Contorno occhi gonfi e rossi.

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  • lunaticgate
    ha iniziato la discussione Contorno occhi gonfi e rossi.

    Contorno occhi gonfi e rossi.

    Sabato scorso, ho fatto due immersioni ad aria, entro i 30 metri (la prima ho raggiunto 34 metri per qualche minuto).
    Entrambe le immersioni sono durate poco meno di un'ora.
    La sera, mi sono trovato delle bollicine sul dorso delle mani, ma in nessun altra parte del corpo, mi sentivo un pò stanco.
    La domenica, le bollicine erano sparite, solo un gran mal di testa.
    Ieri, quindi a distanza di 4 giorni, mi sono svegliato con entrambi gli occhi gonfi con il contorno occhi arrossato e squamato.
    Nessun problema alla vista, ma solo un senso di pesantezza delle palpebre, dovuto al gonfiore.
    Ho fatto degli impacchi di camomilla, e stamattina sembrano leggermente meno gonfi, ma persiste il senso di pesantezza del contorno occhi e palpebre.
    Secondo voi, ho preso solo freddo, o ci può essere altro?

  • pirla di turno
    ha risposto
    Originariamente inviato da lunaticgate Visualizza il messaggio
    Premesso che va molto meglio con il gonfiore, ho fatto una visita in ospedale, ed è ritornato il problema alla sinusite che ho avuto un paio di anni fa. Per essere più precisi, non è mai andata via, perché sembrerebbe *cronica a causa di una deformazione congenita del setto nasale.
    Ho paura che questa cosa, possa pregiudicare per sempre la mia attività subacquea. A fine mese, rientro in Italia, e farò visite più specifiche.

    Inviato dal mio ASUS_Z017DA utilizzando Tapatalk

    Ciao, sono contento di sentire che va' meglio.

    Per quanto riguarda il fatto che " questa cosa possa pregiudicare per sempre la mia attività subacquea", per quanto mi riguarda la risposta è NO !
    Mi spiego meglio, fermo restando che farai tutti i controlli e le verifiche del caso una volta in Patria ... cosa di cui non dubito minimamente.
    Se la presunta deformazione congenita del setto nasale fosse stata così grave non saresti arrivato a fare tutte le immersioni che hai fatto, ti avrebbe fermato prima.
    Tutto, o quasi, si può fare con calma, metodo ed applicazione=rigorosa disciplina.
    Sono più vecchio di te di quasi un quarto di secolo e da più di mezzo "vado in acqua", il mio stato fisico attuale non è certo quello dei 20 anni ( e neanche dei 50, se è per questo ... ) , nel corso della vita tanti sono stati gli episodi traumatici, alcuni anche gravi. Sono ancora qua, vado ancora in acqua.
    Un episodio in particolare vorrei portare alla tua attenzione ( di sicuro non grave come fratture di vertebre ecc. ) : una trentina d'anni fa' mi ruppi il setto nasale in seguito ad un violento evento traumatico contusivo e non mi potetti neppure curare a dovere, causa di forza maggiore .
    In seguito notai una maggiore saltuaria episodica difficoltà a " compensare", non mi potevo più permettere le discese a cannone tipo 50/60 mt/min , ma dovevo " restare lì " e poi scendere in modo regolare e tranquillo. Una volta uno specialista ( "Otorino" ), in seguito a visita approfondita con rimozione corpo estraneo da un timpano, mi disse che non avrei potuto più fare immersioni causa setto nasale deformato dal vecchio trauma ... che secondo lui non sarei mai riuscito a compensare le cavità nasali, i seni frontali e via dicendo ... da allora non conto i tuffi fatti.
    Ogni tanto ci vado piano, ma non mollo.
    La tua sarà "una scelta di vita", del tipo " le immersioni per me contano e allora mi ci applico", oppure " le immersioni sono solo un hobby a cui posso, e voglio, rinunciare ". Nel primo caso adotterai la disciplina del caso, allenamento costante fuori e dentro l'acqua, tenersi in forma e curarsi sempre, non sottovalutare mai nessun segnale del proprio corpo, non forzarsi mai. Nel secondo caso implementerai Sushi e Prosecco.

    Com'è Yonagumi ?

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  • blu dive
    ha risposto
    Originariamente inviato da lunaticgate Visualizza il messaggio
    .... tra meno di un mese rientro in Italia definitivamente (non so quanto sia buona questa cosa),

    Facciamo cambio?
    Tu torni in Italia e Io vado in Giappone?

