Pinne o pale da apnea

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  • Pinne o pale da apnea

    Buongiorno a tutti, valuto l'acquisto di pinne o pale da apnea anche usate, purchè integre. Possibilmente molto dure.
    Vorrei spendere poco, si tratta intanto di capire com'è la pinneggiata e se sono adatte al mio modo di andare in acqua.

  • #2
    Scusa se te lo chiedo, ma perché molto dure??
    Fabrizio

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    • #3
      Livio ti do le mie cressi da apnea con pala dello stesso materiale delle cressi Ara che mi hai visto usare . La scarpetta di quelle da apnea sono chiuse e la taglia è 42/44

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      • #4
        @baldinotti: perchè sono circa 14 anni che uso le JetFin e poi le TechFin, e vorrei qualcosa di valido anche con correnti sostenute: una falcata non solo veloce ma anche potente.
        @Albertosixsix: ti scrivo su w.app .

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        • #5
          Originariamente inviato da Livio Cortese Visualizza il messaggio
          @baldinotti: perchè sono circa 14 anni che uso le JetFin e poi le TechFin, e vorrei qualcosa di valido anche con correnti sostenute: una falcata non solo veloce ma anche potente.
          @Albertosixsix: ti scrivo su w.app .
          ​Ciao Livio.

          Il discorso pinne, nella fattispecie Apnea Vs Ara è un discorso affrontato più volete e dopo tutte le discussioni mi sono reso conto che è un discorso molto ma molto personale.
          Ci sono persone convinte e li non c'è spiegazione che regga.

          Io provo solo a dare qualche spunto di riflessione a te valutare sulla base delle tue esigenze ed esperienze.

          L'apneista e il bombolaro sono due situazioni diverse.
          L'apneista è un po come una macchina da corsa carene aerodinamiche, macchine ribassate ecc, ecc.
          Il bombolaro è più simile a un trattore ossia una macchina da lavoro, non va veloce ma deve avere coppia bassa capacità di carico ecc, ecc.

          L'apneista ha il corpo libero, il bombolaro ha il gruppo ara la muta stagna ecc, ecc, che lo rendono una struttura non idrodinamica come l'apneista che al contrario è un "ago" nell'acqua.

          La capacità stessa di veicolare il movimento dalla spina dorsale alle pinne cambia radicalmente.
          L'apneista è simmetrico, il bombolaro no, non ha una pinneggiata simmetrica in linea con la spina dorsale.

          L'apneista predilige velocità che raggiunge con una serie di falcate consecutive, Il bombolare ha movimento "stop and go" - si muove, si ferma, riparte, gira.
          Necessita di coppia bassa e non è interessato alla "velocità".

          Le pinne inevitabilmente si sono specializzate a queste esigenze differenti.

          La pinna d'apnea non ha una coppia bassa, nel senso che per sviluppare la sua spinta a pieno necessitano di una serie di pinneggiate consecutive, il bombolaro spesso nei suoi movimenti (spo and go) s'interrompe prima di raggiungere la spinta massima.
          Il bombolaro non ha una struttura simmetrica e questo limita l'efficienza di una pala lunga.
          Il bombolaro esegue tantissimi movimenti di brandeggio con le pinne, movimenti per girarsi, cambiare posizione, le pinne lunghe non sono il massimo in questo tipo di movimenti.
          Si possono usare ma sicuramente su movimenti che spesso sono il risultato di brandeggi che partono dalla caviglia non sono le pinne adatte.

          La durezza della pala.
          L'apneista impara presto a sue spese che la pala migliore è una pala morbida e non dura.
          Questo perché la pala dura stanca rapidamente la gamba e porta a una pinneggiata disordinata con inarcamento delle pale non corretto.
          Un bombolaro con pinne d'apnea rigide è un subacqueo che potrebbe non avere la forza gestirle e soprattutto quando deve contare su di loro (in caso di corrente) una pala rigida potrebbe portare a risultati pessimi.

