brevetto fipsas- cmas

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  • #16
    Originariamente inviato da Gb87 Visualizza il messaggio
    La titubanza è normale che sorga, soprattuto all´inizio, quando entri in un forum per leggere le esperienze e le opinioni di chi ha piú esperienza di te e leggi spesso e volentieri che la didattica che ti ha rilasciato il certificato è considerata una schifezza...soprattutto se tu hai avuto una splendida esperienza e non ti sembrava poi questo schifo.
    Non è una schifezza, ci mancherebbe.
    ​Smettiamola di parlare per "luoghi comuni".
    Ora sei all'inizio, per fortuna hai trovato un bravo istruttore e la tua esperienze è positiva.
    Bene.

    Originariamente inviato da Gb87 Visualizza il messaggio
    Come dici tu io ho avuto un esperienza favolosa grazie a un ottimo insegnante e ad un super diving, e sono certa che l´80% dell´esperienza, soprattutto per chi comincia è legata all´insegnante e al modo in cui ti stimola a progredire.
    Bene, sono contento per te

    Originariamente inviato da Gb87 Visualizza il messaggio
    Ci sono persono che imparano meglio con didattiche dure e da marina e altri che invece pensano alla subaquea come un passatempo e divertimento e che non hanno voglia di sentirsi urlare contro o a sentirsi frustrati (ad esempio con insegnanti che ti dicono che tu puoi andare fino a -18 ma non cè niente di bello fino a -30) durante il proprio tempo libero...
    Sfatiamo un luogo comune.
    La mia esperienza è molto simile alla tua.
    Io ho avuto, come te, istruttori che mi hanno appassionato, ho avuto istruttori che mi hanno insegnato e non avevano bisogno di urlarmi dietro.
    Io non mi sono mai sentito frustrato durante i corsi, al limite quando finivano mi dispiaceva mi mancava qualcosa.

    Io non ho mai avuto chi mi dicesse che a -18 non posso andare, quando ho iniziato il primo corso (quello che durava 5-6 mesi) abilitava a -30
    Da qui una differenza non da poco rispetto al corso che hai fatto tu, non dico che per questo era meglio, o peggio dico che sono sicuramente due esperienze diverse per tanto smettiamola di paragonarli.

    Originariamente inviato da Gb87 Visualizza il messaggio
    Ció non toglie che eccezzioni ne esistono ovunque, in tutte le didattiche ci sono buoni e cattivi insegnanti, come tutte le didattiche hanno i pro e i contro.
    Esatto.

    Originariamente inviato da Gb87 Visualizza il messaggio
    Chi è easy è ti porta subito a vedere il mare e i pesci ma magari semplifica troppo e chi invece puó permettersi di fare 6 mesi di teoria prima di metterti un erogatore in bocca (e poi magari scopri che tu con un erogatore in bocca non riesci a starci ...caso di un amica che mi ha molto colpito quando me lo ha raccontato)
    Scusa, ma non si tratta di scegliere tra due errori, perché entrambe le situazioni che hai descritto peccano e sbagliano.
    Sbaglia chi semplifica troppo in favore del divertimento e del far star bene l'allievo perché, mi spiace ma i problemi sott'acqua non fanno sconti a nessuno, come sbaglia chi avendo tanto tempo a disposizione si perde e non cura aspetti fondamentali - come è successo alla tua amica.
    A mio avviso il corso deve centrare gli obbiettivi che si pone, poi una volta raggiunti queste abilità ci sta e si deve anche far divertire l'allievo, appassionarlo, ecc, ecc.
    Una volta che il brevetto viene rilasciato l'allievo deve essere in possesso delle abilità previste dal corso, altrimenti non va rilasciato il brevetto.

    Originariamente inviato da Gb87 Visualizza il messaggio
    Io stò ancora cercando la mia dimensione e probabilmente per questo che vorrei approfondire anche con altre didattiche per capire qual´è quella che fa per me, qual´è il mio modo di intendere la subaquea.
    Ahhh ....
    Se potessi tornare indietro al momento che stai vivendo, dove tutto è scoperta ..... non correre verso una meta che non esiste.
    Goditi il magnifico viaggio che stai facendo immersione dopo immersione - vivi il momento

