almeno è ciò che mi aspetto) è che un istruttore mi insegni le tecniche (corso di specialitÃ* o generico)

                          Inviato dal mio HUAWEI Y560-L01 utilizzando Tapatalk
                          ​Ciao Crazysub75.
                          Il concetto di consapevolezza è ampio.
                          Nella subacquea io intendo sapere "leggere" gli eventi che succedono sott'acqua ed attuare
                          comportamenti adatti a salvaguardare la sicurezza.

                          Per arrivare a questo bisogna avere consapevolezza di se stessi (propriocezione).
                          Per arrivare a questo bisogna avere la conoscenza dell'ambiente subacqueo dove ci s'immerge.
                          Per arrivare a questo bisogna padroneggiare le tecniche necessarie alle immersioni affrontate.
                          Per arrivare a questo bisogna sapere che tipo di attrezzature sono richieste.
                          Ecc. ecc. ecc. ecc. ......

                          Tutti questi aspetti si devono fondere nella nostra esperienza e creare quella specie di "sesto senso" che non è altro che la nostra capacità di gestire tutto quanto sopra descritto in maniera percettiva al fine di avere consapevolezza a 360 gradi di quanto ci sta succedendo sott'acqua in ogni momento.

                          Inoltre non tutti siamo uguali, ci sono persone più predisposte per natura personale alla subacquea e persone che non hanno la stessa predisposizione questa semplice differenza cambia se non altro i tempi con cui due persone raggiungono la stessa consapevolezza sott'acqua ma le differenze personali sono molte altre ancora come pure la motivazione che ti spinge a fare certe cose.......

                          Andare sott'acqua è un insieme di tutti questi aspetti che interagiscono anche con la nostra sfera emotiva.

                          Se quanto ho scritto è per te ragionevole, mi chiedo e ti chiedo, come pensi di avere questa consapevolezza ancora prima di fare il corso sub ?
                          Se non hai ancora affrontato un corso, se non hai almeno vissuto delle esperienze iniziali come puoi:

                          sapere come tu ti sentirai sott'acqua (o in determinate tipologia d'immersione) ?
                          sapere che difficoltà avrai ?
                          sapere che pericoli dovrai affrontare ?
                          sapere anche solo ponderare i vari pericoli (ammesso e non concesso che tu li sappia) ?
                          ecc, ecc, ecc, .......

                          Inizialmente puoi sapere solo se hai interesse o se la cosa non interessa ma (opinione personale opinabilissima) non puoi essere consapevole di quello che andrai a fare.

                          L'allievo è allievo proprio perché non è consapevole (ancora) di quanto va a fare (perché non è stato ancora formato) ...... e trova complementarità nella figura dell'istruttore, responsabile proprio perché è lui consapevole (in virtù della sua esperienza e formazione) dell'attività.

                          Provocazione
                          Se un allievo è consapevole dei pericoli, dei rischi ..... non è allievo, è tutto tranne che allievo.

                          Cordialmente
                          Rana

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                          • #58
                            Originariamente inviato da Pablito. Visualizza il messaggio
                            Grazie Tonnetto per...il tuffo nel passato.
                            Il piacere è tutto mio. Secondo me è un documentario interessantissimo ed anche un po' divertente vista l'impostazione abbastanza militaresca!
                            Sembra quasi un documentario di Luce!


                            Ma si sa, a quel tempo gli istruttori erano tutti ex-militare "et similia".
                            Su Youtube trovi anche le altre parti, mi sembra siano 4 o 5 .

                            Comunque se ti può consolare, il 1° Grado io l'ho fatto circa un anno e mezzo fa e ti posso dire che quegli esercizi li abbiamo fatti "quasi" tutti, ed il corso è durato circa 3 mesi, 3 volte alla settimana.

                            Quindi c'è ancora chi fa le cose per bene! Certo un po' di compromessi si son fatti, ma l'impostazione è rimasta abbastanza simile a quella da te descritta.

                            Ciao
                            Tonnetto
                            Ultima modifica di Tonnetto; 13-01-2017, 10:34.
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                            • #59
                              Originariamente inviato da Pablito. Visualizza il messaggio

                              Poi è arrivato il PADI e la mercificazione di tutto ciò che girava attorno alla subacquea.




                              E aggiungo, inserendo tutta una serie di limiti che non hanno fatto altro che creare confusione sulla tecnica della subacquea creando false sicurezze. Vedi terrore del fuori curva e della decompressione, immersione in solitaria etc.