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  • lunaticgate
    ha risposto
    Assolutamente non mi fermo al primo medico, soprattutto se è giapponese. :P
    Io ne ho quasi 42, troppo presto per smettere! Visto che tra meno di un mese rientro in Italia definitivamente (non so quanto sia buona questa cosa), farò visite specialistiche. Incrociamo le dita!

    Inviato dal mio ASUS_Z017DA utilizzando Tapatalk

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  • blu dive
    ha risposto
    Originariamente inviato da lunaticgate Visualizza il messaggio
    sembrerebbe *cronica a causa di una deformazione congenita del setto nasale.
    Ho paura che questa cosa, possa pregiudicare per sempre la mia attività subacquea. A fine mese, rientro in Italia, e farò visite più specifiche.
    Fai una visita da uno specialista ma non fidarti di un solo parere se la risposta è "non andare sott'acqua"!!
    Ho 45 anni (sig), a 17 per dei fastidi (anche abbastanza seri) in risalita, causati da un problema simile al tuo, mi fu detto dal medico di turno che potevo far tutto "tranne che subacquea".
    L'incoscienza giovanile mi portò a fregarmene, da adulto altri medici, più seri e competenti in fatto di subacquea, hanno spesso sorriso di quell'affermazione.....

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  • lunaticgate
    ha risposto
    Premesso che va molto meglio con il gonfiore, ho fatto una visita in ospedale, ed è ritornato il problema alla sinusite che ho avuto un paio di anni fa. Per essere più precisi, non è mai andata via, perché sembrerebbe *cronica a causa di una deformazione congenita del setto nasale.
    Ho paura che questa cosa, possa pregiudicare per sempre la mia attività subacquea. A fine mese, rientro in Italia, e farò visite più specifiche.

    Inviato dal mio ASUS_Z017DA utilizzando Tapatalk

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  • Marc.one
    ha risposto
    Le manovre di compensazione in fase di risalita sono possibili, solo che non tutte le manovre sono adatte ma solo quelle di tipo motorio.
    Se si usano le manovre pressorie (Valsalva) od anche le motorie-pressorie (Frenzel), a maggior ragione se "forzando" la manovra, si rischia di farsi molto male.
    La mancata compensazione in risalita, sebbene sia un evento molto più raro rispetto a quella in discesa, comporta, infatti, il rischio di danni all'orecchio interno che sono molto più seri ed irreversibili rispetto a quelli che interessano l'orecchio medio (barotrauma) in caso di errata o mancata compensazione in fase di discesa.
    Come dice giustamente Rana di solito la compensazione in risalita non è necessaria perché le tube si aprono spontaneamente, ma in alcuni casi è utile utilizzare lo stesso le manovre per favorire la compensazione.
    Nel mio caso ad esempio, visto che in passato ho sofferto in risalita di leggeri giramenti di testa, ho preso l'abitudine di compensare favorendo l'apertura delle tube con semplici movimenti della mandibola che mi consentono, tra l'altro, di non interrompere mai la respirazione.
    Per approfondire gli aspetti della compensazione in risalita (ed altro legato alla compensazione), suggerisco la lettura del libro L'orecchio in immersione, di F. Di Donato, che assieme al testo di Mana, La compensazione evoluta, sono a mio parere i migliori testi in materia.
    Visto che ritengo lettura molto utile per il sub, magari apro un thread specifico di segnalazione di quel libro.

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  • Mercurio90
    ha risposto
    Problemi di compensazione in risalita possono provocare il blocco inverso...Si può provare a sbloccarlo forzando la compensazione risalendo...A me è successo 2 volte...dopo aver provato a scendere e risalire più volte sono riuscito a cavarmi dal problema forzando un pò....è stata utilizzata come ultima possibilità, forse ho capito che con il raffreddore non è il caso di fare immersioni...

    Per quanto riguarda il mal di testa post immersione con apnee... Secondo me è ipercapnia...e penso che si manifesti di più ad inizio a stagione in quanto dopo qualche immersione si riprende abitudine...siamo più allenati agli "affaticamenti" delle immersioni...

    Prurito e bollicine, ipotizzo qualcosa di diverso, sei entrato in contatto con qualche pianta/alga urticante? Il palmo è protetto dalle brevi esposizioni Ma Il dorso non ha la stessa protezione naturale

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  • lunaticgate
    ha risposto
    Originariamente inviato da Tonnetto Visualizza il messaggio

    Contatta il DAN e senti che ti dicono... solitamente la prassi è quella di chiederti delle fotogrfie giorno per giorno per vedere gli sviluppi e le risposte del corpo. Per certo cmq ti diranno di astenerti dalle immersioni per qualche giorno...