    Cordialmente
    Rana

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    • #17
      Ciao,
      chiedo una cosa perchè sono rimasto sbalordito,
      ho parlato con una mia collega di lavoro e mi ha raccontato che anche lei e suo marito avevano fatto un corso di 1 livello per fare delle immersioni, il corso era stato fatto a Sharm el-Sheikh ,
      suo marito era riuscito a prendere il brevetto mentre lei no perchè non riusciva a svuotarsi la maschera sott'acqua,
      beh io le ho detto che non era un motivo per arrendersi e che poteva fare un altro tentativo anche nel gruppo dove vado io (parlo comunque di una persona che sa nuotare bene e non ha problemi a fare apnea),
      continuando la discussione le ho mostrato una tabella per le immersioni e lei mi ha detto che non ne aveva mai visto una, che non sapeva cos'era e che al corso non gli era mai stato spiegato a cosa serviva,
      allora le ho chiesto ma il corso com'era?
      risposta: ci hanno fatto vedere gli erogatori il manometro imparare a svuotare la maschera e seguire l'istruttore in immersione.
      E' normale una cosa cosi?
      Capisco fare corsi corti per turisti ma non credevo fino a questo punto

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      • #18
        Se non riusciva a svuotare la maschera probabilmente l'istruttore non ha voluto perdere del tempo a insegnarle le tabelle.
        E comunque gli allievi sono bravissimi a dimenticarsi le cose dopo qualche mese, che dico qualche mese, settimane...
        Quindi prima di dare addosso a un istruttore o ad una struttura che lavora magari anche bene, bisogna andare a sentire come suona l'altra campana.
        Ciò che ti ha riferito la tua collega si applica a qualsiasi corso di qualsiasi attività, se è fatto e poi non praticato.
        www.filoariannadive.com

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        • #19
          Mah io non ho la possibilità di sentire l'altra campana e non so neppure di che struttura o organizzazione didattica parlasse,
          ho solo chiesto se era possibile una cosa del genere?
          Mi è sembrato strano che quando abbiamo parlato di immersioni e mi ha chiesto a che profondità andassi e da li il discorso si è spostato sui tempi d'immersione dei fuori curva e delle tabelle lei non avesse mai sentito nulla (neanche dal marito!?) comunque ci sta quello che dici ovvero che dopo una settimana ci sono allievi che non ricordano più nulla

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          • #20
            Ma fregatevene del nome della didattica . Siete in grado di immergervi ? Basta e avanza , che poi sul plastichino ci sia scritto Padi , SSI , FIAS o altro è assolutamente indifferente e non dovete renderne conto a nessuno .

            PS : per quanto riguarda le tabelle , personalmente trovo e ho sempre trovato assolutamente inutile il loro insegnamento . Quanti di voi si immergono o si sono mai immersi seguendo un profilo da tabella ?

            Dovessi fondare una didattica , mi concentrerei sui veri aspetti importanti dell'immersione ,partendo dal controllo dell'assetto fino ad arrivare all'uso del computer .

            Insegnare oggi , in ambito ricreativo senza decompressione , le tabelle equivale ad insegnare a scuola guida il funzionamento del carburatore e dello spinterogeno .

            Ciò che invece trovo assurdo , e pericoloso , è il proliferare di corsi "tecnici" sempre più di impronta commerciale .
            On-Shore Volunteer presso Sea Shepherd Italia

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            • #21
              Io ho iniziato a rabelle dato che i computer non esistevano. I primi computer costavano l'equivalente di due stipendi di un impiegato medio e quindi a fianco del mio primo computer ho sempre avuto le tabelle. Considera che i miei profili di immersione richiedevano decompressioni piuttosto lunghe e le tabelle sono sempre state coerenti e fondamentali per un ragionato confronto.
              Il fatto che.con gli anni i profili di immersione soliti siano scolpiti nella mia testa non toglie che tabelle in forma di computer mi accompagnino sempre in a qua.
              Io ho addirittura vissuto momenti in cui mi veniva criticato di fidarmi dei computer con immersioni multilivello fonde ad aria.
              Sul resto sono parzialmente d'accordo con te.
              Io mi immergo in autonomia e non mi attengo a limitazioni imposte da didattica alcuna. Sono scelte individuali. I corsi per me vanno sempre bene, C'e' sempre da imparare anche se poi ognuno deve essere libero di fare quello che vuole.
              Ciao
              Paolo
              Paolo

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              • #22
                Originariamente inviato da root_77 Visualizza il messaggio
                ....per quanto riguarda le tabelle , personalmente trovo e ho sempre trovato assolutamente inutile il loro insegnamento . Quanti di voi si immergono o si sono mai immersi seguendo un profilo da tabella ?
                Io, per oltre dieci anni.