                              A quanto sopra aggiungo alcune mie riflessioni.

                              Non solo nella subacquea : si possono prendere delle scorciatoie ed accorciare i tempi, acquisire delle qualifiche altisonanti e magari fregiarsi del titolo istruttore o persino di Gran Mogol.
                              Poi però i nodi vengono al pettine, le lacune devono essere colmate : non si possono fare o peggio insegnare le cose che non si conoscono !
                              Non si può insegnare a correre a chi non ha ancora imparato a camminare.
                              Ci sono delle tappe obbligate e delle competenze di base che vanno sviluppate anche a costo di lunghi tempi e momenti di noia.
                              Saltando le tappe si arriva inevitabilmente ad un abbassamento della qualità media di insegnanti ed allievi e si mantiene una facciata credibile solo nei confronti dei meno informati.

                              Faccio notare che le mie ultime affermazioni derivano dalla modestissima esperienza nel ruolo di insegnante federale di judo e non in modo specifico dalla mia attività di sub ma mi sembra che in questo caso judo e sub pari siano.

                              Cordialmente
                              Paolo


                              Paolo

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                              • #60
                                Originariamente inviato da Pablito. Visualizza il messaggio
                                ...... Poi è arrivato il PADI e la mercificazione di tutto ciò che girava attorno alla subacquea.
                                Ciao a tutti.
                                Uso questo passaggio di Pablito come riassunto della discussione sulle didattiche (pregi e difetti).

                                E' un discorso vecchio come il mare, il "bicchiere" nonostante fiumi di parole, discussioni, interventi, liti, confronti e dibattiti è sempre rimasto "mezzo pieno o mezzo vuoto" a seconda di chi lo guarda.

                                Io negli anni ho maturato un mio pensiero alternativo, frutto anche della perdita di idealismo nel fare l'istruttore, mi piace ma qualche episodio (per fortuna non tanti) mi hanno fatto riflettere se effettivamente c'è da parte degli allievi l'effettiva volontà nel ricevere una formazione di un certo tipo.

                                Io sono convinto che viviamo un momento magnifico della subacquea (non vi sto prendendo in giro, parlo sul serio).
                                Magnifico perché ognuno ha la possibilità di trovare quello che cerca, di scegliere la nicchia formativa più congeniale a lui, qualsiasi fine si pone.
                                Questo dal mio punto di vista è magnifico perché permette il proliferare di esperienze diversificate, di fermento didattico, la fucina delle idee sempre accesa e sbuffante ......
                                Il tempo determina il "decantare" del tutto, fa affiorare e consolidare quanto è positivo, relegando a scorie quanto non efficiente.

                                Il rovescio della medaglia di una frammentazione didattica simile (enne didattiche) è il passaggio decisionale in toto alla domanda (sono gli allievi che decidono ciò che funziona), l'offerta non ha più nessun deterrente.

                                L'allievo decide quanto tempo dedicare, quale formazione scegliere ecc, ecc.
                                Spesso i canoni di scelta sono molto semplici, il costo e il tempo, il più delle volte il tempo diventa condizione principale anche sull'aspetto economico.

                                Non si ha tempo, cosi si relega il tutto a momenti in cui la vita frenetica si ferma o rallenta - le vacanze.

                                PADI non è il male, PADI è stata la salvezza della subacquea.

                                PADI è stata avanti rispetto a tutte le altre didattiche, ha capito che la subacquea doveva aprirsi a tutti e nel farlo doveva contrarre i tempi e i costi.
                                Se oggi abbiamo diving, attrezzature, se comunque c'è una domanda crescente, se la subacquea è uscita da sport di nicchia (per pochi amanti del genere) lo dobbiamo alla lungimiranza di questa didattica che al di la delle critiche è la numero uno in termini di successo a livello mondiale sotto tutti gli aspetti, numero di brevetti, fatturato, presenza a livello globale.

                                L'errore non è di PADI, che fa quello che propone in maniera impeccabile, impeccabili sono i loro supporti didattici, impeccabili i loro standard,
                                Il problema non è PADI semmai l'uso improprio e a volte doloso del metodo PADI che alcuni hanno fatto e fanno.

                                Sono le altre didattiche che hanno fatto a mio avviso errori mostruosi accecati dall'incapacità di cambiare e quando hanno cambiato, di cambiare non valorizzando la loro esperienza specifica il loro saper fare - cosa che non hanno saputo fare.