          Io non so il grado di preparazione atletica che hai, potresti avere le gambe di un atleta di scherma e non avere problemi - questo non lo metto in discussione.
          Ma se non hai questa preparazione nei muscoli delle gambe una pinna rigida a pala lunga potrebbe essere un limite e non un vantaggio (ti chiedo solo di riflettere su questo punto).

          Cordialmente
          Rana

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          • #6
            Originariamente inviato da Livio Cortese Visualizza il messaggio
            @baldinotti: perchè sono circa 14 anni che uso le JetFin e poi le TechFin, e vorrei qualcosa di valido anche con correnti sostenute: una falcata non solo veloce ma anche potente.
            @Albertosixsix: ti scrivo su w.app .
            Capisco, ma una pinna dura non vuol dire potente. Una pala per renderti la spinta deve flettersi e, per non affaticarti le gambe, lo deve fare con facilità. Le jetfin o le techfin sono pinne molto valide per certi tipi di utilizzo, ma hanno una flessibilità della pala quasi inesistente. Ormai, per un utilizzo in apnea o con ara, si utilizzano pale molto più morbide rispetto a quello che avveniva anni fa. Se mi posso permettere di dare un consiglio, prima dell'acquisto, cerca di provare una pinna più flessibile. Ti accorgerai che, rispetto ad una più rigida, richiede una falcata meno ampia, quasi di caviglia. Questo ti permette di avere un'ottima spinta senza impegnare troppo la muscolatura della coscia, con minore sforzo e conseguente minor consumo di aria.
            Fabrizio

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            • #7
              @rana
              Un ago nel blu ....
              Buon anno !
              Paolo
              Paolo

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              • #8
                Originariamente inviato da paolo55 Visualizza il messaggio
                @rana
                Un ago nel blu ....
                Buon anno !
                Paolo


                Espressione decisamente più "bucolica"

                Buon anno a te e a tutto il forum.

                Ci si legge nel 2019

                Ciao
                Rana

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                • #9
                  Siete gentilissimi, Rana poi ha una cultura enciclopedica e non esita a regalarne sempre un po' (non è da tutti). Il discorso è ampio e specialistico; ci ho ragionato e credo di potermi fisicamente permettere delle pinne come ho detto, ma saranno tempo e pratica a decidere. Mentre ho scarsissima esperienza di apnea (un punto debole sul quale col 2019 mi propongo di migliorare), ho visto subacquei "molto" professionisti muoversi in modo efficace con pale lunghe. Questo mi fa riflettere, tanto più che nella mia propria tecnica d'immersione punto proprio alla fluidità e all'equilibrio idealmente più simili a quelli di un apneista. Se non proprio un 'ago'...qualcosa di simile. La strada è lunga, ovviamente.
                  Perciò zompo in acqua per l'ultimo tuffo del 2018, augurandovi un anno nuovo entusiasmante e tutta l'acqua che desiderate.

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                  • #10
                    Ciao Livio,
                    ​grazie per il complimento.

                    Nella subacquea, anch'io per primo, si tende a parlare per posizioni "certe" ma dato che i contesti in cui ci s'immerge sono tantissimi di certo c'è poco.

                    Le pinne d'apnea a pala lunga possono anche essere una soluzione interessante e valida anche per chi s'immerge con le bombole ma questo uso va contestualizzato.

                    Io mi sono un pochino appassionato all'apnea, nella mia piccola esperienza posso dirti che le pale lunghe sono specifiche per questa disciplina, nascono per ottimizzare la sforbiciata, la gambata alternata per intenderci, qualsiasi altro tipo di pinneggiata è possibile ma è un uso improprio, ossia, l'energia spesa non corrisponde al massimo effetto che si possa ottenere.