                Come (giustamente) scrive Paolo55, che, come me, ha i capelli bianchi, perchè non esistevano i computers, ma soprattutto perchè non ho mai ciecamente affidato la deco ad una macchina senza rendermi conto di come la macchina la calcola,
                Prova ne sia che molti sub tecnici si immergono, anche in trimix, con la lavagnetta sul braccio della muta, dopo aver calcolato (o ricavato dalle tabelle) profilo dell'immersione e tempi di deco.

                Originariamente inviato da root_77 Visualizza il messaggio
                Dovessi fondare una didattica , mi concentrerei sui veri aspetti importanti dell'immersione ,partendo dal controllo dell'assetto fino ad arrivare all'uso del computer
                Se invece la didattica che tu potresti fondare dovesse abilitarti dovesse rigorosamente limitarsi ad immersioni in curva e senza decompressione, direi agli allievi: "La mia didattica non contempla immersioni con decompressione e, di conseguenza, non affronta l'uso del computer, strumento assolutamente inutile per voi" e lo scriverei a chiare lettere sul brevetto.
                Ma, a meno di fare corsi di mezza giornata al solo scopo di vendere immersioni guidate a Sharm, non credo che la tua didattica troverebbe molti seguaci.


                Originariamente inviato da root_77 Visualizza il messaggio
                Ciò che invece trovo assurdo , e pericoloso , è il proliferare di corsi "tecnici" sempre più di impronta commerciale .
                Da quando "qualcuno" ha deciso di "fare soldi" con la didattica invece di dedicarsi all'insegnamento per passione, è stata l'inevitabile conseguenza.

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                • #23
                  Originariamente inviato da root_77 Visualizza il messaggio
                  Premessa : io conosco la Fipsas di 20 anni fa ,oggi non ho la minima idea di come sia .

                  Io ho iniziato con Fipsas e poi continuato con Padi ( di cui alla fine sono arrivato al grado di istruttore ) .
                  Di Fipsas posso solo dire che il corso dipendeva interamente dall'istruttore . Nel bene e nel male .
                  Mi spiego .
                  Materiali : zero . Lezioni presentate dall'istruttore che spesso e volentieri divagava sulle sue avventure sub ... ( vi pare normale dire ad un allievo " come primo grado potrete immergervi fino a 18 metri di profondità , ma tanto andrete sempre più profondi perchè il bello dell'immersione viene dopo i 30 metri ... " ?) .
                  Valutazione / autovalutazione : l'istruttore ti dice se sei pronto , ma non hai termini di paragone ( non ti viene detto cioè quali competenze devi raggiungere )
                  Durata : è vero , ci passi mesi . metà del tempo speso sarà a chiacchierare a bordo piscina ( leggasi sorbirsi le epiche storie dell'istruttore ) . Se ti va male e becchi l'istruttore che si sente un Incursore della Marina ,ti farà passare la voglia di immergerti . Anche quì riporto le parole del mio primo istruttore " noi non siamo quì per insegnare , ma per scartare chi non è abile " ..... bella forza ...

                  Serietà , ripeto ai tempi dipendeva dall'istruttore . Ho anche il secondo grado Fipsas , ma ho seguito solo due lezioni e zero immersioni . Motivo ? Durante vacanza sub ho conosciuto Padi , ho preso l'Advanced con loro , e non ho più avuto interesse in Fipasas . A fine corso ( Fips ) mi hanno comunque mandato il plastichino ( presumo perchè iscritti eravamo in 3 ,e a quanto ricordo per la scuola era importante raggiungere un tot di brevetti / anno )

                  Quotone. E se oggi ci possiamo immergere nei mari di tutto il mondo è grazie al cambio di mentalità introdotto da PADI. E non sono un brevettato PADI....
                  Fabrizio

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                  • #24
                    Originariamente inviato da root_77 Visualizza il messaggio
                    .............................

                    Insegnare oggi , in ambito ricreativo senza decompressione , le tabelle equivale ad insegnare a scuola guida il funzionamento del carburatore e dello spinterogeno .