                                PADI non è cambiata mai, sempre fedele a quello che è, sono le altre che si sono buttate a un inseguimento senza senso nei suoi confronti.

                                Le didattiche federali depositarie di un esperienza immensa e d'immenso valore, basta guardare il filmato storico della FIPSAS "La formazione del sommozzatore sportivo" postato da Tonnetto un filmato la cui importanza non va vista nel contesto moderno dove tutto è scontato e di quel filmato rimane solo il romanticismo passato, la malinconia dei vecchi documentari dell' "Istituto Luce", va visto nel contesto in cui è stato girato, un contesto (il dopo guerra) dove non esisteva nulla del genere in tutto il mondo.
                                Non esistevano scuole didattiche cosi avanzate da nessuna parte del globo, venivano dall'America a fare quei corsi in Italia.

                                Provate a pensare che immensa esperienza si aveva in anni in cui non c'era nulla ma nulla di tutto questo è stato valorizzato, nulla di tutto questo è stato portato nell'era moderna.

                                Con il tempo ci siamo, tutti, "padizzati" ..... cosi, dopo anni di piattume didattico passati a far la guerra a PADI quando questa era già oltre le possibilità di chiunque .... sono arrivati i DIR e il loro carico di rigore, passione, con il loro metodo, con le loro novità e di nuovo la rincorsa bovina a imitare .... scimmiottare.
                                Non critico l'imparare, critico l'imitazione di quanto non è nelle corde e l'aver buttato via tutte quelle esperienze che avrebbero potuto caratterizzarci in maniera univoca.
                                Tutti a "vestire" DIR, se il diavolo veste Prada nella subacquea veste GUE

                                Sia chiaro non critico GUE, come non critico PADI, ognuna di queste didattiche, ognuna a loro modo hanno aperto nuove strade hanno arricchito la subacquea.
                                GUE ha rivoluzionato tanti aspetti questo è innegabile.

                                Continuo a leggere critiche alla frammentazione dei corsi ........ come in tutte le cose il problema non è un percorso didattico con più gradini ma l'abuso che se ne fa.
                                Ma anche qui la colpa non è delle sole didattiche, la colpa spesso è della domanda.
                                Ne sono un esempio i DIR / GUE.
                                La loro didattica è di moda, la loro didattica è indubbiamente valida eppure commercialmente non ha il successo di PADI tanto screditata.
                                Paradossale è un noto diving che propone corsi GUE ma anche corsi PADI per chi non ha tempo o risorse, economiche adeguate (non sto criticando ci mancherebbe, ma permettete che non posso non notare la dualità delle scelte).
                                Parliamo della necessità di corsi lunghi ..... ma cosa te ne fai di un corso lungo se non hai la domanda di un tale corso.

                                Morale della favola ....
                                Ognuno ha quello che cerca, ognuno trova quello che desidera.

                                Non volete un corso PADI andate a fare un corso GUE, non volete il rigore di GUE, andate a fare un corso federale, o di una delle enne didattiche che propongono approcci differenti ...... sicuramente trovate quello che fa per voi.

                                Per cui non mi preoccupo più se i corsi vengono frammentati, se lo fanno vuol dire che qualcuno li fa e se qualcuno vuole farli ben vengano questi corsi.
                                Quello che non funziona non viene venduto e se non viene venduto sparisce dal mercato.

                                Il problema quale è ???
                                Il fatto che la domanda presenta una fortissima differenziazione ???

                                Questo non è un problema ma una ricchezza, nessuno obbliga nessuno, quello che non funziona le regole del mercato lo estingue, se PADI non si estingue un motivo c'è

                                Io sono contento che c'è PADI e tutti gli altri, io sono contento che si possa scegliere, io sono contento che il mondo sia a colori e non monocromatico.
                                Una subacquea standardizzata alla DIR tutti uguali, cosi o niente subacquea, per quanto "sicura" a me farebbe orrore, smetterei immediatamente.

                                Io sono contento che la subacquea sia ancora un posto libero dove poter andare senza gav senza che nessuno possa rompermi le scatole perché non allineato al pensiero comune.

                                Si è vero c'è il pericolo di sbagliare scelte ma la vita è fatta di scelte anche sbagliate, io voglio il libero arbitrio.

                                Cordialmente
                                Rana

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