    Detto questo i profili sembrano normalissimi... per cui può essere qualsiasi cosa... l'unica incognita sembra essere l'eruzione cutanea che "potrebbe" far pensare ad una qualche forma lieve di mdd...

    Con ciò, ormai al quarto giorno quel che è fatto è fatto (credo)..ad ogni modo non bere più alcolici, iperidratati.

    Curiosità:

    Eri da molto che non ti immergevi? (Può spiegare il mal di testa)

    Circa 2 mesi e mezzo.

    Hai per caso fatto delle apnee prima dopo o durante (causa stress)... i consumi erano nella norma?

    Tutto nella norma

    C'era corrente o qualche altra situazione che può averti fatto iperventilare incamerando più azoto del normale?

    Corrente abbastanza, ma è un sito che conosco bene, eravamo in gruppo, quindi nessuno stress in particolare

    Sei riemerso con calma gli ultimi metri (3mt/min o meno)?

    Niente da segnalare, safety stop e poi sono riemerso come sempre.

    Solo bollicine o anche prurito/formicolo?

    Bollicine e prurito

    In risalita compensi deglutendo o con la valsalva? (In caso di FOP la valsalva può essere pericolosa )

    In salita compenso in automatico, nessuna manovra.

    Per questo io penso - sempre facendo chiacchiere da bar - che il problema sia legato ai seni facciali.
    E' quello che sto pensando anche io.
    Un paio d'anni fa, durante delle immersioni a Palau,ho avuto un problema in risalita con dolore ai seni facciali, con fuoriuscita di muco e sangue. Allora era una sinusite non curata a dovere.
    Farò nuovamente dei controlli prima di immergermi nuovamente.

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  • RANA
    ha risposto
    Originariamente inviato da Pablito. Visualizza il messaggio
    Ottima spiegazione, grazie.
    Ciao.
    ​Ovviamente permettimi di ribadire che non sono un medico e che stiamo semplicemente facendo chiacchiere da bar ed in quanto tali potrebbero essere sbagliate

    Originariamente inviato da Pablito. Visualizza il messaggio
    Ora però mi chiedo perchè il mal di testa compare (non sempre) solo al termine delle prime immersioni dopo un periodo di astinenza.
    Dopo un periodo passato senza immergermi (tipicamente l'inverno) correlavo il freddo al mal di testa ma forse mi sbaglio...

    .....oppure freddo (vasocostrittore) + CO2 induce il mal di testa, mentre la sola ritenzione di CO2 dovuta alle mie pause inspiratorie non è sufficiente a scatenarlo.

    Potrebbe essere?
    Io tendo ad essere molto più terra a terra nelle ipotesi.

    A inizio della stagione, dopo una lunga pausa dalle immersioni, è plausibile ritenere che le prime immersioni siano comunque momenti in cui riprendiamo confidenza con l'ambiente subacqueo e di conseguenza siano quelle che tendenzialmente innescano un maggior stress.

    Tu hai ammesso di praticare un controllo della ventilazione mi chiedo che tipo di controllo, da come ne parli fai delle pause ergo tendi ad andare in ritenzione.

    Normalmente non avviene una ritenzione tale da scatenare un mal di testa ma sono dell'idea che probabilmente arrivi al limite.
    Nelle prime immersioni, dopo una lunga pausa, il piccolo stress in più dovuto all'adattamento probabilmente ti fa produrre un piccolo delta maggiore di CO2 che probabilmente è la goccia che scatena in mal di testa.

    Tieni presente che la CO2 non la respiriamo ma la produciamo.

    Io non ti conosco ma permettimi la presunzione di discutere sul tuo modo d'immergerti, cerco solo di offrirti degli spunti di riflessione, se a quanto sto per scrivere non trovi riscontro nel tuo modo di andare sott'acqua non prendertela, perdona la mia presunzione e non considerare questo mio intervento.
    Se al contrario nei tuoi comportamenti riscontri alcuni aspetti, a te valutarli

    Il controllo del respiro non deve essere svolto con il fine di limitare la ventilazione, il controllo del respiro dovrebbe essere solo la constante presa di coscienza e consapevolezza di come si ventila.
    Cosa ben diversa dal limitare la ventilazione.
    Secondo me nelle prime immersioni dovresti liberare la ventilazione e limitarti solo ad osservarla (cosa più facile a dirsi che a farsi, dato che come cerchi di capire come respiri automaticamente causi una modifica della ventilazione).
    Ad ogni modo elimina pause e cerca di respirare liberamente come senti di fare senza guardare al consumo, cerca di prestare attenzione alla fase dell'espiro, svuota bene i polmoni.
    Fai delle prove e valuta se il mal di testa si ripresenta.