                    Ciò che invece trovo assurdo , e pericoloso , è il proliferare di corsi "tecnici" sempre più di impronta commerciale .
                    Applauso!
                    www.filoariannadive.com

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                    • #25
                      Originariamente inviato da Pablito. Visualizza il messaggio
                      ................................Se invece la didattica che tu potresti fondare dovesse abilitarti dovesse rigorosamente limitarsi ad immersioni in curva e senza decompressione, direi agli allievi: "La mia didattica non contempla immersioni con decompressione e, di conseguenza, non affronta l'uso del computer, strumento assolutamente inutile per voi" ..............................
                      Al contrario, l'uso del computer è più rivolto ad un pubblico ricreativo piuttosto che a quello tecnico.
                      Il computer meglio gestisce le immersioni multilivello, propriamente ricreative; i profili "tecnici" sono più orientati all'uso di tabelle generate specificamente per il profilo e gas richiesti.
                      Originariamente inviato da Pablito. Visualizza il messaggio
                      ................................
                      Ma, a meno di fare corsi di mezza giornata al solo scopo di vendere immersioni guidate a Sharm, non credo che la tua didattica troverebbe molti seguaci.
                      .....................................

                      Se un allievo, dopo un corso di mezza giornata, è in grado di fare un'immersione guidata senza danneggiare i fondali, ben vengano i corsi di questo tipo.
                      Originariamente inviato da Pablito. Visualizza il messaggio
                      ................................Da quando "qualcuno" ha deciso di "fare soldi" con la didattica invece di dedicarsi all'insegnamento per passione, è stata l'inevitabile conseguenza.

                      Prima che quel qualcuno decidesse di fare soldi con le didattiche i subacquei si credevano un po' dei supereroi in grado di fare cose che l'essere umano "normale" neanche lontanamente poteva pensare.

                      E le immersioni a Sharm le faceva solo Jacques Cousteau, dinamitando centinaia di metri quadrati di reef "a scopo di ricerca".
                      Adesso quei supereroi degli abissi devono condividere il mare con centinaia di migliaia di altri utilizzatori di bombole ed erogatori, e una parte di questi non riesce proprio ad accettare il fatto.
                      www.filoariannadive.com

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                      • #26
                        Ciao a tutti.
                        ​Secondo me la discussione, negli ultimi interventi, si è radicata nella contrapposizione di estremi - spesso stereotipati.

                        Caro Reato, quanto hai scritto è vero:
                        "Jacques Cousteau, dinamitando centinaia di metri quadrati di reef "a scopo di ricerca"
                        Basta guardare i filmati storici, quando si vedono mangiare, il tavolo pieno di aragoste ecc, ecc.
                        Ma .........
                        come hai detto tu erano altri tempi, c'erano solo loro e il mare sicuramente poteva sopportare senza nessuna conseguenza le scorribande di "Jacques Cousteau" a cui va il grande e indiscusso merito di avere fatto conoscere al mondo l'ambiente marino.
                        Un adagio recita:
                        "mai conoscere i propri eroi, potrebbero deluderci"
                        Sicuramente in quegli anni Jacques Cousteau si è comportato da "predatore", applicando il concetto machiavellico "il fine giustifica i mezzi" - al giorno d'oggi questa condotta sarebbe passibile d'arresto per danno ambientale - ma oggi si deve preservare quello che rimane del mondo incontaminato che ha scoperto ​Jacques Cousteau e di cui sicuramente lui non è causa del deprecabile stato attuale.
                        Bisogna sempre giudicare nel contesto storico a cui ci si riferisce​.

                        Io penso e l'ho sempre scritto che il panorama subacqueo attuale è "perfetto" - umanamente parlando quindi sicuramente una perfezione che ha molti compromessi e "buchi" - ma con tutti i limiti e i difetti che possiamo riscontrare una cosa è certa, tutti ma proprio tutti, hanno la possibilità di trovare quello che cercano.

                        C'è chi cerca una subacquea "easy" - spot, mordi e fuggi, il poter dire mi sono immerso .....
                        Nessun problema ci sono i corsi che offrono questo.
                        C'è chi richiede un maggior approfondimento ....
                        Nessun problema ci sono corsi più approfonditi ...
                        C'è chi ricerca un'appartenenza a un gruppo subacqueo definito ....
                        Nessun problema ci sono anche qui filosofie molto settarie ....
                        Cosi via dicendo, per ogni aspetto, da quelli più generali a quelli più specifici e di nicchia.