                    Forse l'unico altro stile che permette di gestire la pala punga è il delfino, anche se in questo caso lo strumento per eccellenza è il monopinna.
                    Il monopinna ha una tale spinta (in più rispetto alle due pinne) che nelle gare d'apnea hanno dovuto dividere la categoria delle pinne lunghe da quella di chi usa il monopinna.

                    Più il contesto in cui si muove il subacqueo con le bombole è "easy" - ossia limitato nell'attrezzatura e quindi più vicino alla condizione per eccellenza dell'apneista e più la pala lunga può sviluppare il suo potenziale.

                    I professionisti che tu hai visto - correggimi liberamente se sbaglio - non sono certo subacquei tecnici in immersioni tecniche.
                    Precisazione per non fraintenderci, quando dico che non sono subacquei tecnici non voglio dire che non hanno la preparazione di un subacqueo tecnico e/o non facciano subacquea tecnica.
                    Voglio dire che l'uso della pinna lunga non è avvenuto in un contesto dove il subacqueo usa la stagna, il bibo 12+12 due o più bombole di fase, ecc, ecc.

                    Correggimi se sbaglio ma sono professionisti in mari caldi, con mute da 3 mm, un mono di alluminio da 12 L..
                    Una configurazione che permette di avvicinarsi alla condizione di un apneista.
                    Questo è il contesto per eccellenza.

                    Correggimi se sbaglio e sempre se non erro è un po quello in cui tu vorresti usarle.

                    Ma fino a qui abbiamo analizzato il contesto, ora dobbiamo fare i conti con "l'oste" ossia la tecnica di pinneggiata.

                    Usare bene le pinne lunghe richiede una tecnica non banale ma molto particolare.
                    Le ginocchia non dovrebbero piegarsi ma tendere a rimanere rigide salvo una piccola flessione di pochi gradi strutturale.
                    La pinneggiata dovrebbe essere simmetrica alla colonna vertebrale, ossia, le pale lunghe si muovono con movimento alternato questo vuol dire che s'incrociano, l'incrocio dovrebbe sempre avvenire su una retta che passa per la colonna vertebrale e scende fino alla punta delle pinne.
                    Inoltre le pale devono piegarsi a formare l'una curva ideale che genera la massima efficienza.
                    Inoltre questa curva non deve essere esasperata con l'aprire al massimo le gambe, perché le pale spingono ma sono anche dei freni, qualora escono fuori dalla sagoma in maniera eccessiva offrono superficie che si oppone al moto - frenando.

                    Per questo dico che non solo è importante il contesto ma anche la tecnica, ed in ultimo la forza fisica.

                    Pensare di mettersi ai piedi le pale d'apnea e per questo spingere di più, solo per il fatto di usare pale lunghe è un pochino illusorio.

                    Non dimentichiamo che spesso scambiamo lo sforzo con la resa, pensiamo di spingere di più perché dobbiamo usare più forza ma senza la tecnica corretta questo sforzo genera solo "calore" e non propulsione.

                    Un tecnico delle pinne a un convegno tenutosi all'Y40 la piscina profonda 40 metri, per farci capire l'importanza delle pinne ci ha detto: che un record d'apnea importante è stato fatto con pinne di plastica comprate al supermercato per poche decine di euro.
                    La pinna, in se, conta per meno del 10% il grosso è la tecnica con cui si usa.
                    La tecnica sviluppa più del 90% della spinta.

                    Questo indica che è meglio uno strumento meno duro - meno performante ma che permette di eseguire una tecnica più corretta che uno strumento a pale dure che spinge in teoria di più ma se poi stanca e/o non si usa correttamente gli errori nella tecnica pesano in maniera molto più pesante sulla prestazione.

                    Morale della favola, ti stai addentrando in un aspetto della subacquea molto affascinante ma la scelta della pinna non è l'arrivo ma solo l'inizio di un percorso dove tu devi capire cosa si adatta meglio a te, al modo che hai di pinneggiare, a quello che vuoi fare, alla tecnica e all'allenamento che possiedi.