    Cordialmente
    Rana


    Ultima modifica di RANA; 08-03-2018, 12:51.

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  • Pablito.
    ha risposto
    Originariamente inviato da RANA Visualizza il messaggio
    Tendenzialmente i mal di testa sono correlati a una vaso dilatazione dei vasi a livello cerebrale, la CO2 è un vaso dilatatore ergo la ritenzione di CO2 innesca mal di testa anche feroci.
    Ottima spiegazione, grazie.

    Ora però mi chiedo perchè il mal di testa compare (non sempre) solo al termine delle prime immersioni dopo un periodo di astinenza.
    Dopo un periodo passato senza immergermi (tipicamente l'inverno) correlavo il freddo al mal di testa ma forse mi sbaglio...

    .....oppure freddo (vasocostrittore) + CO2 induce il mal di testa, mentre la sola ritenzione di CO2 dovuta alle mie pause inspiratorie non è sufficiente a scatenarlo.

    Potrebbe essere?

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  • pirla di turno
    ha risposto
    Originariamente inviato da RANA Visualizza il messaggio
    Tendenzialmente i mal di testa sono correlati a una vaso dilatazione dei vasi a livello cerebrale, la CO2 è un vaso dilatatore ergo la ritenzione di CO2 innesca mal di testa anche feroci.
    Il problema che il mal di testa a seguito di un immersione in cui si sono fatti errori nella ventilazione - ipoventilando e di conseguenza andando in ritenzione di CO2 non si manifestano dopo 4 giorni.
    La CO2 si normalizza subito come finisce l'immersione, l'effetto vaso dilatatore che scatena il mal di testa agisce nei primi momenti finita l'immersione ma poi passa.

    Per questo io penso - sempre facendo chiacchiere da bar - che il problema sia legato ai seni facciali.

    Cordialmente
    Rana
    Concordo senza dubbio per quanto riguarda il mal di testa da "avvelenamento" da CO2, dopo 4 giorni ... non è cosa, per il resto ... può essere tutto, o niente, compresa una forzatura dei seni nasali non pervi in discesa, ma anche lì ... se ne sarebbe accorto subito sia per il dolore che per la presenza di muco e sangue nella maschera e comunque dopo 4 giorni non dovrebbe avere dlore se non causato da una sinusite ostruttiva ... come scritto sopra è meglio farsi sentire/vedere da qualcuno se persiste o peggiora, senza dubbio. Sempre facendo chiacchiere da bar.

    Lascia un commento:


  • RANA
    ha risposto
    Ciao a tutti.

    Originariamente inviato da Tonnetto Visualizza il messaggio
    Sai quanti ne ho visto spingendo con valsalva... detto questo un minimo di compensazione anche in risalita non è un problema ed avvolte aiuta, ma da fare semplicemente deglutendo...
    la mia opinione è a metà tra le due espresse.
    ​In risalita come è stato ben spiegato non si dovrebbe compensare dato che in risalita non si ha l'introflessione del timpano ad opera della maggior pressione dell'acqua sulla parete esterna - in risalita si ha il problema opposto, l'estroflessione del timpano per aumento della pressione dell'orecchio medio.
    I sintomi sono i medesimi ma la compensazione in risalita non andrebbe fatta.
    Premesso questo, l'estroflessione del timpano in risalita si ha perché le trombe di eustachio sono collabite, chiuse.
    La manovra di compensazione, in questo caso (la risalita), a volte si usa per aprire i condotti ma l'uso deve essere consapevole di quello che s'intende fare - pena strinarsi i timpani.
    Con ciò alcuni sprovveduti, subacquei neofiti, mal addestrati potrebbero effettivamente essere portati a compensare in risalita reagendo senza pensare ad analoghi stimoli che sentono in discesa e cosi facendo farsi male, non dico rompere il timpano ma infiammarlo.
    Con questo non riesco (mio limite sia chiaro) a vedere una correzione tra questi problemi e il contorno occhi dopo 4 giorni.