                        Nella maggior parte dei casi quello che si cerca, si trova

                        Inoltre, è normale che l'astina dell'easy - del semplice e facile - di quello che è alla portata di tutti si sposti sempre più in alto.
                        Diciamocelo, è da un po di anni che sotto, sotto, gira questa definizione, nessuno lo ammette ma ci siamo .......
                        Al giorno d'oggi c'è, esiste quella che possiamo chiamare fascia "tecnica ricreativa".
                        Un approccio semplice e facile - se non per tutti - sicuramente per molti che offrono corsi semplificati per una subacquea tecnica di base che possiamo definire "ricreativa".
                        Una spruzzata di elio, e ..... immersioni a 45 / 50 metri diventano l'equivalente di un immersione a -25 metri, cosi .... ma a che servono tabelle, e lunghe ore di teoria quando, tutto quello che serve è un computer che gestisce miscele a base di elio ?

                        Io sinceramente non so dov'è il "giusto", non lo so veramente.

                        In tanti anni non mi era mai successo, poi, eccolo che spunta, un allievo proveniente da altra didattica (non faccio il nome, non ha importanza) che vuole fare il terzo grado (-40 Metri) ha i brevetti che gli permettono l'equivalenza, cosi me lo ritrovo li ...
                        Felice contento, che sembra pendere dalle mie labbra, e, la cosa mi preoccupa diffido sempre di chi mostra "esaltato entusiasmo" ....
                        Prima immersione didattica, uno disastro su scala cosmica, il soggetto non è in grado di stare a 3 / 4 metri ... lo vedo sbattere le pinne in maniera convulsa, alla fine si attacca a una roccia e rimane in verticale a testa in giù ..... mentre un mio amico (istruttore anche lui) scoppia a ridere e gli si allaga la maschera.
                        Usciamo e con tutta la pazienza gli parlo, di tutto quello che gli ho detto ha capito, secondo lui, che le pinne non andavano bene (era colpa del tipo di pinne) cosi mi si ripresenta con pinne nuove di pacca e anche costose ...
                        Rimango basito, gli rispiego che il problema non è nella pinna, gli propongo un percorso di immersioni insieme a me .... nel frattempo arriviamo alla fine del corso e io gli dico che al momento non ci sono i presupposti per rilasciare il brevetto, che mi mettevo a sua disposizione per fare "enne" immersioni (non potendo sapere il numero necessario) fino a quando non avesse colmato i problemi.
                        Sembra capire .... dopo 4 giorni mi chiama l'ispettore tecnico della mia sezione per rendere conto di due e-mail che ha ricevuto dal mio allievo, in cui mi accusava di non rilasciargli il brevetto per una questione di antipatia nei suoi confronti.
                        Mi armo di pazienza e mi rimetto al giudizio ...., chiedo che il soggetto venga valutato da un altro istruttore (al di sopra delle parti) e se idoneo non mi sarei opposto al rilascio del brevetto.
                        Non si è arrivati a tanto, l'ispettore nazionale mi conosce, nel frattempo il soggetto non si è più fatto vedere, lo hanno incontrato in un diving dei comuni amici che mi hanno riferito di averlo visto soddisfatto, gli ha detto che ha trovato la struttura giusta, professionale e preparata - e io sinceramente sono contento per lui.

                        Cosa devo aggiungere .....
                        Un tempo questi personaggi non esistevano, oggi ci sono, sono figli di una subacquea facile spesso accomodante, che fa grossi sconti, in fondo poi il problema sarà di altri ....

                        Le tabelle non servono ?
                        Sarà, ma nei mie corsi le tabelle s'imparano, s'impara cosa sono, s'impara come si usano.
                        Perché a me piace che oltre ad acquisire il minimo standard previsto nel corso, gli allievi acquisiscano anche una piccola "cultura" di base, che almeno sappiano dire cosa sono le tabelle, se qualcuno glielo domanda.
                        E poi ..... sono convinto che questi elementi che molti considerano mera cultura - nella realtà aiutano anche a capire tanti aspetti pratici - sempre se spiegati correttamente e non con nozioni campate in aria che spesso sono discussioni sui massimi sistemi distanti anni luce dalla pratica (questo riconosco che è un limite di noi istruttori).
                        Uno ha detto "nulla è più pratico di una buona teoria" e in questo sono in accordo il difficile per un istruttore è riuscire a spiegare legando le nozioni alla pratica reale in immersione.
                        Per far questo l'istruttore per primo deve conoscere molto bene la materia che spiega ed avere una consolidata esperienza.