                    Il fatto che ci siano professionisti che usano pinne d'apnea non vuol dire che tutti le possono usare.

                    Nella subacquea tecnica le pinne d'apnea non si sono mai affermate.

                    Cordialmente
                    Rana




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                    • #11
                      Originariamente inviato da Livio Cortese Visualizza il messaggio
                      .....ho visto subacquei "molto" professionisti muoversi in modo efficace con pale lunghe. Questo mi fa riflettere, tanto più che nella mia propria tecnica d'immersione punto proprio alla fluidità e all'equilibrio idealmente più simili a quelli di un apneista. Se non proprio un 'ago'...qualcosa di simile. La strada è lunga, ovviamente.
                      Perciò zompo in acqua per l'ultimo tuffo del 2018, augurandovi un anno nuovo entusiasmante e tutta l'acqua che desiderate.

                      Le pinne da apnea non sono adatte a tutti i tipi d'immersione e mi sembra scontato dire che non si sono mai affermate nella subacquea tecnica. Trovano la loro massima applicazione in tuffi con un'attrezzatura leggera ed idrodinamica, tipicamente le condizioni che si trovano nei mari tropicali, dove si fanno lunghe pinneggiate, magari in presenza di corrente. Non è un caso che quasi tutte le guide che lavorano in questi mari hanno ai piedi pale lunghe: sono tutti degli incompetenti che si divertono ad utilizzarle per fare più fatica?? Purtroppo ci sono una serie di luoghi comuni che nascono dalla scarsa conoscenza dell'attrezzo: per usarle ci vogliono gambe molto allenate (assolutamente falso, le pinne da apnea richiedono meno sforzo di una Mares Plana Avanti 4), sono stancanti (altro falso, in apnea si sta in acqua anche per diverse ore consecutive, quindi le pale sono fatte per non affaticare le gambe), la pinna d'apnea per sviluppare la spinta appieno necessita di una serie di pinneggiate consecutive (ma quando mai? Nell'apnea dinamica esiste una tecnica che si chiama "push and slide" caratterizzata proprio da pause durante la pinneggiata). Insomma, molto spesso, chi le sconsiglia non conosce le pinne da apnea, non ha idea di quali siano i modelli più adatti per l'ara e non le ha mai utilizzate....
                      Auguri.
                      Fabrizio

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                      • #12
                        RANA : non ho ancora avuto modo di frequentare i mari caldi che dici, e nello specifico -una persona che conosco- penso alle acque e alle famose correnti di Ustica. Parlo di idrodinamicità anche riferendomi proprio ad immersioni impegnative, e mi viene in mente Gigi Casati che molto spesso usa in certe grotte le pinne delle quali stiamo parlando. Ma credo siano ancora abbastanza diffuse tra gli speleosub di scuola francese, ricordo qualche foto di Olivier Isler o J.J. Bolanz. Insomma, gente tutt'altro che sprovveduta 😁

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                        • #13
                          baldinotti : veramente, non ho alcuna conoscenza di acque tropicali, mi limito a ragionare su come mai i signori citati sopra -e vari altri- abbiano scelto questi particolari strumenti per le loro immersioni tutt'altro che ricreative. E il ragionamento, vediamo se riesco a tradurlo in pratica. Può darsi anche di no.

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                          • #14
                            @liviocortese
                            Provale e trai le tue conclusioni autonomamente.
                            Io le uso da piu' di trenta anni e non ho intenzione di cambiare. Ovviamente le trovo ottime in relazione al mio modo di andare in acqua e per il tipo di immersioni che faccio
                            Massima liberta' , come sempre
                            Paolo
                            Paolo

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                            • #15
                              La mia curiosità verte sulla calzata, come fai con la stagna? Adatteresti le pale ad una pinna a cinghiolo? Ho visto delle pinne C4, se non ricordo male, con una collaborazione con DiveSystem, viste a persone con il reb

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