    Originariamente inviato da Tonnetto Visualizza il messaggio
    Penso si riferisse al fatto che sei nuovamente in saturazione a pressione normobarica. Per quanto riguarda le sintomatologie invece è come dici, per quel che ricordo.
    E' sicuramente vero che alcune Pdd si sono manifestate anche dopo diversi giorni, con questo la possibilità che dopo le due immersioni descritte il soggetto sviluppi dopo 4 giorni una Pdd a me, ripeto a me che non sono un medico per cui sono consapevole che potrei sbagliare, sembra veramente remota a tal punto da non considerarla tra le ipotesi più plausibili.
    Quindi non nego anzi confermo che nei testi medici si parla anche di Pdd manifestate dopo 4/6 giorni, ma in questo caso a me sembra che difficilmente ci troviamo in questo ambito, propendo verso altre cause - ovviamente le mie sono chiacchiere da bar.

    Originariamente inviato da Tonnetto Visualizza il messaggio
    L'ho pensato anche io... vedi sopra...
    Tendenzialmente i mal di testa sono correlati a una vaso dilatazione dei vasi a livello cerebrale, la CO2 è un vaso dilatatore ergo la ritenzione di CO2 innesca mal di testa anche feroci.
    Il problema che il mal di testa a seguito di un immersione in cui si sono fatti errori nella ventilazione - ipoventilando e di conseguenza andando in ritenzione di CO2 non si manifestano dopo 4 giorni.
    La CO2 si normalizza subito come finisce l'immersione, l'effetto vaso dilatatore che scatena il mal di testa agisce nei primi momenti finita l'immersione ma poi passa.

    Per questo io penso - sempre facendo chiacchiere da bar - che il problema sia legato ai seni facciali.

    Cordialmente
    Rana

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  • Pablito.
    ha risposto
    Originariamente inviato da pirla di turno Visualizza il messaggio
    1. In risalita NON si compensa.....
    Perfettamente d'accordo. Soffro, da sempre, di catarro tubarico, e faccio spesso fatica a compensare nei primi metri di discesa; in compenso me ne libero, automaticamente e senza sforzi di compensazione, grazie al riequilibrio della pressione in risalita.

    Originariamente inviato da pirla di turno Visualizza il messaggio
    3.hai per caso il "vizietto" di trattenere il fiato ogni tanto? Questo porta a dei gran mal di testa dopo...
    Tra i tanti "vizietti" ho sempre avuto anche questo (io lo definisco "respirazione controllata") ma il mal di testa è sempre stato solo un corollario delle prime immersioni di stagione.
    Ti sarei grato se mi spiegassi la correlazione tra apnea inspiratoria ed encefalea.

    E...bada bene che neppure io sono un medico!

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  • Tonnetto
    ha risposto
    Originariamente inviato da pirla di turno Visualizza il messaggio
    Una sola cosa, anzi due ..., senza nulla togliere agli interventi degli esimi colleghi ( magari c'è anche qualche medico in mezzo ... mah, boh )

    1: in risalita NON si compensa, o almeno non si dovrebbe, e di sicuro non lo si deve fare con la "manovra di valsalva", i timpani sono già estroflessi causa pressione interna superiore a quella esterna ( benchè minima, seppur transitoria), non è certo il caso di forzarli ulteriormente in tal senso. Un tempo questa era una delle nozioni base, tra le tante, dei corsi tecnici ...
    Sai quanti ne ho visto spingendo con valsalva... detto questo un minimo di compensazione anche in risalita non è un problema ed avvolte aiuta, ma da fare semplicemente deglutendo...

    Originariamente inviato da pirla di turno Visualizza il messaggio
    2: dopo 4 giorni giorni non è vero che a " livello decompressivo non c'è più nulla ". Non sarà sicuramente questo il caso, ma anche dopo 6 giorni si possono avere, raramente ed in soggetti particolarmente predisposti, sintomatologie da MDD.
    Penso si riferisse al fatto che sei nuovamente in saturazione a pressione normobarica. Per quanto riguarda le sintomatologie invece è come dici, per quel che ricordo..

    Originariamente inviato da pirla di turno Visualizza il messaggio
    hai per caso il "vizietto" di trattenere il fiato ogni tanto? Questo porta a dei gran mal di testa dopo...)
    L'ho pensato anche io... vedi sopra...

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