                        Sono vecchio, obsoleto, legato a una subacquea retrograda forse è cosi.

                        Non c'è uno giusto e uno sbagliato, quando le persone sono formate a fare una certa cosa e la fanno correttamente, quando sono consapevoli di quello che fanno e dei limiti di ciò che fanno.

                        Premesso questo penso fermamente che quando un subacqueo sente la necessità di "crescere" - di andare oltre quello che è il livello iniziale, il mero fruitore dei servizi diving tramite guide in grado di "chiocciolare" il subacqueo, inevitabilmente deve imparare anche cosa sono le tabelle, cosa servono e come si usano, insieme a tutta una serie di nozioni che a livello iniziale sono superflue ma che nei corsi successivi diventano struttura portante di una preparazione in grado di raccogliere correttamente l'esperienza.

                        Quindi il problema non è il "bicchiere" mezzo pieno o mezzo vuoto .... ma chi lo guarda
                        ​Alla fine otteniamo sempre quello che cerchiamo

                        Cordialmente
                        Rana
                        Ultima modifica di RANA; 20-08-2018, 12:02.

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                        • #27
                          Io dal basso della mia inesperienza mi sento di dire di essere d'accordo un po con tutti.......e che il giusto sta sempre nel mezzo.
                          Ok e' una frase fatta ma secondo me spiega bene l'approccio con cui avvicinarsi alla subacquea e non solo.
                          saluti

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                          • #28
                            RANA
                            Dal tuo racconto emerge ai miei occhi uno scenario agghiacciante parzialmente in linea con quanto accade in altri ambiti sportivi in cui genitori si lamentano se il figlio cade studiando judo o pesta il sedere studiando snowboard.
                            Ma siamo veramente sicuri che il criterio della selezione previsto dalla natura sia un errore del Creato?
                            Ma dove sta scritto che tutte le attivita' siano alla portata di tutti e che la subacquea faccia parte delle competenze di base indispensabili per ogni essere umano ?
                            Semplicemente in alcuni casi è bene che gli aspiranti sub facciano altro per la loro e per la altrui incolumità e si limitino ad attiviita' di contorno con maschera e pinne ed a costruzioni con paletta e secchiello.
                            Ma tornando al fenomeno degli abissi di cui hai raccontato ti rendi conto che oggi esiste un contesto in cui quel soggetto si sente gratificato in una struttura giusta, professionale e preparata ? Devo pensare che questo non sia un caso isolato e che il fenomeno sia circondato da altri fenomeni come lui?
                            Ma ritieniti fortunato di non avere piu' a che fare con soggetti del genere e segui la strada che hai scelto di percorrere in compagnia di chi condivide la tua visione.
                            Cordialmente
                            Paolo





                            Paolo

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                            • #29
                              Ciao Paolo.

                              Originariamente inviato da paolo55 Visualizza il messaggio
                              Dal tuo racconto emerge ai miei occhi uno scenario agghiacciante
                              Agghiaccianti sono i racconti degli incidenti.
                              ​Molti si sarebbero potuti evitare se ci fosse stato un approccio alle immersioni più consapevole e meno "facile".

                              Originariamente inviato da paolo55 Visualizza il messaggio
                              parzialmente in linea con quanto accade in altri ambiti sportivi in cui genitori si lamentano se il figlio cade studiando judo o pesta il sedere studiando snowboard.
                              La subacquea non è uno sport competitivo ma sicuramente ha una grande "leva" sull'ego delle persone.
                              L'ego e la voglia di affermarsi sono forze negative se non sono mediate dal buon senso e dalla capacità di dare i giusti valori alle cose.
                              Per inciso - ho assistito anch'io, a Torino, a partite di calcio tra bambini, indottrinati dalle scuole di calcio e dall'ego dei genitori, i genitori ma anche chi deve insegnare a giocare quindi educare (perché lo sport prima di tutto deve educare) hanno mostrato uno spettacolo che ai miei occhi era pura follia.

                              Originariamente inviato da paolo55 Visualizza il messaggio
                              Ma siamo veramente sicuri che il criterio della selezione previsto dalla natura sia un errore del Creato?
                              Ma dove sta scritto che tutte le attivita' siano alla portata di tutti e che la subacquea faccia parte delle competenze di base indispensabili per ogni essere umano ?
                              Semplicemente in alcuni casi è bene che gli aspiranti sub facciano altro per la loro e per la altrui incolumità e si limitino ad attiviita' di contorno con maschera e pinne ed a costruzioni con paletta e secchiello.
                              Il soggetto con cui mi sono sbattuto era molto "particolare", ma mi sono capitati altri casi, meno eclatanti, di persone che in qualche modo volevano "forzare" il corso e con cui mi sono scontrato, alla fine nei casi migliori si sono raffreddati i rapporti davanti a un no.
                              Ci sono persone che sono convinte di sapere e saper fare ..... con queste convinzioni cercano il loro posto anche con un accanimento che io non comprendo ma che sicuramente li spinge in qualche modo ad ottenere quello che vogliono anche se poi la preparazione effettiva non rispecchia il brevetto.

                              Originariamente inviato da paolo55 Visualizza il messaggio
                              Ma tornando al fenomeno degli abissi di cui hai raccontato ti rendi conto che oggi esiste un contesto in cui quel soggetto si sente gratificato in una struttura giusta, professionale e preparata ?
                              Questo è quanto lui ha detto ma tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare.
                              Bisogna poi vedere cosa è riuscito ad ottenere.

                              Originariamente inviato da paolo55 Visualizza il messaggio
                              Devo pensare che questo non sia un caso isolato e che il fenomeno sia circondato da altri fenomeni come lui?
                              A me piace pensare che siano casi isolati.
                              Comunque a fronte di questi particolari casi, devo dire che molti altri sono stati dei successi in termini umani, di amicizia, di risultati.
                              Per cui non perdo la voglia di fare

                              Originariamente inviato da paolo55 Visualizza il messaggio
                              Ma ritieniti fortunato di non avere piu' a che fare con soggetti del genere e segui la strada che hai scelto di percorrere in compagnia di chi condivide la tua visione.
                              Io dentro di me sono sereno, se ho raccontato questo episodio è solo per dimostrare come sia molto variegato il mondo, e, spesso gli allievi trovano la formazione che cercano, nel bene e nel male sono loro che scelgono, è l'offerta che spesso si adegua alla domanda .......

                              Cordialmente
                              Rana

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                              • #30
                                Ciao a tutti i subacquei, di tutte le scuole!

                                Permetto che di subacquea non capisco molto, capisco che mi piace e anche molto, e che l'argomento di questo post è delicato e starà a cuore a tanti che lo fanno di professione o con dedizione sacrificio..
                                Vorrei però lo stesso esprimere la mia opinione augurandomi che non risulti banale o semplicistica.

                                Io mi sono diplomato in un ITIS di provincia e non sono nemmeno uscito con il massimo dei voti. Ho avuto poi la fortuna di trovare un lavoro entusiasmante, che mi permise di applicare gli studi fatti e di lavorare con personaggi competenti e di ottima preparazione da cui ho potuto apprendere ed affinare le mie conoscenze fino ad affermare in me una conoscenza radicata e solidamente basata.

                                Avrete capito che il parallelismo non è casuale e quello quello che voglio dire è che fondamentalmente il brevetto come il diploma non è il punto di arrivo ma quello di partenza, sta poi alla persona intraprendere il proprio percorso auto-valutandosi e valutando anche la qualità di chi gli fornisce le nozioni tecniche mantenendo costante l'interesse e la curiosità per la materia.
                                Con questo non voglio dire che la scuola non ha responsabilità di questo non parlo perché non è nelle mie corde, ma voglio solo guardare questa prospettiva, quella dell'allievo.

                                Io ho il padi OWD per ragioni che non c'entrano con la didattica, ma si inizia a delineare in me la convinzione che dovrei rivolgere le mie attenzioni a una letteratura d'altro tipo, per questo mi sto leggendo il manuale CMAS**
                                Purtroppo (per ragioni di lavoro son spesso via-mancherei a troppe lezioni) non credo potrò fare il corso ** , ma dovrò continuare con PADI advance e relative specialità.
                                Dico credo perché non ho esplorato le possibilità e se anzi qualcuno di voi esperti ha consigli sarebbero enormemente apprezzati.
                                Un saluto a tutti
                                Deep inside of a parallel universe

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